Il Didatticabaret è tornato nell’area istro-quarnerina, portando con sé entusiasmo, curiosità e un modo originale di vivere la scuola. Nato nella provincia di Verona, il gruppo di artisti e formatori ha costruito negli anni un progetto che unisce spettacolo e didattica, rivolgendosi agli alunni di ogni ordine e grado in Italia, in Istria e nel Canton Ticino. “Ogni volta portiamo sempre cose nuove, di materiale ne abbiamo e ci rinnoviamo di continuo”, ci hanno raccontato ieri, in occasione della prima tappa del loro nuovo ciclo di spettacoli. Si tratta di una compagnia di attori, autori e pedagogisti che propone eventi per ragazzi basati sulla trasposizione teatrale dei classici per l’infanzia. Le rappresentazioni, vere e proprie lezioni comico-teatrali, offrono spunti per fare scuola in modo divertente e creativo, riflettendo sulla lingua, sui grandi testi della letteratura e sui temi di attualità.
Il tema di quest’anno ruota attorno alla gentilezza e alla verità, invitando a riflettere su quanto sia importante essere cauti nel seguire e accogliere le informazioni a cui siamo esposti ogni giorno e su come una semplice parola gentile possa evitare conflitti e rendere più bella la vita.
Seguendo il modello operativo avviato dalla Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, il Settore Istituzioni prescolari, scolastiche ed universitarie, in quattro giornate consecutive, iniziando da quella fiumana di ieri a Palazzo Modello, propone agli alunni delle scuole elementari della Comunità Nazionale Italiana un’esperienza teatrale interattiva firmata proprio dal Didatticabaret.
Le proposte della compagnia spaziano dai “Grandi Classici in 60 minuti” ai temi dell’educazione civica, dell’ambiente, dell’energia, dell’ecologia e della cooperazione. Vi si aggiungono laboratori sull’invenzione delle storie, seminari per docenti dedicati alla scrittura creativa con l’intelligenza artificiale, alla creazione di podcast, al teatro, al disegno digitale e al fumetto, al cinema e alla robotica. Tutto è pensato per stimolare fantasia e partecipazione, trasformando la scuola in un laboratorio di idee e creatività.
Anche quest’anno il gruppo ha portato una serie di spettacoli itineranti nelle scuole elementari della Comunità Nazionale Italiana, adattati alle diverse età degli alunni, dalla prima all’ottava classe. Le tappe del tour: Fiume, appunto, quindi Rovigno (oggi), Umago (domani) e Isola (venerdì). E così ieri, nel maestoso Salone delle Feste si sono riuniti gli alunni delle quattro scuole elementari italiane della città per assistere a una mattinata di puro teatro. La giornata si è svolta in un clima di grande partecipazione e curiosità. Gli spettacoli proposti sono stati tre: “Nel regno di Belgarbo”, dedicato alle prime due classi elementari, “P.I.N.O.C.C.H.I.O”, pensato per gli alunni di terza, quarta e quinta, e “Quanto c’è di vero”, rivolto ai ragazzi più grandi di sesta, settima e ottava.
Alcuni alunni conoscevano già il gruppo di artisti veronesi, come River ed Elin della SEI “Dolac”, che hanno raccontato di avere apprezzato molto le precedenti edizioni del Didatticabaret. Entrambi hanno detto di sentirsi coinvolti dal modo in cui la compagnia fa teatro, alternando battute, domande al pubblico e momenti musicali. “Sarà sicuramente bello come gli altri – ha detto River – perché con loro non ci si annoia mai e alla fine si esce sempre con un pensiero in più”. Gli artisti, fin dal primo momento, hanno saputo mettere a loro agio i bambini, scherzando e instaurando un clima di calore e simpatia.
A parlarci del progetto sono stati David Conati, fondatore, autore e compositore del Didatticabaret, Paolo Canova, speaker per documentari e voce narrante di tutti gli allestimenti, Alberto “Berto” Gianelli, musicista, illustratore e attore, nonché conduttore di laboratori di disegno e fumetto, e Gianluca Passarelli, illustratore e “cronista” delle storie raccontate sul palco attraverso le sue vignette in chiave ironica. Il suo compito, ha detto sorridendo, è “raccontare la storia con i disegni, aggiungendo un linguaggio visivo che tutti possono capire”. In questo modo, lo spettacolo diventa ancora più inclusivo.
Con loro anche Salvatore Aiello, che coordina progetti scolastici cinematografici e che in questa occasione ha ricoperto il ruolo di cameraman. Nei prossimi giorni sarà a Rovigno per curare uno dei laboratori di cinema del gruppo, mentre un loro film parteciperà al festival “Amore Rosso”, finale dell’Italian Film Festival – Scuole e Giovani 2025. David Conati ha spiegato che, pur contando una ventina di professionisti tra autori, registi, produttori musicali, fotografi e tecnici, gli spettacoli dal vivo vedono sul palco da due a cinque persone: “Siamo un gruppo multidisciplinare – ha raccontato – ci occupiamo di teatro, musica, animazione, ma anche di informazione. È un lavoro di squadra in cui ognuno porta la propria competenza”.
Sulle collaborazioni con le scuole italiane d’oltreconfine, dalla Croazia alla Slovenia, Conati ha sottolineato che sono “ottime e bellissime”. “Quando realizziamo produzioni per ragazzi – ha aggiunto – cerchiamo sempre di proporre anche laboratori in classe, così da mantenere la stessa interazione che poi portiamo in scena. Questo permette ai bambini di restare più attenti e partecipi”. Durante lo spettacolo per le classi prime e seconde, ad esempio, il patto con gli alunni era quello di gridare ogni volta che compariva una fiamma sullo schermo, rendendo la rappresentazione vivace e coinvolgente.
“Tra i disegni, la musica e l’interattività, la formula funziona – ha spiegato ancora Conati – ma ciò che ci sta più a cuore è trasmettere valori. Prima di tutto vogliamo far capire che si può imparare divertendosi. Un po’ di impegno serve sempre, ma non dev’essere sinonimo di fatica. Vogliamo anche incoraggiare la lettura, l’ascolto, l’interazione e la collaborazione”.
Impressioni a caldo
Dopo il primo spettacolino, dedicato alle classi prime e seconde e intitolato “Nel regno di Belgarbo”, non sono mancate le impressioni a caldo dei più piccoli spettatori, entusiasti e sorridenti.
Elon, della classe seconda, ci ha raccontato che gli è piaciuta la storia del drago gentile e il modo in cui tutti imparavano a essere più cortesi. Ha aggiunto che non è la prima volta che vede una rappresentazione teatrale e che ama andare a teatro perché “si può imparare anche solo guardando e ridendo”.
Gabriele, sempre seconda classe, è rimasto affascinato dai disegni che scorrevano sullo schermo e ha detto di aver capito quanto la gentilezza sia importante. “Mi è piaciuto quando tutti si sono aiutati e ho imparato che dire una parola gentile cambia tutto. Io sono gentile anche nella vita, con i miei amici e con la maestra”, ha assicurato con orgoglio.
Leonard e Magdalena della SEI “Belvedere” hanno ricordato con entusiasmo il momento in cui sullo schermo è apparso il fuoco, uno dei passaggi più spettacolari dello spettacolo. “Abbiamo imparato tutte le parole che più esprimono la gentilezza come ‘grazie’, ‘prego’, ‘scusa’… e che se le usiamo ogni giorno, anche la scuola diventa più bella”. Per Tilda, della prima classe, la cosa più bella è stata invece il drago. “Mi è piaciuto tanto e non faceva paura”, ha detto sorridente.
Le trame degli spettacoli nascono per il 90% da storie scritte da Conati stesso o da grandi classici rivisitati in chiave moderna. “Ho pubblicato 122 libri – ci ha rivelato l’autore – quindi di materiale ne abbiamo parecchio”.
Alla domanda su come nasca un’idea, ha risposto con semplicità: “Guardandosi attorno e facendosi domande, anche un po’ sciocche. La curiosità è la fonte da cui tutto nasce: a tavola, in macchina, o mentre si è distesi a letto”.
Il gruppo utilizza anche l’intelligenza artificiale come spunto didattico: “È uno strumento che ormai tutti usano – ha spiegato Conati – e crediamo sia giusto che ragazzi e insegnanti imparino a conoscerlo. Prima lo si comprende, meglio lo si utilizza, e per scopi più sensati”.
Con il suo linguaggio teatrale, visivo e interattivo, il Didatticabaret continua dunque a unire arte, educazione e tecnologia, portando nelle scuole un messaggio semplice ma profondo: si può imparare ridendo, si può crescere insieme, e soprattutto, la gentilezza e la curiosità restano le chiavi più preziose per aprire ogni porta del sapere.
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