La D403 avanza su tutti i fronti

Mancano 120 metri di galleria, cresce il primo viadotto, avviati i lavori alla rotatoria di Valscurigne. Tutto pronto nella primavera dell'anno prossimo

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La D403 avanza su tutti i fronti

La D403 avanza senza soste su tutti i fronti. Per quanto riguarda le tempistiche, siamo circa a metà strada. La strada che collegherà il futuro terminal container in Molo Zagabria all’allacciamento di Valscurigne e quindi alla rete autostradale, dovrà essere terminata nella primavera dell’anno prossimo, condizione per non rischiare di perdere il diritto ai finanziamenti dell’Unione europea.

 

Di settimana in settimana cambia il paesaggio sul percorso di un’arteria che attraversa in superficie e sotto un’area densamente popolata. “Quando si opera in queste condizioni i problemi sono inevitabili e le sorprese non mancano”, spiega Martin Abramović dell’azienda Hrvatske ceste, coordinatore del grande cantiere. Nel sottosuolo si trovano installazioni varie che è necessario spostare o sostituire, interventi imprevisti che possono far slittare i tempi di realizzazione. Comunque, la dinamica dei lavori, come assicura Abramović, rispetta le previsioni.

Mancano ancora 120 metri all’incontro dei martelli pneumatici che scavano da entrambe le parti del tunnel

Strutture complesse

I 3 chilometri scarsi che collegheranno il terminal portuale a Valscurigne sono in buona parte costituiti da strutture complesse, ovvero da due viadotti, Mlaka e Pioppi, lunghi complessivamente 460 metri, dal sottopasso di 56 metri con cui si supera l’ostacolo della ferrovia e da 1.250 metri di galleria. Vi sono infine le rotatorie. Una è in costruzione a Valscurigne, all’uscita settentrionale della galleria, un’opera particolarmente complessa anche per l’esigenza di non ostacolare più di tanto il traffico in un rione in cui è particolarmente intenso. La deviazione, per ora, non produce grossi disagi. Per i residenti ci sono la polvere e il baccano costante, proveniente anche dal sottosuolo. Mancano ancora 120 metri all’incontro dei martelli pneumatici demolitori che scavano da entrambe le parti a un ritmo di 4 metri al giorno. Ai boati delle mine fatte brillare due-tre volte al giorno ci si è ormai abituati, ma ormai è una questione di settimane. Entro la fine di febbraio, il rumore dovrebbe ridursi notevolmente anche se nei mesi successivi non è che regnerà il silenzio assoluto. Entreranno in scena i rulli compressori sia nella galleria principale che in quella di servizio, che avrà anche la funzione di via d’uscita in caso di emergenza.

Il viadotto è a buon punto

Corse sostitutive con i pullman

Dall’uscita del terminal Zagabria Deep Sea Container Terminal parte il viadotto per il quale sono già sistemati i piloni. In questi giorni viene posato e cementato il secondo dei dieci segmenti complessivi. Allo stesso tempo si lavora intensamente al sottopasso per consentire, entro il prossimo mese di maggio, la riapertura della linea ferroviaria che è stato necessario sospendere. Le Ferrovie da ottobre hanno introdotto le corse sostitutive in direzione di Sappiane con i pullman. Da questo punto partirà il secondo viadotto che salirà fino al curvone in prossimità del centro commerciale ZTC, per arrivare alla rotatoria prima della galleria.

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