Municipalizzate fiumane, il riassetto ora può iniziare

L’amministrazione cittadina ha presentato i nuovi direttori delle aziende municipali e ha fornito un’analisi sul loro funzionamento. Evidenziate criticità, rischi finanziari e la necessità di modernizzare i servizi

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Municipalizzate fiumane, il riassetto ora può iniziare
Foto Željko Jerneić

Fiume mette mano al proprio sistema amministrativo partendo da una diagnosi severa, ma anche da un obiettivo dichiaratamente ambizioso: trasformarlo entro il 2030 in un assetto più moderno, integrato e governato sulla base dei dati. È questo il messaggio emerso dall’incontro con i media seguito alla presentazione dell’”Analisi dei dati aziendali delle società municipali e commerciali di proprietà della Città di Fiume” ai direttori delle municipalizzate, documento che nelle scorse settimane era già approdato anche in Consiglio cittadino come prima fase di una riforma complessiva del settore. A dare il tono politico dell’operazione è stata la sindaca Iva Rinčić, che ha legato direttamente il ricambio ai vertici delle società alla volontà di aprire una nuova fase nella gestione dei servizi pubblici cittadini. Davanti ai giornalisti ha ricordato che sono stati presentati quattro nuovi direttori (delle municipalizzate “Vodovod i kanalizacija”, “Čistoća”, “Autotrolej” e “Poslovni sustavi”) oltre a due già in carica (“Energo” e “Rijeka Plus”), mentre un altro ingresso – quello del futuro direttore dell’azienda municipale preposta ai cimiteri e ai servizi funebri “Kozala” – dovrebbe completare a breve il quadro. L’analisi, già disponibile anche sul sito della Città, è stata illustrata ai nuovi responsabili come base di lavoro per affrontare in modo sistematico il funzionamento dell’intero comparto.

Secondo la sindaca, il punto non è soltanto cambiare alcune persone ai vertici, ma il metodo di governo del sistema. Nei suoi passaggi più netti ha insistito sul fatto che la nuova amministrazione ha voluto avviare subito, dopo il cambio al vertice della città, sia la sostituzione dei dirigenti sia una verifica dello stato reale delle aziende. Il giudizio di fondo emerso dallo studio, ha spiegato, è che il sistema non sia funzionale nel lungo periodo, perché troppo esposto ai rischi, troppo spesso appoggiato all’improvvisazione, finanziariamente sempre più vulnerabile agli shock esterni e ancora segnato da una gestione reattiva più che programmata. Da qui l’idea di una riforma destinata a durare settimane, mesi e probabilmente anni, con l’obiettivo di passare da un’amministrazione emergenziale a una cultura fondata su analisi, processi e responsabilità.

Cauto ottimismo
Il punto che più colpisce, però, è che da chi ha materialmente elaborato lo studio non è arrivato un messaggio catastrofico, bensì un cauto ottimismo. Damir Juričić, intervenuto a nome del gruppo di lavoro del Centro di supporto alle città intelligenti e sostenibili dell’Università di Fiume, ha indicato un orizzonte preciso, il 2030, sostenendo che il sistema municipale fiumano può continuare a funzionare ancora per anni, ma a costi via via più alti e con rischi crescenti. Proprio per questo, la trasformazione non può essere rinviata. Il nucleo della proposta è la modernizzazione delle cosiddette funzioni orizzontali, cioè di quegli strumenti comuni che permettono all’intero sistema di erogare i servizi: informatica, gestione del patrimonio, parco mezzi, organizzazione dei dati, rapporto con gli utenti. Il fatto che il confronto con i nuovi direttori abbia mostrato una convergenza di visione viene letto dagli autori come un segnale incoraggiante sulla possibilità di centrare gli obiettivi entro la fine del decennio.
Non è la prima volta che questo documento produce un effetto politico. Quando il 26 febbraio scorso era stato discusso in Consiglio cittadino, la maggioranza lo aveva presentato come il primo atto concreto della riforma, mentre dalle opposizioni erano arrivati dubbi sui tempi di consegna del materiale e sulla solidità di alcuni dati. In quella sede Rinčić aveva respinto la richiesta di rinvio, spiegando che non voleva perdere un altro mese, e aveva usato un’immagine molto dura per descrivere l’assetto esistente, sostenendo che Fiume non ha un sistema delle municipalizzate funzionale e che oggi, di fatto, una sola persona governa il comparto attraverso le Assemblee delle stesse. Juričić, dal canto suo, aveva avvertito che il rischio maggiore è proprio il rinvio delle modifiche necessarie, insistendo sul fatto che i servizi comunali non possono essere letti come semplici prodotti di mercato e che la sostenibilità finanziaria è una condizione per mantenerli stabili, accessibili e socialmente sostenibili.

Un primo assaggio
In questo quadro, le dichiarazioni dei direttori hanno offerto un primo assaggio di ciò che attende le singole società. Il nuovo responsabile della “Čistoća” – municipalizzata preposta alla nettezza urbana –, Igor Velimirović, ha scelto una linea prudente, spiegando di non voler dare risposte affrettate dopo pochi giorni di lavoro. Ha indicato, però, come priorità la riorganizzazione interna, il controllo dei costi, la revisione delle unità operative e dei posti di lavoro, nonché una comunicazione più efficace con gli utenti, perché il degrado percepito nei quartieri ricade inevitabilmente sull’immagine dell’azienda. Sulla questione delle tariffe, ha ricordato che i prezzi vanno confrontati con quelli di altre realtà della Regione litoraneo-montana e dell’Istria e che, senza l’aumento approvato, sarebbe stato impossibile mantenere in funzione la società, che nel 2025 ha chiuso con un disavanzo vicino ai cinque milioni di euro. Si tratta di uno dei passaggi più concreti emersi dall’incontro, perché lega direttamente la qualità del servizio alla sostenibilità economica e alla capacità di governo dell’azienda.
Anche per le municipalizzate “Autotrolej” (trasporto pubblico) e “ViK” (rete idrico-fognaria) il tono è stato quello di una fase di ricostruzione. Vedran Tomičić, che entrerà alla guida dell’Autotrolej dal 1º aprile, ha parlato della necessità di intervenire sulla rete delle linee, di utilizzare meglio le tecnologie, di garantire la piena efficienza tecnica dei veicoli e di aumentare la soddisfazione dei passeggeri, continuando nel frattempo la modernizzazione del parco mezzi. Damir Togunjac, nuovo direttore della “ViK”, ha invece richiamato il peso dell’Agglomerazione fiumana, grande progetto infrastrutturale di ricostruzione e ammodernamento della rete idrica e fognaria a Fiume e in tutto il suo “anello”, che continua a incidere pesantemente sulla vita quotidiana dei cittadini. Ha anche rivolto una sorta di scusa pubblica per i disagi accumulati negli anni, spiegando che le varie componenti del progetto hanno scadenze differenti, con alcuni termini vicini, altri destinati a proroga e un orizzonte programmato che si estende tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028.
Gli altri direttori hanno offerto indicazioni più sintetiche, ma coerenti con la linea generale. Tomislav Mazal, della “Poslovni sustavi” (Sistemi aziendali), ha ricordato il ruolo di supporto della società rispetto alle altre aziende cittadine. Vlado Mezak, confermato alla guida della “Rijeka Plus” (parcheggi e Mercati cittadini) dopo mesi da facente funzione, ha citato tra le questioni aperte il futuro dell’area del Mercato, la scadenza dell’appalto per la semaforizzazione e soprattutto il problema delle aree parcheggio, rispetto al quale si punta a riaprire il dossier dei garage. Sullo sfondo resta poi il tema dell’integrazione informatica e del coordinamento centrale delle funzioni, che gli autori dello studio considerano essenziale per valorizzare davvero il potenziale dell’intero sistema. Presente all’incontro, anche il direttore della “Energo”, Marko Križanec, al suo terzo anno di mandato e l’unico ad aver goduto della fiducia di Rinčić, dopo il suo insediamento a Palazzo municipale.

Scommessa sul futuro
Alla fine, il dato politicamente più rilevante è forse proprio questo: mentre la diagnosi sul presente è aspra, la scommessa sul futuro viene ancora giudicata possibile. Non una rivoluzione improvvisa, non tagli lineari, non rotture traumatiche, ma una trasformazione graduale, senza strappi né interruzioni del servizio, come era già stato detto in Consiglio cittadino. E se nelle scorse settimane il documento era servito soprattutto a fotografare un sistema costoso, frammentato e vulnerabile, ora la sindaca e gli autori dello studio provano a spostare il baricentro sul dopo: usare quell’analisi non come atto d’accusa fine a sé stesso, ma come base per una riforma che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe consegnare ai cittadini di Fiume servizi migliori, più trasparenti e più stabili entro il 2030.

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