Mila Rončević. Altri cinque anni con il fiato sospeso

Il papà della bimba ha spiegato che le cure all'ospedale di Philadelphia hanno avuto successo, ma è ancora presto per rallegrarsi

La piccola Mila

La piccola Mila Rončević è tornata a casa. Le cure per combattere la leucemia da cui è affetta, iniziate nell’aprile del 2019 nel Children’s Hospital di Philadelphia, uno dei migliori al mondo per la cura di questa terribile malattia, hanno avuto successo. La bimba, che ha commosso tutta la nazione con la sua storia e per la quale in pochi giorni sono stati raccolti 37 milioni di kune, ora sta bene, ma rimane il pericolo non è ancora rientrato. La malattia si è ritirata dopo il trapianto di cellule staminali e per il momento non presenta sintomi di rigetto. “Dobbiamo rimanere molto cauti. C’è ancora un alto rischio di infezioni e può darsi che la malattia si ripresenti nei prossimi cinque anni. Il rigetto può manifestarsi nel corso di un anno. Speriamo che nulla di ciò accada, ma non possiamo ancora sapere come andrà a finire”, ha scritto il papà Marin nel suo profilo Facebook.
Egli ha inoltre spiegato che la famiglia non darà più alcuna dichiarazione ai media perché questo non è nell’interesse della piccola Mia. “Non abbiamo più cosa dire. La nostra vita non è una soap opera, ma un dramma e i protagonisti sono persone anonime e tali vogliono rimanere. Ringrazio ancora una volta tutti coloro che, con grande empatia, hanno contribuito alla raccolta fondi. Le cure di Mila sono costate 2,3 milioni di dollari, mentre la Fondazione istituita continua a portare avanti le sue attività. Spero che le donazioni continueranno ad arrivare per potere aiutare anche altri bambini”, conclude Marin Rončević.
Abbiamo chiesto un parere la prof.ssa Jelena Roganović, oncologa infantile e direttrice dell’ospedale pediatrico di Costabella, che aveva in cura la piccola Mila prima della partenza per gli USA. “Per noi la storia di Mila è terminata nell’aprile scorso, quando è stata trasferita a Philadelphia. In questo momento sarebbe scorretto e irresponsabile da parte mia esprimere un giudizio a riguardo”, ha risposto brevemente l’oncologa.

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