L’AFIM punta su giovani, cultura e memoria

Ventaglio di temi all'Assemblea dell'Associazione Fiumani Italiani nel Mondo. Nel prosieguo degustazione di due dolci tipici della tradizione culinaria fiumana, il Rigojanči e le Palačinke

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L’AFIM punta su giovani, cultura e memoria
Foto Željko Jerneić

Sabato 1° novembre, si è riunito il Consiglio Direttivo dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo (AFIM). L’incontro, ospitato nel Salone delle Feste di Palazzo Modello a Fiume, ha coinciso con l’Assemblea generale annuale dell’associazione, occasione di confronto e di rilancio delle numerose attività in corso.

Adriano Scabardi, Franco Papetti e Andor Brakus. Foto Željko Jerneić

A dare il benvenuto è stato il presidente dell’Associazione, Franco Papetti, affiancato dal vicepresidente Andor Brakus e dal segretario Adriano Scabardi, ricordando che l’associazione opera su un duplice fronte: quello culturale, custode dell’eredità storica e letteraria dei Fiumani, e quello umano, che mantiene viva la rete dei legami tra chi è rimasto e chi è partito. “Possiamo continuare a farlo solo insieme ai nostri fratelli residenti a Fiume”, ha detto Papetti, evocando anche i recenti giorni trascorsi a Pola, che ha definito “intensi e significativi, nonostante il maltempo”.
Sul piano culturale, l’AFIM ha illustrato i nuovi programmi destinati alle giovani generazioni. Alla Scuola Media Superiore Italiana di Fiume si terrà il 4 novembre la premiazione del concorso “Liberiamo la fantasia”, accompagnata dall’assegnazione di tre borse di studio da mille euro ciascuna a studenti dell’Università di Fiume. Altri due studenti presenteranno, presso il Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia, i lavori svolti a Perugia nell’ambito del partenariato con l’Università per Stranieri, mentre sono previste ulteriori borse da 2.500 euro per giovani provenienti dall’estero. “Investire nella cultura – ha ribadito Papetti – significa rafforzare l’identità dei Fiumani, dentro e fuori la città. Il nostro compito è mantenere vivo questo legame e trasmetterlo a chi verrà dopo di noi”. La letteratura ha avuto un posto d’onore con la presentazione, venerdì scorso nell’ambito di un convegno, del carteggio tra Gino Brazzoduro e Paolo Santarcangeli, curato da Rosanna Turcinovich Giuricin, ora pubblicato in edizione bilingue per evidenziare un passato comunque da sempre condiviso.

Ampio ventaglio di attività
Non sono mancati i progetti futuri: i contatti con don Severino Dianich e con il Comune di Pisa per un eventuale grande concerto tra il Coro del Duomo pisano e la “Fratellanza” della CI di Fiume. Papetti ha poi ricordato che l’AFIM conta circa 1.500 soci e che il periodico “La Voce di Fiume” viene distribuito in 2.000 copie, tra Trieste, Fiume e altre sedi. È stato presentato anche il volume “I figli della cometa e prose sparse”, dedicato a Osvaldo Ramous e firmato da Gianna Mazzieri-Sanković (in lingua italiana) e sempre Damir Grubiša per la versione croata.
Tra i momenti di rilievo, la rievocazione della conferenza estiva di Abbazia, organizzata dall’ERAPLE FVG, per l’80º anniversario della morte di Giovanni Palatucci (figura luminosa di umanità e coraggio) e la successiva visita a Campagna, presso il museo dedicato al “Giusto tra le Nazioni”.
L’Assemblea ha affrontato anche questioni pratiche: la sede padovana di proprietà dell’associazione – frutto dell’iniziativa “Un mattone per i Fiumani” – e la biblioteca sociale, oggi riorganizzata e pronta a entrare nel circuito delle biblioteche italiane con oltre 1.500 volumi. Si è parlato di logistica e trasporti, un tema sempre più gravoso: il costo dei pullman scoraggia la partecipazione, e paradossalmente l’aereo inizierà a diventare la soluzione più accessibile.
Nel corso dei lavori, Massimiliano Grohovaz ha presentato la sua idea di un mazzo di carte con personaggi storici fiumani al posto di re, regine e fanti – un progetto “per giovani e meno giovani” che ha divertito la platea. Lo stesso Grohovaz ha ricordato la presenza dell’AFIM al Salone del Libro di Torino e il suo podcast in dodici episodi dedicato alla storia di Fiume, dal Medioevo agli anni ‘50 del Novecento.
Brakus ha menzionato il Premio Maylender, possibile riconoscimento per Giuliano Conte, atleta paralimpico e fondatore dell’associazione “Il Timone”.
Maurizio Brizzi ha segnalato l’attività della pagina Facebook “Un fiume di Fiumani!”, che conta quasi 3.000 iscritti, invitando a coinvolgere anche la comunità croata in uno spirito di apertura. Papetti ha concordato, ricordando che molti progetti AFIM sono già bilingui. In chiusura, il presidente ha voluto ringraziare tutti i presenti, compreso l’ospite d’onore Marco Bonitta, tecnico di fama internazionale e commissario della nazionale egiziana di pallavolo, definito “orgoglio fiumano che onora la nostra comunità”.
Il clima, fino all’ultimo, è rimasto quello di una grande famiglia che discute, ricorda, progetta e sogna. Perché l’AFIM – più che un’associazione – resta ciò che è sempre stata: la voce viva di Fiume nel mondo.

Degustazione di piatti tipici della cucina fiumana
Nel pomeriggio, la parte più conviviale del programma ha previsto la degustazione di due dolci tipici della tradizione culinaria fiumana, il Rigojanči e le Palačinke, servite con marmellata e accompagnate da un buon bicchiere di vino bianco. Un momento che testimonia l’importanza di preservare anche la cultura gastronomica locale, “una delle forme più autentiche della nostra identità”, come ha ricordato Papetti.
A seguire, il pubblico ha potuto assistere a un concerto di grande eleganza, con il violista Francesco Squarcia, accompagnato al pianoforte da Aleksandar Valenčić, e con la partecipazione di Deborah Voncina Ivanić, che ha impreziosito ulteriormente l’evento.

Foto Željko Jerneić
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Il Rigojanči. Foto Željko Jerneić
Le Palačinke. Foto Željko Jerneić
Foto: Željko Jerneić
Francesco Squarcia. Foto: Željko Jerneić
Aleksandar Valenčić. Foto: Željko Jerneić
Foto: Željko Jerneić

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