“È un problema che dura ormai da tredici anni, ma che, secondo noi, può venire risolto”, ha annunciato ieri Josip Katalinić, consigliere regionale di MOST assieme a Marin Miletić, deputato al Sabor e Petra Mandić, membro del Consiglio cittadino di Fiume, appartenenti allo stesso partito. Ieri gli esponenti di MOST hanno convocato i media all’ingresso del Centro regionale per la gestione dei rifiuti a Marišćina, un impianto ritenuto obsoleto. Quando arriva l’estate la sua presenza si fa sentire e per gli abitanti di una vasta area del Comune di Viškovo non è una bella notizia. “Non siamo qui, in questo caso, per parlare di puzza, bensì del processo di trattamento dei rifiuti messo in atto con tecnologie superate. Vorrei fare il punto della situazione – ha spiegato Katalinić –, con riferimento a due documenti, uno relativo allo scorso anno e uno a quello precedente, che ci sono stati forniti dal direttore di Ekoplus, Kristian Gašparini. Nel 2023 l’impianto ha accolto 81.000 tonnellate di rifiuti, mentre lo scorso anno si è arrivati a 83.000 tonnellate. Invece di ridurre le quantità di rifiuti all’ingresso dell’impianto, queste aumentano. È un chiaro segnale che il sistema non funziona bene. Nel concepire questo impianto, l’idea era quella di produrre, dopo i trattamenti, del materiale da combustione per gli impianti di termovalorizzazione. Si contava di destinare il 20-30 per cento del materiale a questo scopo, ma oggi si arriva all’8-10%”.
Ci sono delle soluzioni? Le ha anticipate Miletić, deputato in Parlamento e membro della Commissione ambiente: “La scorsa settimana mi sono rivolto allo Stato, attraverso la Commissione, chiedendo di smettere con l’adozione di tecnologie superate per lo smaltimento dei rifiuti. Per prima cosa, con la differenziata è fondamentale separare l’umido dal resto. Se si dovesse raggiungere questo obiettivo, cesserebbe anche la puzza proveniente da Marišćina. Inoltre, sarebbe opportuno prevedere degli incentivi per le imprese interessate a cimentarsi nel riciclo industriale. In questo senso siamo in pesante ritardo. Se dovessimo portare a compimento queste due idee, il problema dei rifiuti sarebbe sostanzialmente risolto”.
Ripartire dal capoluogo quarnerino
Gran parte dei rifiuti che giungono a Marišćina proviene da Fiume, cioè circa 60 delle 83mila tonnellate. Petra Mandić ha proposto di avviare i processi proprio a Fiume: “Nel corso della nostra campagna elettorale ci siamo riferiti spesso a questo problema. Ci siamo rivolti a esperti europei che sono convinti che vi sono degli sbocchi per poter accedere ai fondi UE per adottare delle nuove tecnologie nella gestione dei rifiuti. Nel 2022, a livello cittadino, era stata emessa una delibera in base alla quale entro due anni la differenziata avrebbe dovuto comprendere anche l’umido. Non è successo, come ben sappiamo. Il metodo attuale, con la separazione di plastica, metallo, vetro e carta, lasciando il resto tra i rifiuti misti, non risolve nulla. Le nuove strutture al potere in città dopo le elezioni portano con sé un po’ di speranza. Siamo convinti che si saprà, se non altro, rispettare le leggi e le decisioni già prese dal Consiglio cittadino. L’SDP, per anni al potere, non ha voluto ammettere di aver sbagliato strada. Il nuovo esecutivo non ha il peso delle decisioni precedenti, palesemente sbagliate”.
Per un attimo è uscito dal perimetro dell’impianto il direttore Kristian Gašparini che non ha voluto rilasciare dichiarazioni, limitandosi a salutare gli esponenti di MOST. Petra Mandić ci ha detto che i due consiglieri di MOST eletti nel nuovo Consiglio cittadino appoggeranno oggi la proposta della sindaca Iva Rinčić.
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