Magazzini Metropolis: un barlume di speranza

Il periodo finanziario 2021-2027 della Port authority potrebbe portare alla sdemanializzazione del complesso e alla sua riqualificazione per fini culturali e pubblici

Il decennio che stiamo vivendo, o meglio i futuri progetti che vi verranno realizzati, potrebbero risultare fondamentali per mettere ad acta una delle questioni prementi di Fiume, ovvero l’eventuale riqualificazione a scopi culturali o di altro tipo dei vecchi magazzini portuali detti comunemente Metropolis, il cui destino non sarebbe più tanto incerto come soltanto qualche mese fa. Uno spiraglio, seppur piccolo, a quanto sembra si sta aprendo e dopo anni di apparente disinteresse da parte della Port authority – sul cui lotto i magazzini giacciono (attualmente fanno parte del Demanio marittimo) – e della Città di Fiume, che li ha inclusi nel proprio Piano regolatore generale, ma non può muoversi senza il benestare dell’ente portuale, le cose potrebbero presto assumere una piega diversa. Una conferma in questo senso ci è giunta in questi giorni anche dalle due parti interessate, alle quali ci siamo rivolti per chiedere quanto sia probabile che in un prossimo futuro gli antichi stupendi magazzini del Porto di Fiume – bene culturale della Repubblica di Croazia, di cui è vietata la demolizione se non in caso di estrema necessità – possano venir dati in gestione alla Città e da essa riconvertiti per fini diversi. Da tempo, infatti, i vecchi capannoni hanno perso la loro primaria funzione. L’era moderna è stata in questo senso inesorabile e l’avvento delle nuove tecnologie ha fatto sì che questi stabili – un tempo avanzatissimi – a piano a piano finissero in disuso per l’impossibilità di stare al passo con i tempi e di adempiere al loro compito essenziale che è quello di accogliere i carichi alla rinfusa.

L’amministrazione cittadina ci ha confermato, nella sua missiva fattaci pervenire ieri, la sua intenzione di procedere, in un ipotetico futuro, alla riqualificazione del complesso Metropolis, a patto di ottenerne la gestione a compenso zero. “La Città ha predisposto l’usufrutto dei vecchi magazzini portuali nell’articolo 29 del suo Piano regolatore generale – viene spiegato – in quanto gli edifici che godono dello status di bene culturale e che si trovano in ambito portuale, possono venir usati per fini culturali e pubblici a patto che non intralcino l’attività del porto. Ogni eventuale intervento sottostà, però, al benestare del Ministero della Cultura, precisamente dell’Ufficio per il restauro e la conservazione dei beni storico-culturali. Bisogna, inoltre, sottolineare – scrive ancora la Città – che il Piano regolatore generale è stato realizzato in accordo con il Porto e l’Autorità portuale e come tale sollecita tutte le parti a individuare una soluzione per il complesso Metropolis, indipendentemente da chi lo gestisce. Per il momento è sotto l’ingerenza della Port authority, che prima di darlo in gestione dovrebbe risolvere innanzitutto l’accesso ai capannoni”. Una soluzione in questo senso potrebbe giungere con l’annunciato – dallo stesso direttore della Port authority, Denis Vukorepa – ampliamento della banchina Praga, da ottenere con l’interramento dei moli Visin e Bratislava. Il porto avrebbe in quel caso a disposizione ulteriori 50.000 metri quadrati di spazio utile per rafforzare la propria attività, rendendo al contempo possibile la sdemanializzazione del Metropolis. Uno scenario molto probabile, confermatoci dalla stessa Autorità portuale. “Stiamo preparando la documentazione d’accesso ai fondi europei per il periodo 2021-2027, per quando è previsto l’ampliamento del porto. Ciò comporterà pure una riqualificazione dei vecchi magazzini e la loro apertura alla cittadinanza. Il tutto in collaborazione con la Città e con il sostegno del governo e del Ministero del Mare”, ci è stato risposto.

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La vista su Fiume che si presta dagli antichi capannoni

Gli interni (oggi purtroppo vuoti) sono ancora in ottimo stato

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