La Croazia decolla nel settore green: a Fiume il primo carburante sostenibile per aerei

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La Croazia decolla nel settore green: a Fiume il primo carburante sostenibile per aerei
La raffineria Urinj, vicino a Fiume. Foto Roni Brmalj

Nella Raffineria di Fiume è stato prodotto per la prima volta in Croazia carburante sostenibile per l’aviazione (SAF – Sustainable Aviation Fuel), segnando un importante passo verso la transizione energetica e la decarbonizzazione del trasporto aereo.

A renderlo noto è stata la compagnia petrolifera INA, che ha annunciato la conclusione con successo di un progetto pilota volto alla trasformazione di biosostanze in carburanti rinnovabili all’interno dell’impianto di idrocracking. Oltre al SAF, è stato realizzato anche un quantitativo significativo di HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), un diesel rinnovabile ottenuto da oli vegetali trattati.

Questo risultato si inserisce nel contesto delle politiche europee sul clima e sull’energia. La Direttiva UE sulla promozione delle energie rinnovabili impone agli Stati membri di raggiungere entro il 2030 obiettivi vincolanti per l’integrazione di fonti rinnovabili nei trasporti, con un’attenzione particolare ai biocarburanti avanzati e al carburante sostenibile per l’aviazione, destinato a giocare un ruolo cruciale nella riduzione delle emissioni dell’intero settore.

Il progetto, durato dal 5 al 13 maggio 2025, è stato realizzato in collaborazione con la società americana Chevron Lummus Global (CLG), licenziante dell’impianto, e ha previsto l’elaborazione di 1.000 tonnellate di biosostanza POME (Palm Oil Mill Effluent), un sottoprodotto della lavorazione dell’olio di palma, in combinazione con materie prime fossili.

L’intero processo è stato monitorato da Bureau Veritas e certificato secondo lo standard internazionale ISCC per i biocarburanti sostenibili. Le analisi tecniche hanno coinvolto oltre 400 campioni esaminati nei laboratori interni di INA e nei centri accreditati dell’Istituto Ruđer Bošković di Zagabria e Isotoptech Zrt. di Debrecen.

Ivica Jerbić, direttore dello sviluppo dell’INA, ha sottolineato l’importanza dell’integrazione di biosostanze negli impianti esistenti come uno dei modi più efficaci per ridurre l’impronta carbonica del settore raffinazione. “Grazie all’impegno del nostro team e alla collaborazione con MOL Group e CLG, siamo pronti a rispondere alle sfide del futuro”, ha dichiarato.

Le attività preparatorie, durate otto mesi, hanno comportato interventi complessi: dall’adattamento dei sistemi di filtraggio e delle metodologie di analisi, all’adeguamento degli impianti di idrocracking e distillazione sotto vuoto, fino alla gestione sicura delle nuove materie prime.

Secondo Goran Pleše, direttore operativo dell’INA per la raffinazione e il marketing, il successo del progetto crea solide basi per l’introduzione, in tempi brevi, di una produzione continuativa di SAF e biocarburanti presso la Raffineria di Fiume. “Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come l’INA stia rispondendo in modo innovativo ed efficiente alle esigenze dell’era energetica moderna”, ha concluso.

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