Il congedo dalle scuole elementari rappresenta un momento fondamentale nella vita di un alunno, ma per Leonardo Randisi questo traguardo ha il sapore autentico di un grande successo personale. Lo scorso 17 giugno, il Consiglio di classe della SEI “Dolac” di Fiume lo ha proclamato ufficialmente “alunno della generazione”, un premio d’onore che corona otto anni scolastici vissuti interamente al massimo delle proprie possibilità. Proprio in virtù di questo prestigioso titolo, Leonardo è stato invitato al solenne ricevimento promosso annualmente dalla sindaca di Fiume, Iva Rinčić, per celebrare le eccellenze delle scuole elementari fiumane. Con una media di 5.0 in tutte le materie e il punteggio pieno necessario per l’iscrizione alle scuole medie superiori, il ragazzo guarda già con determinazione al proprio futuro.
“Il mio cammino formativo proseguirà al Ginnasio ‘Andrija Mohorovičić’, dove frequenterò l’indirizzo matematico-scientifico”, ci ha anticipato Leonardo, che abbiamo ospitato negli ambienti della nostra Redazione per una piacevole e approfondita chiacchierata sui suoi straordinari risultati, sulle sue passioni quotidiane e sui prossimi importanti passi.
Una storia familiare che attraversa l’Europa
La scelta di frequentare la scuola elementare con lingua d’insegnamento italiana nasce da una storia familiare intima e profonda, che riesce a unire diverse generazioni e Paesi. Non si tratta della classica famiglia autoctona fiumana, ma di un viaggio migratorio che parte da molto lontano.
“Mio nonno paterno, Francesco, originario della Sicilia, si era trasferito in Belgio per motivi di lavoro, stabilendosi in un quartiere ad altissima densità di lavoratori italiani, soprattutto dal sud del Paese”, ha esordito Leonardo, delineando le tappe di questo affascinante percorso. “Fu proprio in in quel contesto peculiare che mia nonna Rosa, partita da Mattuglie per fare visita ad alcuni parenti, lo incontrò. Dalla loro unione nacque successivamente mio padre; solo in seguito la famiglia scelse di fare definitivamente ritorno in Croazia, portando con sé questo ricco bagaglio”. Proprio partendo da queste radici e dal rientro della famiglia nel territorio, la scelta di Leonardo di orientarsi verso l’istruzione in lingua italiana è venuta da sé.
“L’iscrizione alla scuola italiana è stata per me una scelta del tutto naturale”, ha proseguito il suo racconto il nostro interlocutore. “Volevo imparare la giusta pronuncia e approfondire le regole della grammatica. Con il nonno parlavo già regolarmente l’italiano a casa, ma la scuola mi ha consentito di esprimermi in modo corretto e fluido, mantenendo vivo questo legame così profondo”.
Campione di lingue e Oscar del sapere
Il talento naturale di Leonardo per lo studio delle lingue lo ha portato quest’anno fino ai vertici delle classifiche nazionali croate. Il suo risultato più prestigioso è senza dubbio il primo posto assoluto alla competizione statale di lingua spagnola, un traguardo eccezionale che gli è valso il celebre “Oscar della conoscenza”. Ma non è tutto: il giovane ha conquistato anche un ottimo e meritato quarto posto alle nazionali di lingua italiana (nella complessa categoria della lingua materna dell’Agenzia per l’educazione e l’istruzione) e partecipando alla gara nazionale di lingua inglese ha ottenuto un utile punto aggiuntivo valido per l’iscrizione alle medie superiori. La sua grande versatilità disciplinare si era già vista l’anno scorso, in settima classe, quando si era classificato dodicesimo alle nazionali di geografia e aveva vinto il primo premio al Concorso letterario San Vito.
“Gareggiare a livello nazionale è sempre un’esperienza stimolante e ricevere l’Oscar della conoscenza è stata un’emozione bellissima”, ci ha confidato il giovane esprimendosi con molta modestia. “Prepararsi per queste competizioni richiede impegno, ma la soddisfazione di vedere riconosciuti i propri sforzi ripaga ogni momento di studio”.
La forza del gruppo e lo «Jezikoljubac»
Fiume è storicamente una città aperta e pluralista, un vero e proprio mosaico in cui le lingue e i dialetti convivono da sempre nella vita quotidiana. La vita di Leonardo rispecchia appieno tale realtà, e questo suo legame spontaneo con il territorio si è trasformato anche in un bellissimo successo di squadra. Lo scorso settembre, in occasione della Giornata europea delle lingue alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume, la squadra della SEI “Dolac”, chiamata simpaticamente “Alici marinate” e formata da Leonardo, Leo Narančić, Filip Buterin ed Eron Širca Sterpin, sotto la guida della professoressa Barbara Fatur Juretić, ha conquistato il primo posto al quiz “Jezikoljubac Junior”, superando altre dodici scuole.
“È stata una sfida avvincente, incentrata proprio su quesiti ed espressioni tipiche del patrimonio linguistico locale e internazionale”, ha spiegato il giovane ricordando l’entusiasmo di quei giorni. “Come squadra siamo riusciti a far valere tutta la nostra preparazione, ma soprattutto ci siamo divertiti tantissimo a valorizzare le parlate della nostra terra”.
Tra libri di storia, letture e passioni sportive
Gli interessi di Leonardo sono vastissimi e toccano profondamente anche la storia del territorio. Nell’ambito del concorso artistico-letterario “In Histria Verba manent”, che promuove la cultura e la lingua italiana, ha ottenuto il primo premio con un testo scritto dedicato alla figura di Bernardo Benussi. L’ormai ex allievo della “Dolac” ha partecipato inoltre al concorso intitolato “Istria, Fiume e Dalmazia: c’era una volta un confine”, dedicato alle pagine più complesse del Novecento. Insieme ai compagni Aria Hunjadi, Klara Udović, Leo Narančić ed Eron Širca-Sterpin e guidati dalla professoressa Barbara Fatur Juretić, il gruppo ha vinto il primo premio.
“Abbiamo intervistato una persona anziana raccogliendo la sua preziosa testimonianza”, ci ha raccontato con coinvolgimento Leonardo. “Ascoltare la storia viva dalla voce di chi l’ha vissuta è stato un momento formativo indimenticabile”. Un altro successo di squadra è arrivato con il concorso dell’Unione Italiana legato alla lettura approfondita del libro “Ero un bullo”, diviso tra un testo scritto individuale e una prova collettiva.
Ma come fa a fare tutto? Oltre a “divorare” libri di vario genere, Leonardo frequenta le lezioni aggiuntive scolastiche di matematica, informatica, italiano e inglese. Nonostante l’agenda fitta, il tempo per lo sport non manca mai.
“Gioco a tennis a livello agonistico nel Tennis Club Rukavac e seguo con grande passione la Formula 1, il calcio e il nuoto”, ci ha svelato con un sorriso. “Ho anche partecipato alla corsa campestre a Fiume e Isola, una bellissima manifestazione transfrontaliera organizzata dall’Unione Italiana per gli alunni delle scuole della Comunità Nazionale Italiana. Per me lo sport è fondamentale per ricaricare le energie”.
Un grazie alla SEI
Nonostante i tantissimi premi e riconoscimenti, Leonardo dimostra una maturità rara per la sua età e ci tiene molto a condividere i meriti di questo percorso con le persone che lo hanno sostenuto in questi otto anni.
“Nessun traguardo si raggiunge da soli, e io voglio ringraziare di cuore i miei genitori e tutti i professori che hanno sempre creduto in me”, ha concluso prima di salutarci.
“Un grazie speciale va alla professoressa di geografia Henriet Bilandžić, alla mia professoressa di italiano Barbara Fatur Juretić, all’insegnante di inglese Dora Šantić e alla professoressa di spagnolo Daria Acinger. Desidero ringraziare anche la direttrice Dunja Kučan Nikolić, il capoclasse Vedran Laković e tutto lo straordinario team del SEI ‘Dolac’. Se sono cresciuto così tanto, lo devo alla loro guida e alla loro grande dedizione”.
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