Secondo i dati forniti dagli organizzatori, la marcia antifascista svoltasi oggi, domenica 30 novembre, a Fiume ha radunato quasi 2.000 cittadini, riuniti per manifestare contro l’estremismo e le recenti provocazioni registrate in città e in tutto il Paese.
La manifestazione, partita da piazza Adria (Jadranski trg) e diretta verso l’area del Delta, è stata segnata sin dall’inizio da un grave episodio. Una trentina di uomini mascherati si è infatti radunata nella zona di partenza scandendo slogan come “Za dom spremni” (Per la Patria pronti) e “Nezavisna država Hrvatska” (Stato indipendente croato), riconducibili all’estremismo ustascia. I membri del gruppo hanno poi lanciato petardi contro i manifestanti.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, una bambina sarebbe rimasta ferita, mentre alcune persone hanno lamentato acufeni prolungati in seguito alle esplosioni.
Anche la conclusione della marcia è stata turbata da un nuovo episodio: alcuni giovani, arrivati nei pressi di un bar vicino al percorso del corteo, hanno lanciato una torcia fumogena verso i presenti. Una persona è stata colpita alla schiena, come riportato dal quotidiano Novi list. Gli aggressori si sono poi dati alla fuga. La polizia è intervenuta poco dopo per effettuare i rilievi.
La sindaca: «Né stella rosa, né Za Dom spremni»

A far discutere è stata anche l’assenza della sindaca Iva Rinčić, che non ha preso parte alla marcia, suscitando critiche da parte di una parte del fronte civico e politico cittadino. In molti hanno letto la sua mancata partecipazione come un segnale ambiguo in un momento già segnato da tensioni e polarizzazioni.
In una nota diffusa in serata, la sindaca ha motivato la sua scelta. “Perché non sono andata alla marcia? Perché l’antifascismo oggi non è più ciò che suggerisce il suo nome”, ha scritto, sostenendo che il termine venga interpretato in modi tra loro opposti: “Da un lato come difesa delle libertà e dei valori democratici, dall’altro come nostalgica esaltazione della Jugoslavia e del culto di Tito”.
Rinčić, eletta nel maggio 2025, ha aggiunto di non voler “schierarsi né con la stella rossa né con il saluto Za dom spremni (ZDS)”, rivendicando una posizione che definisce di equilibrio e invitando a “superare le divisioni” in un clima politico sempre più teso.
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