Marin Miletić: «Il dialogo con i cittadini è fondamentale»

Marin Miletić, candidato sindaco di Fiume del Most, presenta il suo programma e dichiara: la Comunità italiana è importantissima per la cultura del nostro territorio

“Gli italiani vivono a Fiume da secoli e costituiscono la comunità che dopo la Seconda guerra mondiale nella nostra città ha sofferto più di tutte. L’obiettivo di ogni sindaco dev’essere quello di sentirsi appagato nel riuscire a risolvere i problemi che affliggono i suoi concittadini. Il Palazzo municipale deve diventare il soggiorno dei fiumani. Il mio scopo è sentirmi dire dagli abitanti di Fiume quali sono i problemi che li affliggono per poi risolverli. Il mio obiettivo è rendere più solidi i ponti che già esistono e di costruirne di nuovi laddove non ce ne siano. Sono assolutamente disponibile a incontrare anche i rappresentanti della Comunità italiana per discutere assieme a loro dei temi di loro interesse”, ha dichiarato Marin Miletić, candidato sindaco di Fiume per il Most.

 

Questioni di autoctonia
Nell’affrontare la questione Miletić, eletto nel luglio scorso al Sabor sulla lista del Most, ha detto di essere pronto, una volta eletto, a incontrare i rappresentanti degli italiani di Fiume e a stabilire in modo inequivocabile cosa comporta lo status di minoranza autoctona sancito alla CNI dallo Statuto della Città di Fiume. Miletić, che nella sue veste di deputato è incluso nei lavori della Commissione parlamentare per i diritti umani e i diritti delle minoranze nazionali, ha sottolineato di essere intenzionato a proseguire i tradizionali incontri tra il sindaco di Fiume e i rappresentanti degli esuli fiumani in occasione della Festa patronale (San Vito). “Se m’inviteranno andrò volentieri a presentare il mio programma elettorale alla Comunità degli Italiani”, ha dichiarato, svelando che nel suo staff c’è anche un connazionale.

Targhe bilingui
Alla domanda se accetterebbe di apporre sulla porta del suo ufficio una targa bilingue con la scritta “Gradonačelnik Grada Rijeke-Sindaco della Città di Fiume”, Miletić ha ammesso che si tratta di una buona idea. “Sono pronto a parlare di questa proposta con i miei candidati vice. Personalmente sono pronto a farlo”, ha dichiarato il candidato del Most, puntualizzando che non devono esistere temi tabù. “A Fiume si discute troppo poco. Il Consiglio municipale ha dedicato troppo poco tempo a temi di quest’importanza. Se fossi il sindaco insisterei affinché venissero convocati gli storici, gli studiosi e i rappresentanti della Comunità italiana per dibattere tutti insieme e illustrare anche a coloro i quali magari non ne sono consapevoli l’importanza della Comunità italiana per la cultura del nostro territorio”, ha dichiarato Miletić, puntualizzando poi che oggi Fiume va intesa come un’unica città, contraddistinta però dalle sue identità storiche.

Il dialogo con i giovani
Una di queste identità è costituita da Sušak, alla quale Miletić è legato dai ricordi maturati durante i 14 anni trascorsi a insegnare religione al Primo ginnasio croato di Sušak. “Quello per me è stato un periodo meraviglioso, durante il quale ho contribuito alla formazione di intere generazioni di ragazzi. Ciò mi ha permesso di conoscere i loro genitori e di realizzare progetti, che tra l’altro mi hanno dato modo d’incontrare gli ex Presidenti della Repubblica Ivo Josipović e Kolinda Grabar Kitarović”, ha raccontato il teologo nato a Fiume nel 1979, tifoso sfegatato del Rijeka Calcio e devotissimo a Padre Pio.
Miletić, che si autodefinisce una persona estremamente tenace, è stato il primo ad annunciare pubblicamente l’intenzione di candidarsi a sindaco del capoluogo quarnerino. L’ha fatto il 15 settembre scorso, davanti alle telecamere dell’emittente televisiva Nova TV. Lo slogan della sua campagna è Crediamo.

Una città in letargo
Ma in che cosa crede Marin Miletić? “Credo – ha spiegato – che la nostra città sia caduta in un letargo che dura da troppo tempo. Credo che Fiume debba essere risvegliata dal sonno nel quale è sprofondata. Credo che chi desidera contribuire attivamente ai processi che condurranno a questo risveglio non possa rimanersene in disparte, ma che debba darsi una mossa. Credo che limitarsi a lamentarsi non serva a nulla. Credo che quando vi coglie la sensazione che la vostra città ha smesso di essere un polo d’attrazione, trasformandosi in un luogo dal quale si desidera andare via, sia istintivo voler fare qualcosa per invertire la tendenza”. “Sono questi i motivi che mi hanno spinto a candidarmi. Mi sono imbarcato in quest’impresa perché sono convinto che con me Fiume potrà tornare a respirare a pieni polmoni”, ha affermato Miletić, impegnandosi a debellare il clientelismo e la corruzione.

Basta col clientelismo
“Il clientelismo è il male per cui Fiume in molti campi non riesce a esprimere tutto il suo potenziale. Senza la tessera di determinati partiti è impossibile fare carriera. Persino nel gruppo di collaboratori che ho raccolto attorno a me ci sono persone che hanno paura delle ripercussioni che potrebbero subire al lavoro se si venisse a sapere che stanno dalla mia parte. Queste cose mi fanno ribrezzo. Voglio una città nella quale ognuno sia libero di esprimere le proprie idee, i punti di vista e le opinioni. L’appartenenza politica non deve impedirci di collaborare e contribuire allo sviluppo della nostra città”, ha dichiarato Miletić, indispettito dal fatto che “le decisioni vengono prese nelle stanze del potere, senza che la cittadinanza venga interpellata”. “Intendo farla finita con questa prassi. Desidero che a decidere siano i cittadini, che non possono essere interpellati soltanto a ridosso delle elezioni. I cittadini devono avere un ruolo attivo nella sfera decisionale. Chi meglio di loro sa di che cosa c’è bisogno a Fiume?”, ha osservato Miletić.

Serve energia positiva
Il candidato sindaco del Most ha la sensazione che gli abitanti di Fiume non siano pienamente consapevoli del reale potenziale della città. “Ho il sospetto che non si rendano conto che le cose possono funzionare meglio. Purtroppo, quando ci si chiude a bozzolo, rimanendo impantanati in una palude dopo un po’ di tempo anche il tanfo del fango smette di puzzare. Per esprimere appieno le sue potenzialità Fiume ha bisogno di qualcuno che sprigioni l’energia positiva generata dalla serenità, dall’onestà e dalla libertà”, ha affermato. Sono molti i problemi quotidiani che affliggono i fiumani che Miletić desidera risolvere; dai parcheggi ai trasporti pubblici, dal traffico alla pulizia della strade, dal decoro urbano al restauro delle facciate… Quando gli abbiamo chiesto se esiste un progetto che gli preme di più realizzare si è soffermato sull’Autostazione in Žabica. “Le promesse fatte a riguardo negli ultimi vent’anni – ha detto – sono diventate favole che le nonne raccontano ai nipotini la sera. Ci rimboccheremo le maniche affinché la città possa finalmente fare affidamento su un terminal che soddisfi le reali esigenze. Un altro problema serio riguarda gli alti costi del Centro regionale per la gestione e la raccolta dei rifiuti di Marišćina. In questo caso bisognerà cambiare la mentalità dei fiumani, per fargli comprendere la responsabilità che grava sulle loro spalle per quanto concerne la tutela dell’ecologia a livello urbano”.

«No» al doppio incarico
Di ecologia Miletić si è occupato parecchio pure al Sabor, affrontando la questione sia nell’Emiciclo sia in qualità di membro della Commissione parlamentare per la tutela dell’ambiente e della natura. “Sarebbe interessante mettere a confronto l’attività svolta dai parlamentari provenienti da questa zona e vedere quanto ciascuno di noi ha fatto per promuovere gli interessi del territorio. Dal canto mio posso vantarmi di aver portato all’attenzione del Sabor il problema del Centro rifiuti di Marišćina. Un tema, questo che ho affrontato presentando atti e prove sull’inquinamento dell’aria a Viškovo e protestando contro il modo antiquato nel quale vengono smaltiti i rifiuti. Mi sono attivato in prima persona per sventare il tentativo di realizzare un inceneritore di rifiuti a Draga di Sušak, in una zona idrica protetta, costringendo la Regione e la Città a desistere dal progetto. Mi sono battuto anche contro la realizzazione di un progetto simile a Prezid nel Gorski kotar. Per spaventare i politici che pensano soltanto al proprio rating, alle volte basta sollevare un polverone”, ha commentato Miletić, rilevando però che in caso di elezione a sindaco di Fiume rinuncerà al suo mandato parlamentare. “Quello del sindaco di Fiume è un lavoro estremamente impegnativo e richiede la massima concentrazione. Quando inizio un percorso mi ci dedico anima e corpo. Intendo rimanere coerente con me stesso e dunque quando sarò eletto rinuncerò al mio seggio al Sabor”, ha annunciato, avvisando però che Fiume non è un’isola e che alcune questioni non possono essere risolte senza il coinvolgimento della Regione e dello Stato.

 

La stella rossa sul Grattacielo? Una mera provocazione
Sulla stella a cinque punte posta l’anno scorso sul tetto del Grattacielo di Fiume nell’ambito del progetto Fiume Capitale europea della Cultura, Miletić ha le idee ben chiare. “Una volta diventato sindaco non mi occuperò di arte, o più correttamente dell’espressione artistica dei singoli autori. Gli artisti devono essere liberi di esprimersi, d’interpretare i loro valori, idee e modi di pensare”, ha chiarito. “Tutti, però, sono consapevoli – ha proseguito – che la stella in questione è stata una pura e semplice provocazione. Un tentativo di fomentare nuove lacerazioni nella nostra città”. “Viviamo in un’epoca molto impegnativa. Il nostro obiettivo – così ancora Miletić – dovrebbe essere quello di rimanere uniti, di uscire dalle trincee nelle quali abbiamo finito col barricarci e di tentare di capire che cosa bisogna fare affinché la città risorga per disincentivare i giovani a fuggire altrove, per rafforzare ulteriormente i legami tra l’ottima Università che ci ritroviamo e le istituzioni cittadine, per migliorare il sistema scolastico. Per garantire ai genitori che i loro bambini avranno un posto certo negli asili, insomma, per affrontare i problemi cruciali che affliggono la nostra società. A qualcuno ciò evidentemente non conviene e nella consapevolezza di fomentare le divisioni non esita a lanciare l’osso a forma di stella rossa. Io non mi presterò a questi giochini. Non sarò uno di quelli che fomentano le divisioni, bensì – ha concluso Miletić – un fiumano che lavora per favorire la coesione della società nella quale vivo”.

 

Vi presento i miei vice
Marin Miletić è stato il primo candidato sindaco di Fiume a presentare all’opinione pubblica i suoi candidati vice e nel presentarli non nasconde l’entusiasmo. “Petra Mandić la conosco da anni ed è stata la prima persona alla quale ho chiesto d’imbarcarsi con me in quest’avventura”, ha puntualizzato, elencando i punti di forza del suo CV che vede iscritte importanti esperienze nel mondo della politica e dell’imprenditoria. “È una persona la cui esperienza nella gestione dei grandi sistemi mi sarà molto preziosa”, ha sottolineato. “Il sodalizio con Aleksandar-Saša Milaković – ha proseguito – ha una genesi tutta particolare. Il nostro primo contatto risale al settembre scorso ed è avvenuto dopo che nella mia casella e-mail mi sono ritrovato un messaggio nel quale Saša – ricercatore dell’Università di Amburgo rientrato a Fiume –, pur riconoscendomi di essere una persona onesta, mi avvisava che lui e un gruppo di persone che la pensava al suo stesso modo non mi avrebbero consentito di vincere a Fiume in quanto convinti che il capoluogo quarnerino debba rimanere una città libera e aperta. Lo interpellai immediatamente e lo invitai a prendere un caffè. Al primo incontro ne seguì un secondo, poi un terzo… Alla fine – ha concluso Miletić – è stato Saša a chiedermi se ero disposto ad accettare il suo aiuto”.

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