La Comunità degli Italiani chiude il 2020 in positivo

L’Assemblea della CI si è «riunita» ieri in forma telematica per discutere un unico punto all’odg, quello relativo al Bilancio. Tra le varie, la questione dell’asilo italiano, tema scottante

Palazzo Modello, sede della Comunità degli Italiani

La Comunità degli Italiani di Fiume chiude il 2020 in positivo. Lo ha dichiarato ieri la presidente Melita Sciucca durante l’Assemblea ordinaria della CI. Uno soltanto il punto all’odg, ovvero quello relativo al Bilancio per l’anno trascorso. Come spiegato dalla presidente, per il 2020 le entrate ammontano a 1.320.599 kune, mentre le uscite sono equivalenti a 1.310.327 kune.

 

 

“Sono arrivati tutti gli importi previsti, anche se alcuni con lieve ritardo, sia dall’Italia (UI-UPT-MAECI) che quelli provenienti dal fondo croato (Città e Regione). Per quanto riguarda le entrate extra, abbiamo fatturato i nostri servizi a coloro i quali hanno voluto usare la nostra sala per eventi di vario tipo che non riguardano la CI (conferenze, comizi e simili). C’è una minima entrata proveniente dal bar e una ancora più bassa, pari soltanto a 2mila kune, per quanto riguarda il pagamento dei soci del sodalizio. Per quanto concerne la Scuola modello, che è l’unica attività economica, questa ha chiuso l’anno in positivo con 500 kune in più e ha saldato così i debiti del 2019. Tra le uscite, abbiamo gli stipendi che corrispondono al 18 per cento del Bilancio, mentre il rimanente riguarda i materiali, le spese fisse, quelle di regia, l’affitto e simili, che abbiamo dovuto pagare anche mentre eravamo in lockdown. Siamo riusciti a diminuire le spese d’affitto e di regia della Ri Stan da 1.000 a 500 kune per l’alloggio usato dalle ceramiste. Abbiamo speso parecchio denaro per l’acquisto di disinfettanti, mascherine e guanti, però abbiamo chiuso l’anno in positivo. Rispetto al 2019, quando abbiamo avuto tantissime attività e manifestazioni, nel 2020 abbiamo speso circa 200mila kune in meno”, ha detto ancora Melita Sciucca.

 

Visto che l’assemblea si è svolta in formato online, i consiglieri avranno tempo fino a lunedì (entro le ore 12) per esprimersi a proposito votando via posta elettronica, pro o contro il bilancio presentato.

 

Questione asilo
Tra le varie, è stata discussa la questione relativa alla costruzione dell’asilo italiano a Fiume e all’affitto di parte del terzo piano di Palazzo Modello. In quanto al primo punto, il presidente dell’Assemblea, Moreno Vrancich, ha spiegato che negli ultimi mesi c’è stato uno scambio di corrispondenze con il sindaco a proposito del lotto sul quale dovrebbe sorgere l’asilo. “In dicembre abbiamo ricevuto una lettera in cui Vojko Obersnel ci chiedeva quali siano le nostre intenzioni a proposito, ovvero per capire dove stesse il problema, visto che dopo tanti anni l’asilo ancora non c’è. Abbiamo avuto anche varie riunioni, ma la domanda del sindaco è sempre la stessa: l’asilo verrà costruito o no? Se la risposta è no, che cosa vogliamo fare? Di comune accordo, abbiamo deciso di chiedere alla Città di mettere a disposizione un altro lotto, visto che quello attuale è molto argilloso e quindi non è consigliabile costruirvi un edificio. Esiste, sì, la possibilità di farlo, ma non senza modificare il progetto. Il problema sta nel fatto che il piano di lottizzazione nel frattempo è scaduto. Inoltre, nel piano UI per il 2021 non sono previsti i mezzi per l’asilo. Il 1º marzo ci riuniremo in riunione con tutti i direttori delle nostre scuole, con la coordinatrice degli asili di Fiume, con i consiglieri e altri. È stata anche ventilata l’ipotesi di proporre al sindaco la costruzione di un asilo pubblico-privato”, ha affermato Vrancich, sottolineando il fatto che con l’insediamento del nuovo sindaco, le cose potrebbero cambiare e che sarebbe il caso di firmare una nuova lettera d’intenti prima delle elezioni amministrative in programma a maggio. All’intervento del presidente dell’Assemblea, è seguito un lungo dibattito dei i consiglieri sul tema, al che si è deciso di convocare un’assemblea tematica, non appena saranno reperibili tutti i documenti di riferimento.

Il terzo piano
Per quanto riguarda l’affitto della sede della CI, Melita Sciucca ha informato i presenti che lunedì firmerà con la Città un contratto di locazione per metà del terzo piano, per la quale era stato bandito un concorso. “Purtroppo, con la nuova legge, i contratti non possono venire prolungati per automatismo, bensì deve venir pubblicato un bando di concorso. Ci sono stati vari interessati, ma fortunatamente abbiamo ‘riottenuto’ lo spazio e con il contratto saremo a posto per i prossimi 10 anni. Il problema si ripresenterà fra 3 anni quando ci sarà il bando per il secondo piano e per il resto del terzo. Se ci saranno grosse offerte inoltrate da terzi, rischiamo di perdere la sede”, ha concluso la presidente della CI.

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