La «Galeb» affonda il quorum

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La «Galeb» affonda il quorum
La nave Galeb è tornata a creare scompiglio. Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Bagarre al ritorno in Corso. L’opposizione, e non soltanto quella, ha abbandonato ieri l’Aula consiliare. È mancato così il quorum per procedere con la seduta del Consiglio cittadino. Con un emendamento si sono voluti sospendere i finanziamenti per il restauro della nave-museo “Galeb”. La sessione sospesa riprenderà mercoledì con 24 punti da discutere. Era iniziata in un clima tranquillo, dopo, il caos.

L’addio a Hrvoje Burić

“Uno tra i più attivi che in tre mandati ha lottato strenuamente per quella che era la sua idea per una Fiume migliore, usando un linguaggio che ha caratterizzato il suo stile, che lo ha reso inconfondibile sulla scena politica e per il quale verrà ricordato. Noi che abbiamo condiviso con lui i banchi nel Consiglio cittadino lo ricorderemo come uno di parola, con tanto calore umano, sereno e ottimista”. Così la presidente Ana Trošelj, ha aperto la 9ª sessione del Consiglio: un pensiero dedicato a Hrvoje Burić, scomparso prematuramente dopo una breve malattia. Non c’è stato il question time, l’ora iniziale riservata alle interrogazioni sui temi d’attualità per poter consentire una lunga pausa per partecipare alle esequie dell’ex consigliere scomparso.

Finalmente a «casa» e senza mascherine

La riunione di ieri si è svolta nell’aula del Palazzo municipale – dopo oltre due anni di “esilio” nel palasport di Zamet –, senza le restrizioni che hanno segnato il lungo periodo di pandemia. Il primo punto all’ordine del giorno ha riguardato l’elezione dei membri del Consiglio dei giovani, un organo istituito per promuovere le attività volte a migliorare lo status dei giovani nella società. Sono stati scelti, con voto segreto, 11 dei complessivi 22 candidati. Siccome ci sono stati due candidati che hanno ottenuto lo stesso numero di voti, si è dovuto votare di nuovo.

Il Consiglio rinnovato è composto da: Aba Narija Lončar, Valentino Saršon, Luka Delak, Luka Čanković, Matea Dejanović Jozić, Mateo Žmak, Lovro Šegota, Valentina Paurić, Nikolina Šaponja, Dino Jelenić e Martina Matoković. Ognuno ha un sostituto.

È avvenuta anche la nomina dei giudici popolari per i giovani nel Tribunale comunale di Fiume, con voto unanime.

Asili, approvato il programma 2022

Al secondo dei complessivi 26 punti, il tema erano le necessità pubbliche nel settore dell’istruzione scolastica e prescolare. Il programma viene aggiornato annualmente. La connazionale Nadja Poropat (SDP) ha annunciato il sostegno al programma, Aleksandar Saša Milaković (MOST) ha detto di non avere osservazioni, sostenendo la necessità di cambiare delle cose, soprattutto nelle modalità di finanziamento degli asili privati. Iva Rinčić, della lista civica Da štima svima, ha commentato: “La retta mensile, da 550 a 720 kune, per i bambini negli asili fiumani è tra le più alte in Croazia”. Stipo Karaula (HDZ) ha osservato che il cofinanziamento non avviene in modo equo, cioè che vi è una differenza nel cofinanziamento delle rette se il bambino frequenta un asilo a Fiume o nei centri del circondario. Anche Iva Davorija (Možemo!) si è detta d’accordo sul fatto che sia necessario investire nei propri asili. “Non è ideale, ma è il massimo nella situazione in cui ci troviamo”, è stata la risposta di Sanda Sušanj, capodipartimento per l’Istruzione.

Željko Jovanović (SDP) ha posto la questione del finanziamento degli asili in generale sostenendo che dovrebbe essere lo Stato a farlo in maggiore misura, tesi salutata anche da Vedran Vivoda (Azione dei giovani). Tutti hanno concluso che il dibattito è stato costruttivo e che l’argomento merita di essere trattato da molti punti di vista. Interessante è stata la constatazione di Milaković: “È un paradosso che il numero di abitanti sia in calo e che aumentino gli investimenti negli asili”. Alla fine si è votato e la proposta è passata con 14 voti a favore e 13 contrari.

Bocciata la relazione sul Bilancio 2021

Al punto successivo il sindaco Marko Filipović ha illustrato il Bilancio 2021 in cui le entrate sono state di 1,060 miliardi e le uscite di 1,026 miliardi di kune, con 35,5 milioni di suficit che consentono di ridurre l’ammontare dei debiti accumulati negli anni passati a meno di 100 milioni. “Fino al 2025 colmeremo il disavanzo, a condizione che non vi siano nuove crisi”, ha concluso. Il dibattito non è mancato, con toni polemici da parte dell’opposizione, dall’HDZ alla lista di Davor Štimac. Si tratta di una relazione, non di un piano, per cui il dibattito come tale non avrebbe potuto cambiare nulla. La proposta è stata bocciata con 15 voti a favore, 8 contrari e 5 astenuti tra cui i due di Azione dei giovani e Unione del Quarnero. Questa bocciatura non ha un peso effettivo, semmai quello politico per il futuro funzionamento del Consiglio e della maggioranza, ammesso che ci sia.

Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Manca il numero legale

A questo punto si collega il successivo, che ha riguardato la distribuzione dei mezzi del medesimo Biancio che non sono stati spesi e che derivano dalla tassa sui monumenti. Vi sono, tra l’altro, 3 milioni di kune che il sindaco ha proposto di spendere nel progetto cofinanziato dall’Unione europea per la “Valorizzazione turistica dei monumenti rappresentativi dell’eredità industriale”. Quando c’è di mezzo la nave “Galeb”, lo spettacolo è assicurato. È il motivo per cui Azione dei giovani e Unione del Quarnero hanno proposto un emendamento su cui si sono detti d’accordo HDZ e Štimac. Anzi, hanno detto che se l’emendamento non fosse stato accolto, avrebbero abbandonato la riunione. Nello stesso si propone che i 3 milioni vengano spesi per il restauro del TNC “Ivan de Zajc”. Nikola Ivaniš (PGS) ha concluso che si è tornati a questioni ideologiche. Nebojša Zelič (Možemo!) ha detto di sostenere il piano ritenendo che per la nave-museo si tratta di una questione politica. “Il sindaco Filipović – ha puntualizzato – non ha mai nascosto che l’intento era di completare il suo restauro e con questo programma ha vinto le elezioni”. Dušan Milovanović, (SDP) ha chiamato in causa quelli che hanno annunciato di volersene andare: “È un ricatto che potrebbe avere come conseguenza la sospensione della riunione e molte questioni importanti irrisolte”. Filipović ha sottolineato che non accogliere il piano significherebbe far saltare tanti altri finanziamenti: “Non voglio riferirmi alle questioni ideologiche. La Galeb va completata e ci sono tanti motivi per l’aumento dei costi, tra cui anche l’impennata del prezzo dell’acciaio, ma non ce ne saranno”. L’emendamento è stato bocciato, con 12 voti a favore, 13 contrari e 3 astenuti dopo di che, come annunciato, hanno abbandonato l’aula HDZ, Da štima svima, MOST, Azione dei giovani e Unione del Quarnero. A quel punto non era più chiaro se ci fosse il quorum, ma il capogruppo dell’SDP, Dušan Milovanović, ha chiesto una pausa di mezz’ora. Il tempo, evidentemente, non è servito a convincere qualcuno a rientrare per cui la sessione è stata sospesa e aggiornata al 4 maggio, alle ore 15.

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