Monsignor Devčić: «Pasqua nell’umiltà e nell’amore reciproco»

Nel suo tradizionale messaggio pasquale, l’arcivescovo di Fiume ha criticato duramente tutti coloro i quali, in piena crisi sanitaria, non si attengono alle norme di sicurezza

La sede dell'Arcivescovado di Fiume. Foto Ivo Vidotto

Monsignor Ivan Devčić, arcivescovo di Fiume, tramite i mass media e le piattaforme digitali, ha trasmesso il suo tradizionale messaggio pasquale a tutti i fedeli. Nel suo intervento, l’alto prelato afferma che “la Pasqua di quest’anno, la celebrazione della vittoria di Gesù Cristo sulla morte, la viviamo e festeggiamo in circostanze diverse. Come sapete, a causa dell’emergenza Covid-19, si è rinunciato alle solite celebrazioni e riti che accompagnano una delle più grandi solennità della nostra fede. In quest’infausto contesto, i nostri vescovi hanno deciso di annullare tutte le Sante messe, le celebrazioni dei sacramenti, i sacramenti, le devozioni popolari, le celebrazioni parrocchiali e gli altri eventi e incontri, sia all’interno che all’esterno delle nostre chiese e santuari. Precauzioni di questa portata, in tempi recenti, non sono mai state contemplate dalla nostra Madre Chiesa. Si tratta di imposizioni che possono sembrare incomprensibili per parte del clero e dei fedeli quando i giorni più importanti per tutti noi non possono venire santificati nei nostri santuari. Alcuni, come ho sentito, non hanno accettato quest’ingiunzione, giustificandola con il credo che Gesù sia ‘più forte’ del virus e che non dobbiamo temere di contrarre il virus. Per questo motivo, nonostante i consigli e i divieti espliciti da parte dei vertici della Chiesa e delle autorità civili, alcuni sacerdoti e fedeli continuano a violare le norme di sicurezza”.
Peccato allettante

Monsignor Ivan Devčić, arcivescovo di Fiume. Foto Goran Žiković

“Tutti coloro i quali giustificano il proprio comportamento in questo modo – prosegue Devčić nella sua missiva –, commettono non soltanto il peccato di disobbedienza, ma anche di trasgressione. E quanto il peccato sia allettante, lo sa il Diavolo stesso, memore del momento in cui tentò di sedurre Gesù nel deserto, e di allontanarlo dall’obbedienza al Padre. Gesù trascurò le sue intenzioni e lo cacciò, esclamando: ‘Vattene, Satana! Sta scritto: adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto’ (Vangelo secondo Matteo 4:10).”.
Grande prova per l’umanità
“Quando nel mondo accadono calamità come guerre, terremoti o pandemie come quella che l’umanità sta affrontando in questo momento, di solito ci chiediamo: perché Dio lo consente e tace? Incolpiamo Nostro Signore per tutto il male che succede e a malapena intravediamo le nostre colpe. Un’accusa fatta dagli stessi ebrei in relazione all’Olocausto. ‘Dio è morto’ è l’asserzione del rabbino Richard Rubenstein, affermazione la sua, che può essere riassunta in maniera strettamente logica: l’Olocausto è un fatto realmente accaduto ed è per questo che Dio non può esistere nel modo immaginato dalla tradizione ebraica. La risposta a tale dubbio può venire ricercata esclusivamente nella persona di Gesù Cristo, il Risorto, perché la Risurrezione di Gesù illumina anche l’odierna situazione che sta vivendo il pianeta: impotente di fronte all’epidemia, c’indirizza verso Colui che è venuto per portare speranza e per spronarci a liberare l’umanità dalle divisioni e da certi legami che noi stessi, col nostro egoismo, abbiamo creato. Possa Gesù Cristo risorto, essere la nostra fonte di fiducia e di perseveranza nella lotta contro l’epidemia, aiutandoci a celebrare la Pasqua nell’umiltà e nell’amore reciproco, nella fratellanza e nella comprensione. Anche in un momento delicato come questo”.
L’Arcidiocesi invita i fedeli a partecipare ai riti tra le mura domestiche
Niente riti, processioni, sacramenti, né tantomeno benedizioni, nell’ambito della Settimana Santa, iniziata con la Domenica delle Palme. Le ordinanze del Comando nazionale della Protezione civile hanno fatto sì che l’Arcidiocesi di Fiume, tramite la Congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti, decreti una serie di norme volte a limitare i rischi di contagio tra i fedeli.
La Settimana Santa è il periodo più importante della chiesa cattolica. Oggi, con la Messa della Benedizione dell’Olio, si conclude il periodo della Quaresima. In tale rito vengono consacrati gli Oli Santi: il Crisma, l’Olio dei Catecumeni e l’Olio degli Infermi. Il tradizionale rito viene svolto annualmente dall’arcivescovo, mons. Ivan Devčić, nella Cattedrale di San Vito. In armonia con le vigenti disposizioni, quest’anno la cerimonia non si terrà.
Domani 9 aprile, avrà inizio il Triduo pasquale con il quale si celebrano gli eventi di fede correlati agli ultimi giorni di Gesù, comprendenti in particolare la sua Passione, Morte e Risurrezione con la lavanda dei piedi. Nonostante anche questo rito sia stato annullato, i sacerdoti sono stati comunque autorizzati a celebrarlo a porte chiuse, senza la presenza fisica dei fedeli.
Nella giornata di venerdì, quando si celebra la Passione di Cristo e la sua morte sulla Croce, l’Arcidiocesi invita i fedeli a pregare tra le mura domestiche con un pensiero rivolto agli ammalati e ai defunti, con particolare riferimento alle persone contagiate, che stanno lottando per guarire dal virus.
Sabato, 11 aprile nelle parrocchie non si svolgerà il rito della Veglia pasquale, né ci sarà la benedizione dell’acqua Santa.
In forse anche la tradizionale Messa pasquale che viene celebrata nella Cattedrale di San Vito, compresa quella in lingua italiana. In caso di annullamento dei riti, i fedeli sono invitati a seguire le funzioni religiose, come pure la benedizione pasquale tramite le emittenti televisive, come consigliato anche da Papa Francesco.

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