L’Ospedale di Laurana nell’occhio del ciclone

Secondo le accuse mosse nei confronti del direttore Branko Šestan, egli si sarebbe assentato durante l’orario di lavoro per portare a passeggio il suo cane

L’Ospedale ortopedico di Laurana

LAURANA | Branko Šestan, direttore dell’Ospedale ortopedico di Laurana, sarebbe stato colto in flagrante in diverse occasioni mentre, durante l’orario di lavoro, si recava a casa con la macchina di servizio, faceva fare una passeggiata al suo cane e poi rientrava in clinica. Sembra che questa pratica andasse avanti da parecchio tempo e un gruppo di dipendenti, dopo aver informato il Ministero della Sanità, il Comitato parlamentare per la Sanità, il difensore civico e il Sindacato nazionale dei medici, senza però ricevere alcuna risposta, ha deciso di ingaggiare un’agenzia investigativa per pedinarlo. L’incarico è stato affidato alla società Laufer di Fiume, che ha seguito i movimenti del dirigente per circa un mese. In questo arco temporale sarebbe stato raccolto materiale sufficiente a conferma di quello che sostenevano i dipendenti. Stando a questi ultimi, il direttore lasciava abitualmente la struttura tra le 9.15 e le 10.15 a bordo di una Fiat Tipo di proprietà dell’Ospedale per recarsi a casa. Dopo una quindicina di minuti usciva, saliva assieme al suo cane su una Daewoo Tico gialla, di sua proprietà, e si dirigeva nella spiaggia Kostanj per una lunga passeggiata. Quindi rientrava a casa e dopo una decina di minuti saliva nuovamente a bordo della Tipo per poi rientrare in Clinica. Il detective che lo seguiva avrebbe scattato 130 fotografie per documentare i suoi movimenti.
Una volta ottenute le foto, il gruppo di dipendenti le ha inviate all’indirizzo del Ministero della Sanità, che a sua volta ha inoltrato tutto il materiale al Consiglio d’amministrazione dell’ospedale lauranese, che avrebbe dovuto occuparsi del caso, intraprendere le misure del caso e informare il Ministero sulle conclusioni.

La versione del direttore

A quanto sembra, però, nulla è stato intrapreso e il gruppo di dipendenti ha quindi deciso di rendere pubblica la questione.
I nostri tentativi di entrate in contatto con il direttore Branko Šestan sono risultati vani. Comunque, da quanto dichiarato da egli stesso in precedenza, risulta che l’attacco nei suoi confronti sia frutto di ostilità, invidia, nonché di un tentativo di mobbing nei suoi confronti. Egli aveva infatti assicurato che i rapporti con i colleghi sono sempre stati buoni e la collaborazione ottima, rilevando, inoltre, che guida la Clinica con successo ormai da 13 anni.
Per quanto riguarda le sue assenze dal posto di lavoro, Šestan sostiene che nelle date indicate, ovvero quando era stato pedinato dal detective, si trovava in ferie. Essendo però molto legato alla sua Clinica e ligio al dovere, vi si recava quotidianamente per verificare che tutto fosse a posto. A conferma delle sue parole c’è una documentazione dalla quale si evince come, nelle date incriminate, il direttore fosse effettivamente in ferie. Inoltre, sostiene anche come il Consiglio d’amministrazione, su indicazione del Ministero, si fosse già occupato del caso. L’esposto presentato dal gruppo di dipendenti, però, era stato respinto perché le accuse indicate nella querela sarebbero state infondate.
Tre anni fa la clinica di Laurana risultava essere l’unico Ospedale di proprietà dello Stato a essere riuscito ad avere un Bilancio in attivo. Essa infatti non fa parte del Centro clinico-ospedaliero di Fiume, bensì è un’istituzione autonoma, fondata dallo Stato croato.

Operato e intimidazioni

Tra i meriti del direttore, c’è soprattutto quello di essere riuscito a estromettere i fornitori disonesti, per i quali la Clinica era diventata una sorta di gallina dalle uova d’oro. Ponendo fine a questa pratica, nella quale erano incluse le apparecchiature mediche e costose protesi, ma anche la carta igienica, il direttore era riuscito a risparmiare un bel po’. In un’intervista rilasciata all’epoca, sosteneva che dopo questa decisione e i cambiamenti che si erano susseguiti, per un periodo di tempo aveva ricevuto SMS di minacce, fatto che aveva denunciato immeditamente alle forze dell’ordine.
Da fonti ufficiose, ma molto affidabili, apprendiamo che il prof. Šestan, che lavora nella Clinica dal 1989, non fosse particolarmente apprezzato dai colleghi e dal personale in generale. La maggior parte dei colleghi non condivideva le sue decisioni, nemmeno quelle riguardanti i risparmi. Sembra che le protesi che vengono acquistate su ordine del direttore (soprattutto quelle per il ginocchio), siano sì a buon prezzo, ma di scarsa qualità, tant’è che diversi pazienti dopo 4-5 anni sono costretti a sostituirle.

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