Komadina apre la busta con le dimissioni di Dedić

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Komadina apre la busta con le dimissioni di Dedić

Il presidente della Regione litoraneo-montana, Zlatko Komadina, ha aperto la busta consegnatagli da Josip Dedić, direttore dell’Ekoplus, durante l’Assemblea regionale del novembre scorso. All’interno c’era una lettera in cui Dedić affermava che tutti i problemi relativi ai cattivi odori che si sprigionano ancora oggi dal Centro per la gestione dei rifiuti di Marišćina si sarebbero risolti entro la fine del 2018. In caso contrario, lui e tutta l’amministrazione avrebbero rassegnato le dimissioni.

“Siamo a gennaio 2019 e a Marišćina e nelle frazioni limitrofe continuano a persistere problemi relativi ai miasmi, che infestano la qualità dell’aria e nuocciono alla salute degli abitanti. In base a tutte le misurazioni effettuate, la qualità dell’aria è migliorata notevolmente nell’ultimo periodo anche se la concentrazione di particelle nocive non è ancora tale da rientrare nei limiti imposti dalla legge. I cittadini continuano a lamentarsi del problema e noi non possiamo fare altro che dar loro ragione. Pertanto, mi aspetto che nei prossimi giorni Dedić convochi una riunione straordinaria dell’Assemblea dell’Ekoplus, con all’ordine del giorno le sue dimissioni, che fin da subito ho intenzione di accettare“, ha dichiarato Komadina durante il consueto incontro con i giornalisti.
Il presidente della Regione e il direttore dell’Istituto regionale di salute pubblica, Vladimir Mićović, hanno poi approfondito la questione dopo che venerdì i membri dell’Unità di crisi Marišćina, assieme ad alcuni residenti degli abitati circostanti, erano venuti a manifestare chiedendo proprio l’apertura della busta.
Mićović ha riassunto i dati relativi alla qualità dell’aria nel corso del 2018, dove gli sforamenti della concentrazione di alcune particelle impongono allo Stato di proclamare tutta l’area inquinata. “In seguito alla pubblicazione dei risultati preliminari, per il 2018 dovremo proclamare l’aria di tutta la zona di qualità 2, ossia inquinata. Ciò significa che sarà necessario intensificare tutti i lavori atti a limitare l’inquinamento e riesaminare il processo di gestione dei rifiuti. Ciononostante, alcune reazioni da parte dei cittadini sono fuori luogo, con i disagi da loro espressi che non possono essere ricollegati all’inquinamento. Per fare un esempio, mi sembra impossibile che i problemi di vomito lamentati da alcuni cittadini siano riconducibili a questo tipo di inquinamento, visto che in base agli studi scientifici essi scattano soltanto a una concentrazione assai più elevata”, ha affermato Mićović.

I temi dell’anno

Komadina ha poi proseguito sottolineando che il 2019 è iniziato sulla falsariga di come si era concluso il 2018, ossia con la Regione che si deve occupare di cinque grandi argomenti aperti. “Oltre a Marišćina abbiamo il problema del 3. maj e quello del rigassificatore, con in più la necessità di gestire al meglio il Centro clinico-ospedaliero e il progetto Fiume Capitale europea della Cultura”, ha detto Komadina. “Riguardo al rigassificatore c’è poco da dire, dato che in questo momento se ne sta discutendo nelle aule di Tribunale e finché non arriverà una risposta da quelle sedi, non ha senso discutere sull’argomento. La situazione è chiara pure per il CCO: la Regione non è fondatrice dell’ospedale, ma è sempre pronta a intervenire con investimenti importanti. Per quel che riguarda CEC 2020 cercheremo di trovare una soluzione tramite la revisione di Bilancio, resa possibile grazie ai mezzi risparmiati dai progetti europei nel mese scorso. Al momento non mi posso sbilanciare sulla cifra che verrà proposta dal Dipartimento competente e quindi approvata dall’Assemblea regionale, ma sarà probabilmente compresa fra 1 e 10 milioni di kune”, ha concluso il numero uno della Regione.

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