«La medicina è impotente se la sanità è al collasso»

Ivor Hreljanović

Ebola, Zika, MERS, influenza suina. Queste sono soltanto alcune delle emergenze epidemiche con cui la società ha dovuto fare i conti nell’ultimo decennio. Malgrado i notevoli miglioramenti, le malattie infettive rappresentano ancora oggi a livello globale una delle principali cause di disabilità e di morte. E proprio il loro impatto e crescita sono stati il tema principale della lezione tenuta ieri alla Facoltà di Medicina dal presidente dell’Accademia Cesarea Leopoldina, Jörg Hacker. In un’aula gremita di ospiti e di studenti, il luminare della microbiologia ha illustrato le sfide globali che la medicina contemporanea deve affrontare.

Malattie senza confini

“Le malattie non rispettano i confini dei Paesi – ha esordito Hacker –. Diversi studi hanno dimostrato come gli scoppi di epidemie su scala mondiale sono divenuti più frequenti negli ultimi decenni. Il primo motivo di questa rinnovata stagione epidemica riguarda un mondo sempre più interconnesso. Oggi ci si sposta per lavoro e si commercia di più che in qualunque altra epoca storica. Grazie alla facilità con cui si sale su un aereo, un viaggiatore può portare inconsapevolmente un ceppo infettivo da un continente all’altro in neanche 24 ore. Il secondo motivo è legato invece alla povertà. Sistemi immunitari più fragili e strutture sanitarie non preparate a gestire le emergenze, per esempio, hanno fatto sì che l’Ebola colpisse così duramente l’Africa occidentale. La terza causa è da ricercare nel riscaldamento globale. Le alte temperature agevolano la diffusione di vettori come virus e batteri che richiedono ambienti umidi e caldi. Malattie come l’influenza aviaria o il colera stanno vivendo nuova fortuna grazie proprio al rialzo delle temperature”.
Con il progresso della medicina oggi siamo in grado di controllare le epidemie anche se, a detta di Hacker, si può e si deve fare molto di più. “Bisogna continuare a investire nei sistemi sanitari pubblici perché soltanto così saremo in grado di fronteggiare le emergenze future. Già in passato in più di un’occasione ci siamo fatti cogliere impreparati. È importante tenere a mente che la medicina da sola può fare ben poco di fronte a sistemi sanitari al collasso”, ha concluso il numero uno dell’Accademia nazionale tedesca delle Scienze.

Presente anche il ministro Divjak

Tra i numerosi ospiti presenti al convegno, c’era anche il ministro dell’Istruzione Blaženka Divjak la quale non è voluta mancare al simposio. “L’Accademia Leopoldina rappresenta un’istituzione scientifica di eccellenza a livello internazionale. La mia visita a Fiume è altresì legata al confronto con i giovani ricercatori, agli incontri con la rettrice dell’Ateneo e il preside della Facoltà di Medicina, nonché a un convegno su come promuovere la scienza nei media e nell’opinione pubblica”, ha spiegato il ministro prima di glissare le domande dei giornalisti relative alla riforma scolastica.

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