Le scuole della minoranza nazionale italiana sono di seconda categoria? Verrebbe da pensare così nell’apprendere come sono state trattate dall’apparato amministrativo burocratico nel corso delle iscrizioni alle prime classi svoltesi la primavera scorsa. In realtà scavando più a fondo ci si accorge che la definizione di seconda categoria è valida soltanto nella Regione litoraneo-montana, mentre in Istria con un po’ di buona volontà e un ‘click’ tutto è stato risolto.
È partita oggi la lettera di denuncia preparata dal Consiglio della Minoranza Nazionale Italiana della Città di Fiume, firmata anche dal Consiglio regionale, per cercare di far aprire gli occhi alle autorità competenti e rimediare al grande torto subito durante le iscrizioni per l’anno scolastico 2024/2025.
“Abbiamo inviato la lettere al ministero della Scienza, dell’Istruzione e dei Giovani e per conoscenza anche al sindaco di Fiume, al presidente della Regione litoraneo-montana, ai nostri due rappresentanti in Consiglio cittadino e all’Assemblea regionale, all’Unione Italiana, al deputato della minoranza nazionale italiana al Sabor e all’Agenzia per l’educazione e l’istruzione. Insomma a tutti”, ha spiegato Irene Mestrovich, presidente del Consiglio della Minoranza Nazionale Italiana della Città di Fiume, durante la seduta svoltasi ieri a Palazzo Modello.
Il nocciolo della questione, il problema, è che con il sistema appasto nella primavera scorsa un bambino che si vuole iscrivere in prima non può scegliere subito di iscriversi in una scuola italiana. “Questa opzione è disponibile soltanto come seconda scelta. Cosa vuol dire in pratica, che le nostre sono scuole di seconda categoria?”, ha affermato Iva Bradaschia Kožul, direttrice dell’elementare San Nicolò.
Gloria Tijan, direttrice della Gelsi, ha spiegato come in Istria il problema si sia risolto senza la necessità di arrivare a tutto ciò, perché andando a parlare con i dipendenti che si occupavano delle iscrizioni a livello regionale si è riusciti a spiegare loro che questo non era altro che un banale errore. “Loro sono molto più protetti di noi. Hanno il bilinguismo tutelato a livello regionale. Noi invece dobbiamo ogni volta spiegare le nostre ragioni e spesso non veniamo comunque ascoltati”, ha affermato la direttrice. “Non riuscendo a trovare una soluzione si è pertanto deciso di agire in via formale, attivando tutte le istituzioni coinvolte”, ha spiegato Irene Mestrovich.
Il consiglio di tutte le minoranze
Durante la riunione si è discusso anche della proposta di formare in città una nuova associazione, che raggruppi tutti i consigli delle minoranze esistenti a Fiume e che funga da piattaforma di coordinamento. “Qualcosa di simile è già esistito in passato, ma dopo aver funzionato per poco tempo, senza fare nulla di particolare, la cosa si è estinta. Ora qualcuno vorrebbe riattivarla e noi siamo chiamati ad esprimerci sull’intera questione, a partire dallo Statuto proposto”, ha affermato la presidente del Consiglio.
Vari consiglieri hanno espresso la propria contrarietà all’iniziativa, con il più deciso che è stato Denis Stefan, direttore della scuola elementare Belvedere. “Sto sviluppando un’allergia a queste federazioni di associazioni. Se le associazioni di base funzionano bene non c’è la necessità di creare una federazione e se funzionano male questa nuova associazione non fa che complicare tutto”, ha affermato Stefan.
Irene Mestrovich ha espresso particolare preoccupazione per alcuni punti dello Statuto proposto, spiegando come questi potrebbero limitare l’autonomia del Consiglio, sia in materia di gestione finanziaria che di programmazione delle attività. Altri hanno fatto notare come probabilmente qualcuno abbia fatto un lavoro distratto usando la tecnica del ‘coppia/incolla’, in quanto lo Statuto prevede la creazione di un conto corrente dell’associazione. “Sono anni che tutto funziona attraverso la tesoreria della Città, persino i conti dei Consigli sono stati chiusi, come pure quelli delle scuole”, hanno fatto notare vari consiglieri. Alla fine si è deciso che Irene Mestrovich ed Enea Dessardo, in qualità di presidente e vicepresidente del Consiglio, avrebbero preparato una serie di emendamenti alla proposta di Statuto.
Un programma ridimensionato
In fine il Consiglio ha dovuto ridiscutere il programma di lavoro per il 2024, apportando una serie di tagli. “È incredibile quanto siano aumentati i prezzi da quando abbiamo stilato il programma per la prima volta, programmando le spese e ora che arrivano le prime attività”, ha esordito la presidente. L’inflazione dilagante in Croazia colpisce dunque anche il Consiglio, che è stato costretto a ridimensionare alcune attività e a sospenderne un’altra finché non si riusciranno a reperire i fondi necessari. Rimangono in programma un contributo di 800 euro per il Festival della Canzonette fiumane, un’iniziativa che a detta di Mestrovich sta contribuendo in modo significativo alla registrazione del dialetto fiumano come patrimonio immateriale della repubblica di Croazia; una spesa di 2.500 € per la pubblicazione della raccolta di poesie in dialetto di Tiziana Dabović, autrice pluripremiata a Istria Nobilissima; altri 500 € per la pubblicazione dei lavori in dialetto degli alunni delle Scuole elementari italiane di Fiume, dal titolo ‘Erbe aromatiche’, nonché l’appuntamento tradizionale per i bambini degli asili italiani: San Nicolò in Comunità, che è stato ridimensionato da una spesa iniziale di 4.125 € a 4.730 a causa dell’aumento del costo di trasporto dei bambini.
Rimane invece al momento in sospeso la visita ad Antignana, che sarebbe dovuta costare 2.200 euro ma per la quale al momento sembra che non si ci sano fondi disponibili. Il Consiglio si è accordato per fare richiesta all’Unione Italiana per un contributo che permetta di portare a termine la gita, che fa ormai parte del programma didattico dei bambini delle quinte classi delle scuole elementari di Fiume.
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