Ivona Milinović non ci sta «Sono un capro espiatorio»

La consigliera torna a parlare dopo la decisione del Giurì d’onore regionale dell’HDZ di espellerla dal partito

Ivona Milinović attorniata dai giornalisti. Foto: Ivor Hreljanović

“La mia espulsione dal partito? Sono convinta che tale scenario non si concretizzerà perché all’interno dell’HDZ cittadino ci sono tesserati che hanno commesso errori ben più gravi del mio”. Parlava così due mesi fa Ivona Milinović, nel giorno in cui rassegnò le dimissioni da presidente del Consiglio cittadino per le minoranze nazionali in seguito allo scandalo scoppiato in merito alla sua uscita sciovinista nei confronti della minoranza serba. Dieci giorni fa, però, il Giurì d’onore regionale dell’HDZ (a cui dopo il fattaccio il Comitato cittadino aveva presentato denuncia nei suoi confronti) aveva deciso diversamente estromettendola dal partito. Tuttavia, la consigliera non ha alcuna intenzione di mollare ed è decisa a proseguire nella sua personale battaglia.
“La delibera non è definitiva ed entrerà in vigore soltanto se verrà confermata dal Giurì d’onore nazionale – ha spiegato la Milinović raccontando la propria versione dei fatti –. Non mi è stato concesso il diritto di difendermi. Avevo richiesto che mi venisse recapitato il regolamento del Giurì d’onore, come stabilito dallo Statuto dell’HDZ, ma ciò è stato respinto perché, come si legge nella motivazione, non ho dimostrato di non essere in possesso del regolamento. È ovvio che non ce l’avevo e proprio per questo ne avevo fatto richiesta. Tutto ciò è vergognoso. In un primo momento avevo anche pensato di lasciar correre, poi però ho deciso che farò ricorso al Giurì d’onore per tutti i membri onesti del partito che vengono infangati per colpa di alcuni elementi indegni dell’HDZ”.
Processo kafkiano
Per la Milinović si tratterebbe di un piano ben architettato dai massimi vertici del partito, i quali avrebbero cavalcato l’onda delle polemiche per fare di lei un capro espiatorio. “Innanzitutto per negarmi la possibilità di concorrere alle prossime elezioni interne del partito e poi per cercare di compromettere la campagna elettorale di Kolinda Grabar-Kitarović, e di conseguenza anche del premier Andrej Plenković, in modo da puntare il dito contro di lui in caso di un risultato negativo alle elezioni presidenziali. A queste persone dico che la Presidente verrà rieletta e che i loro tentativi di indurre i membri dell’HDZ a votare per un altro candidato andranno a vuoto. Sono ancora membro dell’HDZ, malgrado qualcuno continui a sostenere il contrario in questo processo kafkiano. La mia battaglia continua, ho fiducia nel Giurì d’onore e mi auguro di non dover ricorrere al Tribunale amministrativo”, ha ribadito Ivona Milinović, aggiungendo che non rimetterà il suo mandato di consigliere cittadino perché “finché il Giurì d’onore non deciderà il contrario, sono ancor sempre un membro dell’HDZ”.

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