Francobolli e documenti postali per ripercorrere oltre un secolo e mezzo di storia fiumana. È stata inaugurata nella Galleria Garbas, in Calle Canapini, la mostra “Fiume 1850-2018 Rijeka. La filatelia fiumana fra mito, storia ed economia 1918-1924”, riproposta oggi a Fiume dagli stessi autori dopo il primo allestimento, realizzato nel 2018 al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, storica residenza di Gabriele D’Annunzio, e la successiva tappa a Monfalcone.
L’esposizione comprende dodici pannelli, ora presentati in versione bilingue, italiana e croata. Nelle bacheche sono stati sistemati anche francobolli originali e altro materiale filatelico che permette di osservare da vicino le tracce lasciate dalle diverse fasi attraversate dalla città.

A moderare la cerimonia inaugurale è stato il giornalista Alberto Gerosa, di origini fiumane per parte di padre, che ha ricordato la genesi del progetto. L’idea era nata dalla volontà dell’AFIM di proporre una mostra dedicata ai francobolli fiumani. La collaborazione tra diverse realtà ha consentito di sviluppare l’iniziativa e di portarla infine nella città alla quale è dedicata.
“Insieme alla Comunità degli Italiani di Fiume e al locale Club filatelico-numismatico è stata proposta la traduzione in croato dei pannelli realizzati da Bruno Crevato-Selvaggi, Carlo Giovanardi, Oliviero Emoroso e Fabio Bonacina”, ha spiegato Gerosa.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Enea Dessardo, e il vicepresidente dell’AFIM, Andor Brakus. Il moderatore ha posto l’accento sul legame tra italiani e croati, invitando i visitatori a lasciare commenti e impressioni nel libro dei visitatori.
Parlando in dialetto, Brakus ha invitato il pubblico a interpretare l’esposizione alla luce della storia turbolenta, complessa e affascinante di Fiume. Dessardo ha invece ringraziato gli organizzatori per avere portato in città un’iniziativa destinata a lasciare il segno.

Una città dai molti volti
L’esposizione racconta, attraverso il servizio postale, la Fiume austriaca, ungherese, autonoma, dannunziana, indipendente, italiana, occupata, jugoslava e infine croata. Un percorso storico osservato da un punto di vista insolito, ma tutt’altro che marginale, nel quale i francobolli diventano documenti delle trasformazioni politiche, sociali ed economiche della città.
Alla fine della Prima guerra mondiale Fiume apparteneva ancora al Regno d’Ungheria e non era compresa tra i territori promessi all’Italia dal Patto di Londra. Il Comitato nazionale italiano ne chiedeva l’annessione, mentre la città era rivendicata anche dalla neonata Jugoslavia. In questa situazione di profonda incertezza, il 12 settembre 1919 Gabriele D’Annunzio, alla testa dei suoi legionari, entrò a Fiume e vi rimase fino al Natale del 1920.

Seguì la breve esperienza dello Stato libero di Fiume, conclusasi nel 1924 con l’annessione al Regno d’Italia. Nel maggio del 1945 la città venne raggiunta dall’Esercito jugoslavo e, con l’entrata in vigore del Trattato di pace di Parigi nel settembre del 1947, fu formalmente unita alla Jugoslavia. Oggi Fiume fa parte della Croazia indipendente.
Questi passaggi sono documentati anche dalle emissioni postali. In un primo momento i francobolli ungheresi furono sovrastampati con la parola “Fiume”; seguirono poi produzioni specifiche, alcune con l’effigie di D’Annunzio o con simboli legati alla sua impresa. Arrivarono quindi i valori dello Stato libero, quelli italiani, le emissioni d’occupazione, quelle jugoslave e infine quelle croate.

Ivan Martinaš, del Club filatelico-numismatico di Fiume, ha ricordato che da dieci anni in città non veniva organizzata una mostra filatelica. Ha inoltre sottolineato una particolarità legata al periodo compreso tra il 1918 e il 1924, quando Fiume ebbe francobolli e moneta propri.
“Grazie a quella stagione, in tutti i cataloghi filatelici del mondo Fiume dispone di una sezione speciale, come Stato, e i suoi francobolli vengono collezionati all’interno di un contesto ben preciso”, ha spiegato.

Il francobollo come documento
Bruno Crevato-Selvaggi ha richiamato l’attenzione sulla funzione svolta in passato dal servizio postale. “Fino a cinquant’anni fa la posta aveva, in tutti i Paesi, una centralità sociale che oggi ha completamente perduto”, ha osservato.
Carlo Giovanardi, conosciuto non soltanto per la sua attività politica, ma anche come grande appassionato di filatelia, ha parlato dell’emozione provata nel trovarsi a Fiume. “Qui sono a casa mia, così come tutti voi sareste a casa vostra a Modena”, ha affermato, richiamando i legami storici europei e ricordando come, ai tempi dell’Impero austro-ungarico, la stessa melodia dell’inno imperiale risuonasse in territori oggi appartenenti a Stati diversi.
“È una grande emozione per me venire fin qui senza dover superare alcuna frontiera. Un mio amico mi ricordava i tempi in cui c’erano confini, dogane e posti di blocco. Siamo tutti europei, ma la storia ci ha spesso divisi drammaticamente, costringendoci a compiere tantissimi passi indietro prima di riuscire a farne alcuni in avanti”, ha dichiarato.

Giovanardi si è soffermato anche su un episodio più recente, relativo all’emissione di un francobollo dedicato a Rovigno, privo della denominazione bilingue della città. Dopo che l’omissione era stata segnalata, le Poste croate provvidero a ristampare il valore con la dicitura corretta.
Oliviero Emoroso ha illustrato altre curiosità legate alle emissioni fiumane, ricordando che, nel difficile periodo successivo alla Prima guerra mondiale, i francobolli rappresentarono anche uno strumento di finanziamento per una città alle prese con una grave crisi economica. “Servirono persino a pagare gli stipendi degli impiegati statali. Non sono soltanto belli, perché realizzati da artisti di valore, ma raccontano ciò che accadeva in quel periodo”, ha rilevato.
Fabio Bonacina ha proposto invece il punto di vista di chi dirige una rivista e ha contribuito a costruire il percorso espositivo con un approccio giornalistico. L’obiettivo era guidare il pubblico attraverso i diversi capitoli della mostra, mettendo in evidenza soprattutto il francobollo come mezzo di comunicazione.

A questo proposito ha citato lo storico dell’arte Federico Zeri, il quale, riferendosi all’immagine di Gabriele D’Annunzio riprodotta sui francobolli, la definì una “sigla di non comune potenza semantica dell’autoritarismo e del mito del superuomo”.
Un annullo speciale
L’inaugurazione è stata accompagnata anche da un’iniziativa promossa dal Club filatelico-numismatico di Fiume in collaborazione con le Poste croate. Nella giornata di sabato, e dunque per un solo giorno, l’ufficio postale in Corso ha applicato, su richiesta, uno speciale annullo con l’indicazione del luogo di partenza al posto dei consueti codici. Sono state preparate anche buste dedicate alla mostra, offrendo ai collezionisti e ai visitatori la possibilità di portare con sé un ricordo particolare dell’evento.
Filatelici e numismatici fiumani, ha spiegato Martinaš, hanno unito le forze per dare maggiore consistenza alle proprie attività e continuare a conservare e divulgare questo patrimonio. “I tempi sono cambiati, ma ci sono ancora bambini che si lasciano conquistare dal fascino di questi oggetti”, ha concluso.

La mostra rimarrà aperta nella Galleria Garbas, in Calle Canapini, fino al 18 settembre, tutti i giorni dalle ore 16 alle 20. A ricevere e accompagnare i visitatori contribuiranno anche i volontari dell’HKD di Sušak, la Casa croata di cultura.
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