Lungomare Francesco Giuseppe I: rara bellezza

Il Lungomare Francesco Giuseppe I unisce la pittoresca Volosca ad Abbazia, Icici, Ica e Laurana, in una passeggiata tutta da gustare

Lipovica, il tratto tra Volosca e Abbazia

Con l’avvicinarsi della primavera la voglia di uscire di casa si fa sempre più insistente. Anche perché sono tanti coloro i quali continuano a lavorare da remoto, rintanati tra le quattro mura domestiche. E se speravamo che, dal punto di vista epidemiologico, con gli inizi di marzo le cose sarebbero cambiate in meglio, purtroppo non è così. Nessuno, però, può toglierci la possibilità di fare delle lunghe camminate, meteo permettendo, su una delle più belle passeggiate in assoluto: quella di Francesco Giuseppe I, più comunemente nota come Lungomare di Abbazia. Con i suoi 9 chilometri di lunghezza, unisce la pittoresca Volosca con Abbazia, Icici, Ica e Laurana e presenta la Liburnia in tutta la sua bellezza. Divenuto con gli anni il simbolo di Abbazia, il Lungomare è una delle zone più gettonate da chi desideri trascorrere un po’ di tempo in riva al mare, da chi fa attività fisica, jogging, yoga e quant’altro. Vi si possono incontrare mamme con passeggini e tricicli, amanti della bici o del monopattino, coppie d’innamorati che si godono questo romantico tragitto il quale, ad esempio, è stato addobbato in particolar modo in vista del giorno di San Valentino, ottenendo il titolo di una delle 16 destinazioni più romantiche in Europa.

Il lungomare è una delle passeggiata più gettonate in assoluto

Costruito in due fasi
Partendo da Volosca, si giungerà innanzitutto ad Abbazia, con le sue stupende spiagge, i famosi parchi come quello di Villa Angiolina, per proseguire poi fino al simbolo assoluto della città, la statua della Ragazza con il gabbiano, o meglio Madonnina. Nel 2011 è stato celebrato il 100º anniversario di costruzione del Lungomare di Francesco Giuseppe I, sorto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, periodo in cui ad Abbazia stava fiorendo il turismo. Pochi forse sapranno che è stato edificato in più fasi: il tratto tra Volosca e Abbazia nel 1889, nello stesso anno in cui la Perla del Quarnero è stata proclamata stazione climatica. La seconda fase, nell’ambito della quale è sorto il tratto che unisce Abbazia e Laurana, è stata terminata nel 1911. Da allora il Lungomare è diventato una delle mete preferite dei turisti, ma anche dalla cittadinanza locale che non predono l’occasione per immortalarlo in foto e quadri d’autore.

Passeggiata e relax tra il verde

Passeggiando, si può scoprire la storia del capoluogo liburnico, osservare gli storici alberghi, le maestose ville e apprendere nozioni su tutta una serie di piante tipiche di questi luoghi quali il finocchio marino, che cresce sulle scogliere, o il leccio, le varie specie di querce a foglia caduca, l’alloro profumato, il pittosporo sempreverde e via di seguito.

Un luogo ideale per la passeggiata nordica

Dal mare al bosco
Se invece desiderate trascorrere qualche ora circondati dal verde, a soli due passi dal mare troverete il sentiero Carmen Sylva, che qualche anno fa è stato inserito nel progetto “Opatija Hike – passeggiate e sentieri storici”, avviato dall’Ente per il turismo di Abbazia allo scopo di rivitalizzare i sentieri che si trovano in prossimità del mare e di collegarli in un’unica rete mediante un sistema segnaletico. Infatti, tra i cinque percorsi inclusi nel progetto c’è anche il cosiddetto “lungobosco”, appunto la passeggiata Carmen Sylva. Si parte dallo Slatina salendo verso il parco Margherita fino alla fonte Vrutki.

La tabella del sentiero Carmen Sylva

Il sentiero prosegue attraverso il bosco e il rione Zora, per arrivare al belvedere di Mala e Vela fortica in direzione del Palasport Marino Cvetković, da dove si può proseguire verso il Lungomare e la spiaggia Lipovica o verso Volosca. E mentre vi troverete immersi nel verde, dove l’aria del bosco si unisce a quella salmastra del mare, potrete rilassarvi dimenticando per qualche attimo lo stress quotidiano e quello generato dall’attuale pandemia.

Passeggiata e relax tra il verde
Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

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