L’aggressore di Viškovo resta in carcere. Il giudice in attesa di nuovi testimoni

Goran Kovacic/PIXSELL

Proseguono le indagini sull’aggressione di una giovane avvenuta la notte fra giovedì e venerdì scorsi a Viškovo. L’aggressore 26.enne, già conosciuto alle forze dell’ordine, è stato individuato e arrestato e dopo un primo interrogatorio è stato condotto al cospetto del giudice per le trasgressioni. In un primo momento per disturbo della quiete pubblica, poichè, nonostante il lungo interrogatorio cui era stato sottoposto sabato, la Polizia non era riuscita a risalire subito a elementi sufficienti per dare seguito a un’accusa più pesante e perchè il giovane arrestato ha negato ogni addebito. Col passare delle ore, però, sono emerse delle nuove testimonianze. Stando a queste l’aggressione sembra essersi svolta alle 4.30 del mattino di venerdì, ossia circa una quindicina di minuti prima dell’arrivo della Polizia sul posto.

Šime L., questo il nome del giovane arrestato, è stato trattenuto in stato di fermo per potere essere interrogato una seconda volta dopo le deposizioni di altri testimoni. Ed ecco che l’accusa iniziale di semplice trasgressione è diventata reato: per l’esattezza “comportamento particolarmente aggressivo, ostile e denigratorio”, crimine che, ai sensi della Legge, prevede una pena detentiva dai tre mesi ai tre anni.
Dopo un primo interrogatorio il giudice per le trasgressioni, Željko Kurjega ha chiesto alla Polizia di produrre prove e testimonianze che potessero contribuire a ricostruire l’accaduto con affidabilità e precisione. Ieri il giudice ha ascoltato la vittima e una sua amica presente sul luogo dell’incidente. Ora vuole sentire ancora un testimone, il buttafuori del locale in cui è avvenuto il fatto. Costui ieri mattina è risultato irreperibile. “Dovrebbe presentarsi in aula per una deposizione domani a mezzogiorno. Dopo averlo sentito disporremo di un quadro più completo e decideremo come procedere”, ha affermato Kurjega.
Da quanto trapela sembra che il tutto si sia svolto all’interno del locale Life, dove il 26.enne e alcuni suoi amici, visibilmente ubriachi, si sarebbero messi a importunare un gruppo di quattro giovani ragazze tra i 19 e i 23 anni. Invitati ripetutamente ma invano a smetterla. A un certo punto Šime L. avrebbe spintonato una delle ragazze e il buttafuori sarebbe intervenuto costringendolo a uscire dal locale.
Verso le 4 del mattino, quando il Life stava per chiudere, anche le quattro giovani sono uscite. Poco dopo però. due di loro sarebbero rientrate di corsa per chiedere aiuto al personale del bar che accorso ha trovato fuori una delle ragazze priva di sensi, stesa a terra. Stando a una prima ricostruzione sarebbe caduta dopo essere stata spinta brutalmente da Šime L. e avrebbe sbattuto la testa sull’asfalto. La giovane è stata trasportata d’urgenza all’ospedale, dove, fortunatamente non le sono state riscontrate lesioni gravi ed è stata poi dimessa. L’aggressore più tardi individuato, è una vecchia conoscenza della Polizia. Ha parecchi precedenti penali che vanno dal furto alla violenza e per i quali ha già trascorso dei periodi in carcere. In questo caso ha anche l’aggravante di avere abbandonato il luogo dell’aggressione in quanto risulta che subito dopo aver aggredito la giovane, appena intuito che qualcuno aveva chiamato la Polizia, Šime L. e i suoi amici siano scappati a bordo di un’automobile.

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