Maschere protettive con stampanti 3D

All’inziativa si sono uniti gli alunni e gli insegnanti della SE di Cherso, supportati dalla Regione

Gli insegnati della scuola chersina realizzano le maschere con l’uso della stampante 3D

L’idea di aiutare in qualche modo il settore sanitario e medico, spesso a corto di mezzi protettivi per fronteggiare l’emergenza coronavirus, ideata dallo studente di elettrotecnica di Spalato, Slaven Damijanović, ha presto attecchito tra gli studenti e gli alunni di tutta la Croazia. Il giovane ha pensato di realizzare delle visiere in plexiglas ovvero delle maschere integrali protettive da adoperare nel settore sanitario che si occupa degli infetti da coronavirus, da realizzare con stampanti 3D. Ad aderire al progetto, che si svolge col motto “#rimaniacasa e aiuta nella lotta contro il virus”, sono stati pure gli studenti fiumani, che stanno organizzando l’azione a livello locale per rifornire medici, infermieri e personale sanitario del CCO di Fiume con quante più maschere. Si tratta di mettere a disposizione la propria stampante 3D per costruire una sospensione regolabile su cui poi viene fissato uno schermo in plexiglas trasparente a copertura dell’intero viso. Per ogni pezzo ci vogliono quattro ore di lavoro, in quanto il progetto già pronto viene fornito dall’ideatore contattabile tramite la pagina Facebook “#studentipomazu” o tramite l’Associazione nazionale studentesca. Sono benvenute le donazioni in materiale plastico, adatto alla costruzione delle maschere.
All’iniziativa si sono uniti pure gli alunni e gli insegnanti della Scuola elementare “Frane Petrić” della città di Cherso che, grazie al supporto finanziario della Regione litoraneo-montana, hanno iniziato a “stampare” e assemblare le maschere in plexiglass per le necessità degli operatori sanitari delle isole di Cherso e Lussino. La prima maschera verrà donata alla dottoressa Senka Stojanović, unico medico epidemiologo delle due comunità isolane.

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