Monopattini. Il Codice stradale non fa paura…

Una settimana fa è stato regolamentato l’uso del veicolo elettrico, ma quasi nessuno sembra averlo preso sul serio

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Monopattini. Il Codice stradale non fa paura…
Nonostante l’avvennuta regolamentazione, quasi nessuno s’attiene (per il momento) alle regole. Foto: RONI BRMALJ

Quando comparvero i primi monopattini elettrici, li vedevamo come oggetti costosi esibiti da ricchi eccentrici. In breve tempo, però, si sono rivelati come un nuovo modo per muoversi nei centri urbani, evitando i trasporti pubblici tradizionali e i sempre più cari parcheggi a pagamento. Il nuovo veicolo concepito in funzione della micromobilità è oggi molto più di un giocattolo. In Croazia, come nel resto dell’Europa e del mondo, i legislatori hanno impiegato non poco tempo a regolamentare la presenza di nuovi soggetti nella vita quotidiana, capaci d’interferire con il traffico cittadino, ma anche con la circolazione dei pedoni. Un Paese dopo l’altro, copiando ciò che hanno deciso i primi in merito all’inserimento dei monopattini e veicoli affini nel Codice della strada, ha introdotto delle nuove regole. Lo ha fatto anche la Croazia, una settimana fa, ponendo alcuni limiti e definendo il concetto di veicolo a trazione autonoma mettendolo alla pari con quelli con motore a scoppio ed elettrici. Il primo limite stabilito riguarda l’età. Non si può girare con il monopattino o altri veicoli elettrici simili se si ha meno di 14 anni, un po’ come avviene per i ciclomotori con cilindrata inferiore ai 50 cm³ di cilindrata. Per loro, comunque, è necessario avere il patentino, a differenza del monopattino elettrico per il quale non viene richiesto. Quest’ultimo, inoltre, non può avere una potenza superiore a 0,6 KW e non deve poter raggiungere una velocità superiore ai 25 km/h. Fiume è stata tra le prime città in Croazia a introdurre il monopattino elettrico come servizio pubblico, all’inizio del 2021, con la concessione provvisoria, sperimentale, per 200 monopattini a noleggio. Considerato il loro grande successo, quest’anno ve ne sono 600, gestiti da tre aziende diverse in concorrenza tra loro e soprattutto con i trasporti pubblici urbani, sempre meno utilizzati dai giovani.

Tutto come prima
Questi giovani, però, devono fare i conti con l’obbligo d’indossare un casco, con il divieto di portare le cuffie. Inoltre, nelle zone pedonali, dovrebbero procedere praticamente a passo d’uomo. Ci sono altre cose che non si possono fare. Per esempio, non ci si può salire in due. Per concludere, vale la stessa regola per chi ha bevuto e che intende mettersi alla guida di qualsiasi altro veicolo, compresa la bicicletta. In una settimana dall’entrata in vigore del nuovo Codice stradale, non si ha l’impressione che qualcosa sia cambiato. Il primo giorno, è vero, dalla Questura era stato reso pubblico il dato che in un giorno la Polstrada ha preso dei provvedimenti in una decina di casi. C’era di tutto, dalla guida in tandem, al mancato rispetto delle regole più elementari come quello di fermarsi al semaforo rosso. Oltre a non indossare il casco, uno ha superato abbondantemente il tasso alcolemico consentito guidando contromano. La multa per chi non indossa il casco è di 300 kune, la metà del prezzo del casco stesso. Nonostante ciò, la nuova Legge non sembra far paura. Ci si affida al fatto che c’è una cronica carenza di organico nelle forze di Polizia. La stradale, inoltre, in questi mesi estivi in cui ci sono arrivi record di turisti, è impegnata altrove e non in Corso.
Abbiamo scelto proprio il centro cittadino, in un giorno qualunque, tarda mattinata con tantissimi turisti, per una comoda indagine, un’analisi empirica che pur priva di fondamenta scientifiche la dice lunga. Dall’ombra di uno dei tanti bar che s’affacciano sul Corso, abbiamo seguito per mezz’ora ciò che succedeva. Abbiamo visto transitare 25 monopattinisti. A passo d’uomo, nessuno con il casco.

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