La SEI «Gelsi» prima in Croazia a formare i piccoli «eroi della salute»

Presentato il «Fast heroes», un progetto sanitario all’avanguardia volto a insegnare ai bambini a riconoscere i sintomi dell’ictus cerebrale per poter essere d’aiuto ai propri cari

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La SEI «Gelsi» prima in Croazia a formare i piccoli «eroi della salute»
Foto KBC-RIJEKA.HR

C’è qualcosa di profondamente confortante nel vedere una scuola elementare diventare laboratorio di civiltà e di speranza, per di più se la stessa è con lingua d’insegnamento italiana. È accaduto a Fiume, alla SEI “Gelsi”, che ha avuto l’onore – e la responsabilità – di essere la prima scuola in assoluto in Croazia ad applicare il progetto europeo “Fast heroes”. Il progetto è promosso dall’Angels Initiative, un’iniziativa sanitaria partita in Europa per poi affermarsi su scala globale, unica nel suo genere che aiuta gli ospedali di tutto il mondo a diventare “stroke-ready” – ossia pronti ad affrontare i casi di ictus – affinché i pazienti colpiti possano ricevere cure nel modo più rapido ed efficace possibile.
Il progettpo è realizzato in collaborazione con il Centro clinico-ospedaliero di Fiume e nasce sotto l’egida dell’Organizzazione europea per l’Ictus Cerebrale con un obiettivo tanto semplice quanto nobile: insegnare ai bambini a riconoscere tempestivamente i sintomi dell’ictus, una delle principali cause di mortalità e disabilità nel mondo.
A prima vista, potrebbe sembrare un argomento troppo grande per delle menti di sette o otto anni d’età. Eppure, dietro l’acronimo inglese FAST (Face, Arms, Speech, Time), si cela un’idea di disarmante efficacia: se un bambino riesce a capire che un sorriso storto, un braccio debole o una parola confusa possono nascondere un pericolo, potrà salvare la vita di un nonno, di un genitore, di qualcuno che ama.
Durante la conferenza stampa tenutasi nei luminosi locali della bellissima biblioteca della SEI Gelsi, i dettagli del progetto “Fast heroes” sono stati presentati da Alen Ružić, direttore del CCO di Fiume; da Vladimira Vuletić, direttrice della Clinica di neurologia del CCO, da Maria Sheverdina, rappresentante dell’Angels Initiative e dell’Organizzazione europea per l’Ictus Cerebrale; e da Gloria Tijan, direttrice della SEI “Gelsi”.
Nel suo intervento, Ružić ha sottolineato come la prevenzione passi prima di tutto dalla conoscenza: “Il nostro obiettivo è sensibilizzare le nuove generazioni, perché possano riconoscere i sintomi dell’ictus anche all’interno delle loro famiglie. La SEI Gelsi, che ha ricevuto anche il materiale didattico in lingua italiana, rappresenta l’inizio di un modello educativo che contiamo di estendere a tutte le scuole della Croazia”.

Ambiente di apprendimento efficace
“Con i metodi di trattamento odierni, la cosa più importante è riconoscere i sintomi dell’ictus e arrivare in tempo per le neurointerventistiche. L’educazione e le campagne di sanità pubblica sono fondamentali. Questo nuovo progetto si concentra sull’apprendimento intergenerazionale, creando un ambiente di apprendimento efficace che migliora la consapevolezza sull’ictus attraverso le generazioni. Questo programma educativo è pensato per i bambini e li insegna a riconoscere i segnali dell’ictus e a reagire rapidamente chiamando i servizi di emergenza. L’iniziativa, che utilizza personaggi animati e il tema dei supereroi, mira a sfruttare l’entusiasmo dei bambini per aumentare la consapevolezza tra le famiglie, in particolare tra nonni e nonne. Il programma collega i sintomi dell’ictus – viso cadente, debolezza alle braccia e linguaggio incomprensibile – ai numeri dei servizi di emergenza, come il 112 in Europa, rendendoli facili da ricordare”, ha spiegato dal canto suo Vuletić.
“Siamo orgogliosi che noi, come istituto ospedaliero, e la nostra Regione siamo stati scelti per il programma pilota. Già da due anni riceviamo i premi diamante per la prevenzione e la gestione degli ictus. È un successo di tutti i team coinvolti, ma anche delle nostre costanti iniziative di sanità pubblica. Sono grata al direttore Alen Ružić che ha subito supportato l’iniziativa, così come alla sindaca Iva Rinčić, ai dirigenti, ovvero direttori delle scuole elementari e a tutti gli insegnanti delle stesse”, ha concluso Vuletić.
Tra i presenti anche i medici, le caposala e gli specialisti della sezione cerebrovascolare del reparto di neurologia del CCO di Fiume, testimoni di una collaborazione che unisce competenza clinica e missione sociale. Alcuni di questi rinomati esperti sono stati anche alunni della SEI Gelsi e, quindi, per loro è stato come un piccolo… ritorno a casa.
Maria Sheverdina, entusiasta per l’accoglienza del progetto in Croazia, ha sottolineato che i risultati ottenuti in passato nel campo della medicina focalizzata sulla cura e sulla prevenzione dell’ictus dal CCO di Fiume sono davvero notevoli.
“L’idea principale per il miglioramento della prevenzione all’ictus è reagire nel modo migliore possibile, dal momento in cui si manifesta fino all’intervento medico. Per questo è fondamentale anche l’operato dell’ambulanza e dei suoi esperti, e a questi operatori devono essere forniti i migliori strumenti e le migliori condizioni per agire nel minor tempo possibile. Proprio qui a Fiume si è registrata una crescita enorme in questo ambito e posso affermare che siete tra i migliori in Europa, e i premi ‘diamante’ non sono affatto una coincidenza. Il rapido intervento nei casi di ictus è fondamentale. Questo progetto è rivolto ai bambini perché trascorrono molto tempo con i loro nonni, e diventa quindi essenziale che siano educati a intervenire nel modo migliore possibile, se necessario”, ha concluso.
È stato estremamente piacevole notare l’orgoglio sul volto di Gloria Tijan, direttrice della SEI Gelsi, la quale ha rilevato quanto sia fiera di guidare un’istituzione che ancora crede nel valore educativo della comunità: “La nostra scuola non si limita a trasmettere nozioni, bensì forma persone. Questo progetto rappresenta un ponte tra le sezioni croate e italiane, tra medicina e infanzia, tra conoscenza e vita. È un onore essere i primi a portarlo avanti”.
Alla domanda su come sia nato tutto, Tijan ha raccontato con sincerità che inizialmente il direttore Ružić aveva ricevuto dall’Italia il materiale per il quaderno attivo necessario alla realizzazione del progetto, quindi in lingua italiana. Ha riflettuto sul fatto che la scuola elementare italiana “Gelsi” è la più vicina all’ospedale e così sono stati contattati. “Praticamente, noi abbiamo realizzato le copie per le sezioni italiane, mentre loro hanno preparato i quaderni attivi in croato per le nostre sezioni croate.
Il fatto che il progetto si sviluppi in parallelo sia nelle sezioni croate sia in quelle italiane mi fa estremamente piacere. Stesso materiale, stessi temi. Non abbiamo troppi alunni, quindi la cosa è facilmente realizzabile. L’idea è molto simpatica e offre ai più piccoli strumenti concreti per fare qualcosa di davvero importante, direi fondamentale”.
Dopo la presentazione in loco, c’è stata una foto di rito collettiva di tutti i presenti, assieme anche con i piccoli alunni delle classi prime (entrambe le sezioni).

Gloria Tijan, Alen Ružić, Vladimira Vuletić e Maria Sheverdina. Foto Goran Žiković
Parte del personale della sezione cerebrovasculare del Reparto di neurologia del CCO di Fiume, incluso nel progetto. Foto Goran Žiković

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