Da ora in poi, la trota della Fiumara saluterà tutte le persone che, a piedi o in automobile, passeranno accanto al ponte ferroviario in Scoglietto vicino alla rimessa dell’Autotrolej, e lo farà grazie al mosaico che è stato posto sul piedritto in pietra del ponte. Stiamo parlando di un pesce d’acqua dolce – la trota danubiana (Salmo labrax) – non comune dalle nostre parti, ma che potremmo definire “autoctono”. Appartiene ad altri habitat, ma nella nostra Fiumara ha trovato casa. Restando in tema di mosaici, si tratta di un tassello ancora poco conosciuto della storia del fiume, un mosaico multicolore creato con frammenti di piastrelle di ceramica e vetro che mettono in risalto le caratteristiche macchie rosse della trota.
L’intervento è opera della piattaforma artistica “Ljubav za Ričinu”, ossia “L’amore per la Fiumara” in collaborazione con l’Urbani separe, organizzazione nota per aver promosso e realizzato numerose iniziative ideate principalmente per valorizzare l’identità urbana del capoluogo quarnerino. Da qualche anno, le due società si danno da fare per far conoscere tutti i segreti della Fiumara, dalla flora alla fauna particolari, il suo ambiente naturale, violentato dalla società moderna, ossia dall’uomo. Un fiume puro tagliato a metà nel 1968, come ha specificato Iva Korbar della piattaforma “Ljubav za Ričinu”, con l’innalzamento della diga di Valići e la creazione del lago artificiale, causando il degrado del corso inferiore del fiume. La natura, però, ha dimostrato per l’ennesima volta la propria resilienza ed è riuscita a superare anche questo ostacolo. Le diverse specie vegetali e animali che abitano il corso del fiume in qualche modo sono riusciti a sopravvivere e continuano a farlo grazie alle pozze d’acqua presenti nei mesi estivi quando l’alveo è praticamente asciutto.
La trota della Fiumara, come tutte le varianti di questa specie, è intuitiva. Possiede, cioè, l’istinto atavico che la porta a ritornare nel luogo di nascita, controcorrente, per andare a deporre le uova. Come tutte le trote, anche quella ‘fiumana’ sopporta bene le acque salate, per cui non deve sorprendere la sua presenza nei pressi della foce. Anche la parte superiore della Fiumara è popolata dalle trote… nostrane. Ci vorrebbe uno studio più approfondito per sapere quanti esemplari sono ancora presenti lungo tutto il corso del fiume.

Foto: ŽELJKO JERNEIĆ
Dalla sorgente alla foce
Tutte le trote sono abili nuotatrici e hanno bisogno di un fiume vitale che scorra ininterrottamente dalla sorgente alla foce. Quando non ci sono ostacoli, si spingono fino alle foci dei fiumi e, spesso, entrano anche in mare poiché tollerano l’acqua salata. Per la deposizione delle uova, tornano sempre alle zone superiori dei sistemi d’acqua dolce. Le trote richiedono pertanto un flusso ininterrotto di acqua limpida e veloce, ricca di pozze profonde, e un alveo coperto da boschi fluviali, sano e non canalizzato, dove possono costruire le loro “case”. La Fiumara è così l’unico fiume del bacino adriatico in cui vive questa specie.
Il corpo iridescente della trota è un riferimento alla Fiumara e il progetto del mosaico rappresenta la memoria e l’invocazione di un fiume sano e splendente, nato dalla necessità che la città possa vedere nuovamente scorrere il proprio fiume in tutta la sua vitalità e ritorni a essere la spina dorsale geologica del Quarnero, che per decenni è stato deviato e frammentato in numerosi piccoli segmenti.
L’autore del mosaico è il mosaicista e restauratore Matko Kezele che per la sua opera ha preso come spunto le fotografie di Marinko Babić, uno dei primi a evidenziare la presenza della Salmo labrax nella Fiumara.
“Mi sono ispirato a una foto in particolare, quella del salto della trota, simile al salto dei salmoni, e ho creato questo rilievo con la testa del pesce rivolta verso Nord, verso la sorgente, come simbolo di protezione e richiesta d’aiuto per proteggere tutto l’ecosistema della Fiumara”. La creazione di questo mosaico ha richiesto diverso tempo. Dapprima l’autore ha disegnato il modello su carta e poi ha incollato i pezzi al contrario amalgamandoli con gesso e colla speciale. Insomma, escluso il tempo di studio del modello, Kezele ci ha messo una decina di giorni per realizzare la “trota della Fiumara”.
Anche l’associazione “Urbani separe” collabora e organizza numerose attività volte alla salvaguardia ecologica e alla rivitalizzazione dell’alveo del fiume. Sanja Blašković ha detto che l’impegno per evitare il degrado del fiume, soprattutto nella sua parte bassa, andrà avanti senza soluzione di continuità, come pure la salvaguardia di tutta la flora e la fauna, in parte autoctona, tra cui la trota danubiana, per riportare in vita la Fiumara e darle la dovuta importanza da parte della città che porta il suo nome.

Foto: ŽELJKO JERNEIĆ
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