La Regione istituisce il Comitato dei veterani di guerra

La quinta sessione dell’Assemblea regionale litoraneo-montana è stata caratterizzata da dibattiti incentrati sui temi più disparati che andavano da quello dell’antifascismo a quello relativo alla rimozione del rottame metallico dal Molo Praga nel bacino portuale di Fiume, quest’ultimo un argomento che sta tenendo banco da ormai diverso tempo

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La Regione istituisce il Comitato dei veterani di guerra
Foto RONI BRMALJ

Non si è protratta a lungo la 5ª sessione dell’Assemblea regionale litoraneo-montana. Diciassette i punti all’ordine del giorno discussi dai consiglieri, tra cui la proposta di istituzione del Comitato dei veterani di guerra e dei combattenti della Guerra patriottica della Regione litoraneo-montana, nonché le informazioni sull’attuazione delle misure volte a risolvere il problema dell’impatto negativo della manipolazione del rottame metallico e la sua rimozione dall’area portuale di Fiume, a due passi dal mare e a 200 metri di linea d’aria dal Centro clinico-ospedaliero di Fiume. Questi ultimi sono stati, effettivamente, i due temi di maggior rilievo nella seduta. Nel corso della discussione sul secondo punto all’odg, dedicato appunto al problema dell’inquinamento legato alla presenza del rottame metallico nel bacino portuale, è intervenuto il direttore della Port authority di Fiume, Denis Vukorepa. Ha ricordato che il rottame, un tempo depositato in magazzini chiusi e poco visibili, oggi è tornato sotto… i riflettori solo perché alla vista di tutti, poiché il porto è in fase di riqualificazione. Tuttavia, ha assicurato che la quantità di materiale si è già ridotta nel tempo e presto scomparirà del tutto. Lo stesso Vukorepa ha poi sottolineato che il rottame metallico è una presenza comune in tutti i porti e ha annunciato la costruzione di un nuovo terminal multifunzionale sull’area di Riva Praga, per il quale è già disponibile la concessione edilizia e si sta valutando l’uso di fondi europei. “La soluzione è vicina”, ha dichiarato.

Dubbi
Josip Katalinić (Most) ha tuttavia messo in dubbio che il porto di Fiume stia effettivamente adottando misure concrete per la tutela dell’ambiente.
“Si parla di sforzi, ma senza indicatori misurabili; e di misure, ma senza veri sforzi”, ha osservato, aggiungendo che spesso gli aspetti ecologici e sanitari vengono giustificati con il pretesto del profitto. Leonardo Pavela (HNS) ha chiesto un miglioramento dei sistemi di misurazione per ottenere dati più precisi sulla tossicità nell’area costiera e presso l’edificio ospedaliero, pur riconoscendo i vari progressi raggiunti dall’Autorità portuale, visibili anche “a occhio nudo”.
Orjen Petković (Možemo!) ha invitato a una riflessione: “Che cosa ha portato ai cittadini il periodo in cui il porto era un inquinatore ben più grande di oggi?”. Ha, inoltre, sottolineato che in altre città strutture di questo tipo si trovano a maggiore distanza in rapprto a scuole, ospedali e centri abitati.
Il presidente dell’Assemblea, Marko Boras Mandić, dal canto suo, ha ricordato che anche nel porto di Marghera simili attività si svolgono in pieno centro urbano. Vukorepa ha replicato assicurando che farà tutto il possibile affinché il centro di Fiume diventi “quanto più verde e accogliente per il turismo”. Si è parlato anche dei limiti di legge relativi alla misurazione dell’inquinamento. Petković ha fatto notare che la normativa non tiene il passo con lo sviluppo tecnologico e non è in grado di rispondere a nuovi problemi derivanti dai materiali moderni. “I confini non vengono fissati da chimici o biologi, ma dal legislatore – e spesso tutto viene definito secondo convenienza economica. Le analisi e i limiti sono il prodotto di compromessi”, ha commentato. Vukorepa non ha voluto indicare scadenze precise, pur ribadendo che il suo obiettivo è procedere “il prima possibile”, dando la priorità alla ripresa degli investimenti sull’intera Riva Praga. “Faremo il possibile affinché queste zone critiche scompaiano dal paesaggio urbano al più presto”, ha assicurato. C’è da precisare che le misurazioni della tossicità del rottame metallico restano una questione complessa, poiché l’intero sistema è soggetto a interpretazioni divergenti a seconda di chi lo analizza. Le norme di riferimento risalgono in gran parte agli anni Settanta dello scorso secolo, si sono solo marginalmente aggiornate e non seguono adeguatamente il progresso tecnologico. Tutto lascia intendere che il problema non sarà risolto in tempi brevi, e resta da vedere se la Regione disponga delle capacità necessarie per affrontarlo.
Per quanto riguarda l’altro punto saliente della giornata, l’Assemblea ha compiuto un passo storico: con 35 voti a favore, ha decretato l’istituzione del Comitato per i veterani di guerra e degli ex combattenti croati. La decisione, pur unanimemente considerata un riconoscimento dovuto a chi ha difeso la patria, ha suscitato un breve dibattito sul ruolo del termine “antifascismo”. Alcuni consiglieri hanno suggerito di escluderlo, sostenendo che la Guerra patriottica fosse già di per sé una lotta contro il fascismo; altri hanno proposto, qualora fosse mantenuto, di aggiungere anche la lotta contro il comunismo e gli altri regimi totalitari. Alla fine, si è quasi arrivati a un dibattito ideologico a tutti ben noto che si sarebbe potuto protrarre fino a sera, ma che poi è stato interrotto per proseguire con i lavori. È stato il presidente della Regione, Ivica Lukanović, a chiudere la discussione chiarendo che la proposta non sarebbe cambiata. Il testo è stato concordato con le associazioni dei veterani e prevede la collaborazione tra organizzazioni dei partecipanti alla Guerra patriottica e della Seconda guerra mondiale. “Hanno fatto un passo avanti – ha detto Lukanović – e noi non torneremo indietro. Ora tocca a voi alzare o meno la mano”.
Ha poi ricordato che la proposta era stata preparata già nel mandato precedente e ha sottolineato il valore pratico del Comitato di categoria: affrontare le esigenze quotidiane di chi, con l’età, si trova davanti a sfide nuove e difficili. Particolarmente incisivo l’intervento di Nenad Hodap (Možemo!): “Di fascismo si è trattato negli anni ‘90, quello serbo, come di fascismo si è trattato nella Seconda guerra mondiale. Non ci fosse stato l’antifascismo, non ci sarebbero nemmeno le terre croate che abbiamo oggi”. Concetto semplice, che però non tutti vogliono comprendere…
Ermina Duraj, responsabile dell’Ufficio per gli Affari del presidente della Regione e dell’Assemblea regionale, ha parlato con emozione: “È stato un onore partecipare alla sua creazione. Tutte le osservazioni saranno valutate e regolate negli atti ufficiali”.
Per il resto, è stato confermato il mandato di Vesna Blanuša, eletta alle elezioni supplementari per i membri dell’Assemblea regionale in rappresentanza della minoranza nazionale serba, tenutesi il 5 ottobre scorso, sulla lista del Partito Democratico Serbo Indipendente (SDSS). Anche tale questione, pur non essendo soggetta a votazione, ha suscitato discussione, con Katalinić che ha criticato i costi ingenti, suggerendo che in futuro si ricorra al voto elettronico per semplificare e ridurre le spese, e Leonardo Pavela, il quale ha osservato che, a suo avviso, le minoranze nazionali si fanno già rappresentare attraverso le liste dei partiti politici e l’azione dei loro membri eletti, senza bisogno di meccanismi separati.
Tonči Hrabrić (HSP) si è dichiarato contrario all’ingresso in Assemblea di chi ottiene un numero così esiguo di voti, mentre la connazionale Nadja Poropat (SDP), ha ribattuto che non condivide questa posizione: secondo lei le minoranze devono avere propri rappresentanti.
Blanuša ha sottolineato che i fondi impiegati per le elezioni sono stati sprecati, e che le autorità avrebbero dovuto impegnarsi affinché le elezioni fossero più visibili e accessibili. Ha aggiunto che la disposizione dei seggi elettorali era differente dal previsto e che nessuno, nelle liste di partito, aveva riservato posti “passanti” per rappresentanti della minoranza serba. Di conseguenza, sono stati necessari tre turni aggiuntivi, costosi e complessi.
Boras Mandić ha proposto di tornare alla legge in vigore in passato: se nessun candidato di una minoranza nazionale viene eletto dai posti “passanti” dei partiti politici, allora dovrebbero essere scelti i candidati delle minoranze più vicini al quorum, evitando così la necessità di elezioni suppletive.
Question time
Nell’ora dedicata alle interrogazioni dei consiglieri – il question time – l’Assemblea ha affrontato diversi temi. Ne elechiamo alcuni: Leonardo Pavela ha sottolineato la perdita di identità con l’affondamento della nave-scuola “Vila Velebita” e ha chiesto misure per la tutela della tradizione marittima. Ivica Lukanović ha annunciato il recupero della nave e la conservazione dei pezzi principali, con passi verso la costruzione di una nuova nave.
Marin Gregorović (SDP) ha chiesto che la priorità pilota per i residenti delle isole, avviata sulla linea Valbisca-Smergo, sia applicata permanentemente a tutti i porti della Regione. La capodipartimento per il demanio marittimo, il traffico e i collegamenti, Izabela Linčić Mužić, ha confermato l’impegno della Regione nello sviluppo e nell’adattamento delle infrastrutture.
Norbert Mavrinac (Unione del Quarnero) ha sollevato il tema di un regolamento uniforme sull’uso dei cellulari nelle scuole con il consulente senior del Dipartimento per l’educazione, Darko Bodul, che ha ribadito come la prassi sia ormai consolidata nella maggior parte degli istituti.
Il consigliere Walter Volk (SDP) ha chiesto quale sarà l’impatto della riduzione dell’IRPEF a Fiume sul Bilancio regionale. Il capodipartimento dell’Ufficio amministrativo per il Bilancio, Krešimir Parat, ha stimato che ciò priverà la Regione di circa 2,7 milioni di euro l’anno prossimo, precisando che circa il 45% delle entrate fiscali proviene dal territorio della città di Fiume.
Morena Lekan (Možemo!) ha segnalato la possibile chiusura della Casa sicura della Caritas “Sant’Anna” e Lukanović ha fatto sapere che sono già stati avviati i contatti con la Città di Fiume per vedere come procedere, tenendo conto della razionalizzazione dei posti e mantenendo la protezione di donne e bambini.
Majda Burić (HDZ) ha chiesto delucidazioni sui piani di modernizzazione riguardanti la Scuola media superiore di Delnice. Lukanović ha annunciato progetti di ristrutturazione e investimenti coordinati anche per scuole primarie.
Magdalena Arapinac (HDZ) ha chiesto informazioni sullo stato e sui piani futuri dell’emittente televisiva locale “Kanal RI” al che il presidente della Regione ha sottolineato l’attesa di un chiaro posizionamento della Città e la disponibilità della Regione a farsi carico delle responsabilità nel caso in cui il modello istituito risultasse chiaro e costruttivo, altrimenti c’è la palpabile opzione che la Regione si faccia da parte.

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