«Jadran», albergo rivolto al mare e baciato dal sole

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«Jadran», albergo rivolto al mare e baciato dal sole
L’albergo “Jadran” in una foto d’epoca. Foto: LOKALPATRIOTI

Verso la fine dell’epoca d’oro di Sušak, quella che ha preceduto la Prima guerra mondiale, lungo la costa nel rione di Pećine, vennero edificati due alberghi, il “Sanatorij”, in seguito riqualificato e rinominato “Park” e lo “Jadran”. I successivi eventi bellici non favorirono i progetti dei loro fondatori. Oggidì, mentre il primo sta tristemente decadendo e attende giorni migliori l’altro, ormai da più di un secolo, continua ad accogliere i suoi ospiti, orgoglioso, rinnovato e dall’esclusiva vista mare.

Un’idea moderna
L’idea di costruire una spiaggia e una struttura ricettiva a Pećine apparve nel 1911 e, per le necessità inerenti alla stessa, fu fondato il consorzio balneare “Jadran”, brillante esempio di politica aziendale, del quale facevano parte quattro ricchi imprenditori di Sušak, ovvero Ante Bačić, Franjo Tomašić, Božo Kolacio e Vinko Širola, mossi, oltre che da interessi meramente economici, anche dal desiderio di apportare bellezza e benessere alla città. La zona prevista per l’edificazione dell’albergo fu ceduta loro nel 1913 e, lo stesso, venne costruito nel 1914, in cemento armato con applicazione del brevetto Hennebique grazie al quale, con il Teatro Fenice, l’hotel Emigranti e alcuni edifici del Macello Comunale, rientra fra le realizzazioni architettoniche fiumane più significative di inizio XX secolo. Prima di poterlo ammirare in tutto il suo biancore, causa svariati impedimenti amministrativi e pratici, quali l’ottenimento della licenza edilizia, l’introduzione dell’elettricità, l’assestamento della spiaggia e gli inevitabili lavori, si sono dovuti attendere tre anni. Venne inaugurato il 28 giugno 1914, giorno dell’assassinio di Francesco Ferdinando nell’attentato di Sarajevo, facendo bella mostra dei suoi cinque piani, 50 comode stanze e uno stabilimento con 40 cabine balneari. Nonostante l’importante investimento e l’ambizioso progetto, il nome del suo ideatore non si è mai saputo, anche se si presume si trattasse di un’azienda straniera.
Le fondamenta della struttura affondano nel mare e, come già accennato, la stessa è stata costruita tutta in cemento armato il che, a quei tempi, rappresentava uno dei metodi d’edificazione più moderni. L’edificio è a pianta rettangolare, orientata a nord-sud. In origine, il lato settentrionale dello stesso consisteva di due piani e quello meridionale, a causa della pendenza del terreno, di cinque. La facciata, rivolta verso nord, è ritmata da pilastri lievemente prominenti e abbellita da una decorazione minimalistica ed elegante, ottenuta con il posizionamento di balaustre cieche sotto i vetri delle ampie finestre. Il lato sud, destinato al turismo, era completamente separato da balconi soleggiati con prosieguo di terrazze, sotto le quali, scavate nella roccia, sono state ubicate le cabine, raggiungibili, come la spiaggia e il mare, attraverso una lunga scalinata. L’hotel disponeva di una propria illuminazione elettrica, era aperto tutto l’anno, sia d’estate che d’inverno e, nonostante i conflitti bellici e i tempi difficili, non chiuse mai. Una delle sue fedeli ospiti fu anche la scrittrice Ivana Brlić Mažuranić, la quale soggiornava sempre nella stessa stanza. Dopo la guerra, l’albergo divenne proprietà della società “Leo Sušanj & Co.”. Lo stabilimento balneare era famoso quanto l’albergo, soprattutto tra la popolazione locale. Sui volantini distribuiti in occasione della sua apertura, si pubblicizzavano le 40 cabine, ottimi buffet, docce e tutti i comfort necessari, come pure la sua privilegiata posizione, sita tra Villa Gall e il noto bagno Sablić.

Come la struttura ricettiva si presenta oggi.
Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Le ristrutturazioni
Nel 50º anniversario della sua apertura, nel 1964, lo “Jadran” fu completamente ristrutturato e vi fu aggiunto un altro piano disponendo, così, di 150 posti letto, di una terrazza con 310 posti a sedere, una caffetteria, una sala conferenze e una piscina con acqua di mare. La decorazione interna venne firmata dal famoso architetto Igor Emili, che ingaggiò anche il pittore Edo Murtić e lo scultore Dušan Džamonja. A metà degli anni ‘70 due dei suoi rilievi furono distrutti e, purtroppo, durante il restauro del ‘98, gli interni progettati da Emili subirono importanti modifiche. Oggi l’albergo fa parte della società “Jadran hoteli” fondata l’1 aprile 1963.

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