Il Quarnero è una regione che dimostra mille diversità e sfaccettature. E non si tratta soltanto di una questione geografica o di un’affermazione retorica, ma riflette le diverse opportunità turistiche, culturali ed economiche che il territorio ha la potenzialità di sviluppare. Un esempio pratico di questo concetto è stato il “tour” in tre tappe svoltosi nei giorni scorsi tra Mučići a Zvoneća, organizzato dall’Ente turistico di Mattuglie e guidato dalla direttrice Marijana Kalčić, con l’intervento della vicesindaca Karin Brajković.

L’importanza delle persone
Il primo appuntamento è stato quello a Mučići, nell’abitazione di Marica Matetić, dove da ben 48 anni è ospite fissa la coppia Salminen, Tula e Kari, proveniente dalla Finlandia. Come ha detto Matetić, loro “ormai non sono più soltanto degli ospiti”. Il viaggio dal loro luogo di residenza dura due-tre giorni e già questo aspetto dimostra che si tratta di uno sforzo non trascurabile. La maggior parte del viaggio procede via terra, ma la prima parte, una volta giunti a Helsinki, che dista un centinaio di chilometri dalla loro località, s’imbarcano su uno dei traghetti che dal Baltico settentrionale approdano in qualche porto della Germania, e da lì proseguono il viaggio prevalentemente attraverso l’Europa centrale. Una sola volta, hanno raccontato, hanno preferito scegliere di sbarcare in Polonia, a Danzica, per poi “scendere”, tramite l’allora Cecoslovacchia e l’Austria, fino alla Croazia. Ed è stato proprio il loro primo viaggio, nel lontano 1977, quando sono andati a visitare Ragusa (Dubrovnik). Durante il loro viaggio di ritorno hanno fatto sosta appunto presso la famiglia Matetić. Rimasti colpiti dalla grande ospitalità ricevuta, si sono ripromessi di tornare.
Con gli anni, questo rapporto si è consolidato trasformandosi in una bella amicizia che ha visto viaggi in comune, incontri e, in generale un sentimento di vicinanza. Marica Matetić ha raccontato di aver visitato su loro invito la Finlandia e la loro località una decina di anni fa. Ha anche detto che, secondo lei, Tula e Kari apprezzano così tanto il nostro territorio principalmente per via delle persone: “morbide”, alle quali è facile strappare un sorriso e con le quali instaurare un contatto, una peculiarità culturale meno consueta in Finlandia. Più o meno, la coppia viene in visita in Croazia sempre nello stesso periodo, ovvero nella prima metà di luglio e fino agli inizi di agosto. Tula e Kari hanno confermato che ormai, visti i cambiamenti climatici degli ultimi decenni, il loro Paese sta subendo come il Quarnero, delle estati sempre più calde e si sta arrivando pericolosamente, dal loro punto di vista, alla quota dei 30 gradi.
L’Ente per il turismo di Mattuglie ha riconosciuto già da tempo la loro lealtà e Matetić è stata esentata dall’imposta turistica da molti anni, come ha ricordato Kalčić. Quest’anno, dunque, è stata organizzata una piccola festa in loro onore e gli ospiti, probabilmente avvezzi alle tradizioni locali, hanno offerto in cambio una piccola scorta di birra finlandese, una marca molto nota e apprezzata anche negli altri Paesi nordici confinanti e purtroppo non disponibile nei negozi croati, sloveni e italiani.

Prodotti alimentari eccezionali
Dopo un breve tragitto fino a Zvoneća, Kalčić ha, come da tradizione, premiato l’ospite numero 10.000 di Mattuglie. Quest’anno la torta celebrativa è stata consegnata alla giovane olandese Zhou Chen Van Der Beek assieme ai suoi genitori, Adrianus Van Der Beek e Petronella Annetja Faasse. La famiglia è ospite presso l’alloggio turistico di Bojana Kancijanić, che si occupa di questa attività dal 2014. Questa è la loro prima visita in Croazia, ha detto la famiglia. Hanno inoltre raccontato di non aver avuto aspettative particolari e non avevano un piano preciso in anticipo, ma si sono affidati a un servizio Internet che gli ha proposto la destinazione. Vivono pressappoco a 100 km da Rotterdam. Sono rimasti, Zhou Chen in particolare, molto colpiti dalla gastronomia locale. Oltre alla torta, Kalčić ha consegnato una selezione di prelibati prodotti locali, tutti prodotti dalle aziende agricole a conduzione familiare locali (OPG) e la rapidità con cui gli ospiti e gli altri presenti hanno “svuotato il piatto” non ha fatto che testimoniare in modo più che concreto la qualità dell’offerta enogastronomica locale. Visitando un ristorante a Castua, hanno lodato non solo il cibo, ma anche il design e la presentazione della località visitata. Infine, l’Ente turistico li ha premiati con l’itinerario “Bike & Taste”, ovvero l’escursione ciclistica guidata per turisti e ospiti in cinque lingue, olandese incluso.
“Bike & Taste” è un’iniziativa nell’ambito del premiato progetto “Matuljicious/Matuljišs” e le escursioni offerte hanno un carattere ricreativo e didattico con l’obiettivo di far conoscere agli ospiti che soggiornano nella zona le bellezze naturali, il patrimonio storico-culturale e il grande potenziale del Comune come destinazione ciclistica. Durante l’itinerario vengono presentati i prodotti delle OPG, nonché i ristoranti che fanno uso di ingredienti autoctoni e ricette tradizionali.
“Onestamente, non sapevo cosa aspettarmi, specialmente se parliamo di cucina locale”, ha detto Zhou, aggiungendo che “i dessert erano i migliori”. “Non sappiamo quali sono i nostri piani, non prevediamo di andare nello stesso luogo più volte, ma io qui ci tornerei anche la prossima settimana”, ha concluso.
Confrontando la costa della loro località con quella quarnerina, secondo Adrianus Van Der Beek e Petronella Annetja Faasse, le differenze sono parecchie. Le spiagge da loro sono sabbiose, e perciò il mare non è così limpido. L’area di Zvoneća poi, vista la posizione elevata sul livello del mare, offre notti più fresche e di conseguenza più rilassanti, anche rispetto a quelle dell’estate olandese. Non hanno, inoltre, mancato di fare i complimenti alla gestrice, dicendo di venir “trattati molto bene, siamo ben informati”.

Una vite tutta particolare
La giornata si è conclusa presso la cantina dell’OPG Ružić Jarbola, dove è stato annunciato il concerto dell’ensemble “Snežnik” di Monte del Nevoso (Ilirska Bistrica) che si terrà all’Anfiteatro di Mattuglie oggi, 8 agosto. L’OPG vanta il titolo di unico produttore di vino bianco e spumante prodotto dalla varietà autoctona di vite Jarbola e l’azienda è inclusa nel già menzionato progetto “Matuljicious”. Praticamente estinta fino a vent’anni fa, ja Jarbola era tipica della zona di Zvoneća, ma durante il XX secolo è stata praticamente abbandonata in conseguenza dei rapidi cambiamenti economici che hanno portato la maggioranza della popolazione a occuparsi di altre attività produttive.
“Qui, da noi, si parlava spesso della Jarbola, ma non si è mai fatta una ricerca seria”, ha spiegato il titolare Franko Ružić. “La gente è andata via, alcuni all’estero, altri hanno trovato lavoro a Fiume e la Jarbola non si produceva più, se non per uso privato”. “Anni fa, finalmente, si sono fatte delle analisi su dei campioni che i più anziani affermavano fosse proprio questa specie. E, in effetti, era vero”, ha raccontato, aggiungendo che per le sue caratteristiche si avvicina di più alla slovena Rebula.
“La abbiamo inserita nella Lista croata delle varietà vinicole e da quel momento siamo partiti con il disboscamento, la procura del materiale, dei contenitori, ecc. Insomma, da zero”, ha proseguito Ružić. Siccome si tratta di una specie autoctona, caratteristica di una sola micro-località, cioè Zvoneća e la stretta zona circostante, la produzione rimane per forza di piccola scala, sui 10mila litri. “Usiamo il metodo classico della fermentazione secondaria. Le bottiglie riposano dai due anni e mezzo ai tre prima di andare in vendita. Dunque, dalla vendemmia al prodotto finale servono tre anni. C’è bisogno di molta pazienza”, ha detto ancora Ružić, commentando che “devi essere un po’ matto per occuparti di questa vite”, siccome il ritorno degli investimenti è molto a lungo termine e non ci sono possibilità di fare piani di riserva. “È una micro-località che è molto suscettibile al clima e, data la rarità, non è che io possa fare, per esempio, un giro in Istria e acquistare qualche tonnellata di ‘rimpiazzamento’”. Di conseguenza, “le persone tipicamente si concentrano su altre varietà, come la Malvasia, che sono meno impegnative”. Infatti, la Jarbola, come ha spiegato Ružić, e più esigente rispetto ad altre varietà anche nei lavori di potatura e tutela delle piante, e si perde perciò più tempo a parità di volumi. Infine, per quanto riguarda le sue specificità palpative, la Jarbola “è caratterizzata da una gradazione alcolica più leggera e un gusto più rinfrescante”.

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