L’assestamento del bilancio 2026 della Regione litoraneo-montana è passato al secondo tentativo. L’Assemblea lo ha approvato con 25 voti favorevoli, 10 contrari e tre astenuti, dando così il via libera anche all’operazione più discussa dell’intera manovra: l’acquisto di una parte degli ex stabilimenti della PIK a Fiume.
All’ordine del giorno della dodicesima sessione dell’Assemblea regionale come primo punto c’era però l’avvicendamento sui banchi di Možemo!. A seguito della nomina di Orijen Petković a direttore ad interim della SMSI, funzione incompatibile con con quella di consigliere regionale, oggi gli è subentrato Andrej Kljun della lista di Možemo! nella quale era stato eletto il rappresentante dimissionario.
Assestamento
Il capo del Dipartimento per le finanze Krešimir Parat ha illustrato gli aspetti più importanti relativi alla manovra di assestamento del bilancio 2026, dopo il primo tentativo fallito prima della sosta estiva. Dibattito acceso, ma anche una maggioranza non risicata. In due mesi le cose si sono sistemate e così il presidente della Regione Ivica Lukanović incassa un successo prezioso in un Assemblea in cui non eiste una maggioranza vera e propria. L’a sua imprevedibilità è stata già confermata dai fatti.
Il documento era stato bocciato due mesi fa, quando alla maggioranza erano mancati i numeri necessari. Da allora il suo impianto è rimasto invariato, ma è cambiato il quadro politico. Il presidente della Regione, Ivica Lukanović, ha utilizzato il tempo trascorso per confrontarsi con le forze che in luglio non erano disposte a sostenerlo, riuscendo infine ad assicurarsi i voti necessari. A favore, oltre a Možemo!, si è espressa anche l’Unione del Quarnero, che in questa occasione ha assunto una posizione diversa dagli alleati. Contrario l’HDZ, mentre MOST e Azione dei giovani si sono astenuti.
Paradossalmente, proprio l’acquisto dell’ex stabilimento PIK, che due mesi fa aveva rappresentato l’ostacolo principale, ha finito per convincere una parte di coloro che allora avevano negato il proprio sostegno. Per l’operazione sono stati stanziati 3,838 milioni di euro, somma determinata sulla base della perizia sul valore di mercato e comprensiva delle spese amministrative legate al trasferimento della proprietà. Il costo corrisponde a meno di 900 euro al metro quadrato.
Si tratta dell’ex impianto per la produzione della pasta, un complesso industriale dismesso situato in una zona centrale della città. L’immobile si estende su 4.180 metri quadrati, ai quali si aggiunge un cortile di circa 900 metri quadrati. Gli strumenti urbanistici vigenti consentono di destinare l’area ad attività educative e culturali.
Il progetto prevede la trasformazione dello stabilimento in un moderno Centro educativo e artistico, nel quale riunire le scuole artistiche che oggi operano in sedi differenti e, in alcuni casi, in spazi appartenenti ad altri proprietari. L’obiettivo è risolvere a lungo termine la carenza di ambienti adeguati, migliorare le condizioni di lavoro di studenti e insegnanti e creare un luogo nel quale far convivere didattica, produzione artistica, esposizioni e spettacoli. L’intervento dovrebbe inoltre favorire una più stretta collaborazione tra istruzione e cultura e offrire nuovo impulso al settore creativo regionale.
L’acquisto rappresenta, però, soltanto il primo passo. La riconversione dell’intero complesso sarà lunga e costosa: le valutazioni preliminari parlano di un investimento complessivo che potrebbe avvicinarsi ai 30 milioni di euro e di tempi superiori agli otto anni. Si tratta quindi di un progetto destinato a impegnare più mandati amministrativi e a richiedere ulteriori fonti di finanziamento, compresi presumibilmente i fondi europei.
Nel suo complesso, l’assestamento porta il bilancio regionale da 406,945 a 420,983 milioni di euro, con un incremento di 14,038 milioni. Gran parte dell’aumento riguarda tuttavia le entrate proprie e vincolate degli utenti di bilancio, mentre le spese finanziate direttamente dalla Regione crescono di circa 775mila euro. La manovra viene sostenuta soprattutto dall’avanzo trasferito dal 2025.
Tra le altre voci figurano 435mila euro aggiuntivi per lo sport, 170mila per il rinnovo energetico del Palazzo del Governo, 157mila per la palestra dell’Istituto tecnico ferroviario di Moravice e 150mila per l’impianto di recupero dei rifiuti organici di Sorinj. Alla sanità è destinato l’aumento più consistente, mentre sono previsti anche fondi per cinque nuove specializzazioni mediche, il trasporto pubblico regionale, il frangiflutti nel porto di Buccari e la copertura di una parte delle perdite accumulate da Kanal Ri.

Icici, mare pulito?
L’ora dedicata alle interrogazioni dei consiglieri si è svolta senza particolari sussulti. Allo scadere dei 60 minuti previsti, l’Assemblea ha deciso, a furor di popolo, di prolungare il question time, consentendo di porre altre cinque domande. Ecco alcuni degli interventi più interessanti.
Leonardo Pavela (HNS) ha sollevato la questione della qualità del mare in prossimità del marina ACI di Icici, dove si avverte spesso un odore sgradevole: “Se ci sono problemi alla rete fognaria, sarebbe opportuno effettuare dei controlli e provvedere poi al risanamento”.
Ha risposto Sanjin Vranković, capo del Dipartimento per la pianificazione territoriale, l’edilizia e la tutela dell’ambiente: “Nel corso dei sei cicli di rilevamento effettuati dall’Istituto regionale di salute pubblica non sono state riscontrate criticità relative a una presenza di colibatteri superiore alla norma. Chiederemo comunque informazioni più approfondite”.
Sovjak sotto controllo?
Nenad Hodap di Možemo! si è riferito alla situazione del progetto di bonifica del pozzo nero di Sovjak, la discarica utilizzata per decenni per depositare residui di idrocarburi e altre sostanze chimiche: “Il risanamento era iniziato, ma i lavori si sono fermati, come sappiamo, a causa delle inadempienze degli esecutori. È una bomba a orologeria per gli abitanti di Viškovo. La materia non è di competenza della Regione, ma chiedo comunque che cosa si possa fare per assicurare, se non altro, il monitoraggio costante della qualità dell’aria e del sottosuolo. Si dovrebbe chiedere al Governo di presentare un nuovo piano di risanamento. Dove sono finiti i fondi stanziati finora?”.
Vranković ha risposto: “Il Fondo per l’efficienza energetica e la tutela ambientale assicura che le risorse finanziarie non sono in discussione. È stata bandita la gara per lo smaltimento del materiale finora estratto e contenuto nei barili, mentre il monitoraggio, come abbiamo più volte sottolineato, deve continuare anche se il cantiere è fermo”.
«Quanti scheletri nell’armadio SDP?»
La consigliera regionale e deputata dell’HDZ al Sabor, più che rivolgere un’interrogazione al presidente della Regione Ivica Lukanović, gli ha chiesto un commento: “È appena iniziato il processo a Vojko Obersnel, vostro compagno di partito e per lunghi anni sindaco di Fiume. Dietro di lui attività criminose e ingenti danni finanziari. Quanti scheletri avete ancora nell’armadio?”.
Lukanović ha risposto: “Non so darvi una risposta, ma ciò che posso dire con certezza è che potranno essere calcolati in promille rispetto ai crimini dell’HDZ”.
È seguito un fragoroso applauso da parte dei consiglieri che non condividono le posizioni delle forze politiche al potere a livello nazionale.
Il tanfo di Marišćina
“C’è un caos generale in Croazia quando si parla di smaltimento dei rifiuti – ha commentato il consigliere di MOST Josip Katalinić –, mentre a Marišćina, dopo 14 anni, permane il problema del tanfo insopportabile. Perché l’impianto deve puzzare? Ho inviato una domanda in proposito al presidente Lukanović lo scorso 4 settembre, ma non ho ricevuto risposta, tranne quella di Eko plus, la società che gestisce l’impianto, nella quale si mette in dubbio ciò che sostengo”.
Lukanović ha spiegato che, insieme ai capi dei dipartimenti competenti, sta valutando un piano per intervenire tempestivamente con monitoraggi mirati nei giorni in cui la situazione risulta più critica. “Nel Paese, comunque, non esiste una strategia definita in materia di smaltimento dei rifiuti. Non si interviene affatto oppure non lo si fa in tempo. Posso impegnarmi fino al punto in cui terminano le mie prerogative. Evidentemente, nel nostro Centro per lo smaltimento dei rifiuti si opera adottando tecnologie obsolete”.
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