Ivo Vidotto: «La nostra identità nazionale va rispettata in ogni ambito»

L’aspirante al seggio assicurato alla minoranza italiana, in lizza da indipendente con l’appoggio della coalizione SDP-PGS-DDI-HSUHSS, illustra i suoi obiettivi

Tra i candidati al seggio garantito CNI nell’Assemblea regionale c’è anche Ivo Vidotto, indipendente, appoggiato dalla coalizione SDP-PGS-DDI-HSU-HSS. Ci ha illustrato il suo programma elettorale. “Lavoro da 38 anni all’EDIT, attualmente alla redazione di Panorama. Gran parte della mia carriera professionale l’ho trascorsa alla Voce del popolo, partendo da zero. Quella del giornalista è una professione che mi ha introdotto anche nel mondo della politica, che ho avuto modo di seguire a tutti i livelli, da quello locale a quello nazionale e internazionale. Dopo tanti anni, nel corso dei quali ho voluto starne lontano, ho deciso di affrontare quest’avventura nella consapevolezza di possedere il sapere, l’esperienza e le abilità sociali necessarie per svolgere questa funzione, grazie all’appoggio dei connazionali presenti sulla mia lista e di tutti coloro che hanno sostenuto la mia candidatura con la propria firma. Voglio dare il mio contributo alle cause della CNI, ma non solo, perché si tratta di un ruolo di doppia responsabilità. Oltre a rappresentare la CNI nell’Assemblea regionale, sei pur sempre un consigliere che vota o non vota anche per tutte le altre questioni che riguardano la nostra Regione; dal bilancio alle questioni del Gorski kotar e delle isole. Ciascun consigliere ha quindi in mano il futuro della Regione e dovrebbe svolgere il lavoro con un alto senso di responsabilità, proponendo un dialogo civile e democratico. Questo è l’unico modo che io conosco di ‘fare politica’. Lavorando all’interno di una Casa editrice come la nostra, ho capito che siamo un importante baluardo per la tutela della nostra identità, lingua e cultura. La nostra Casa editrice ha passato per questo motivo anche dei momenti molto difficili e ho capito cosa significhi dover tutelare i diritti di una minoranza”.

 

Su quali progetti o programmi intende puntare?

“Sono convinto che anche all’interno della Regione ci siano dei margini di miglioramento nei rapporti, nel ruolo e nella posizione della CNI. Non chiediamo certamente… la luna, ma il rispetto dei principi fondamentali a tutela della nostra identità nazionale di cui sono orgoglioso e che non ha mai rappresentato un ostacolo nel mio percorso, non soltanto professionale. La CNI non dovrebbe essere mai chiusa in sé stessa, gli italiani non dovrebbero rimanere chiusi nelle loro Comunità, ma rappresentare la nostra minoranza all’esterno ed essere presenti ovunque, nel tessuto sociale, nell’economia, cultura e sport. Per vent’anni ho fatto l’allenatore di basket, sono donatore di sangue e da nove anni presiedo il Consiglio dei donatori di sangue della Croce rossa fiumana e anche quello a livello nazionale. Ciò significa che un italiano può essere ovunque. Dobbiamo uscire dalle CI, interagire con le altre Comunità, ma anche con la maggioranza e con le altre minoranze, essere attivi e presenti ovunque. Questo è il mio credo e sono convinto che ciò sia fattibile. Per avere un dialogo ci devono però essere almeno due interlocutori. Bilinguismo amministrativo e visivo, educazione dei giovani negli asili, nelle elementari e nelle medie superiori, programmi per la tutela dell’identità nazionale e per la conservazione del patrimonio materiale e immateriale, programmi per i nostri connazionali più anziani sono soltanto alcuni degli argomenti che intendo affrontare”.

Lei si presenta come indipendente. Ha intenzione di coalizzare con qualche partito?

“Sono un candidato indipendente, anche se ho avuto proposte per fare parte di liste candidate da forze politiche. Ho avuto, però, l’appoggio della coalizione SDP-PGS-DDI-HSUHSS e mi ha fatto piacere perché comunque il mio orientamento politico è di sinistra. Sono figlio di un partigiano e mio padre ha inculcato in me i valori dell’antifascismo, dai quali non posso prescindere. Credo sia inutile oggi, nel 2021, andare a rivangare nel passato e vivere tormentati da rancori. Dobbiamo certamente ricordare il passato, ma anche dare un’interpretazione corretta della storia, di quello che hanno rappresentato gli italiani in questa regione. Siamo qui da sempre! Non si tratta di una ‘tribù’ giunta qua 10 anni fa, che si è insediata e ora combatte per i propri diritti. Quella italiana, non dimentichiamolo, è una minoranza autoctona che in passato è stata anche maggioranza. Non dobbiamo dimenticarlo e dobbiamo pertanto farci sentire, ma sempre in maniera civile e democratica, senza astio né rancori. Le giovani generazioni, e non solo, purtroppo spesso perdono il senso della realtà”.

Nella sua lista ci sono altre 8 persone…

“Sono persone che hanno un certo spessore nelle proprie località, come Fiume, Cherso, Lussinpiccolo, Draga di Moschiena, e che condividono le mie idee e posizioni”.

Come reagirebbe se la coalizione che l’appoggia proponesse qualcosa che non fosse di suo gradimento?

“Cercherò sempre di essere propositivo e di fare le cose secondo coscienza. Le proposte che arriveranno da qualsiasi parte, se le dovessi ritenere corrette, avranno il mio consenso. Cercherò di dare il mio contributo a un dialogo più democratico, perché non posso agire diversamente. A patto che gli argomenti siano validi”. Oltre a Ivo Vidotto, capolista, i candidati sono: Rikardo Staraj, Mirella Mladin, Oskar Skerbec, Vivien Alviž, Đanfranko Surdić, Sandra Strbad, Sandro Abram e Iva Bradaschia Kožul.

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