«Essenziale mantenere quanto promesso ai cittadini»

Parla Fernando Kirigin, sindaco di Abbazia dal giugno scorso, dopo tre mandati del suo predecessore. «Punto sulla trasparenza»

“Mi rivolgo al più ricco dei sindaci…”, è il modo sarcastico in cui un consigliere dell’opposizione ha posto le proprie domande al sindaco di Abbazia, Fernando Kirigin, reo di possedere diversi immobili e dei risparmi, puntualmente dichiarati nel momento in cui ha assunto il nuovo ruolo vincendo alle amministrative del maggio scorso. Chiedere un commento è d’obbligo, concedendo al primo cittadino la possibilità, qualora ce ne fosse bisogno, di mettere le cose in chiaro: “La storia dura da un po’ di tempo, dal 2017, quand’ero in campagna elettorale. In quel caso persi per poco. Lo stesso organo informativo a cui allora avevo rilasciato un’intervista, oggi ripropone con insistenza il tema, come se si trattasse di qualcosa di nuovo. Lo scopo è di mettermi in cattiva luce, di destabilizzarmi. Subito dopo le elezioni, lo stesso consigliere mi aveva posto questa domanda parlando di 26 milioni, riproponendo il tema ai media riducendo la cifra a 20, poi viene constatato da un quotidiano che si tratta di 16 milioni e via dicendo. Mi sorprende il fatto che sia così interessante analizzare le proprietà di uno che assume un ruolo pubblico invece di cercare di scoprire con quale patrimonio uno termina il proprio mandato di sindaco. Se ne scrive poco, ma se ne parla. Partirei da me stesso. È vero, dispongo di beni, ereditati e acquistati. Ho cinquant’anni e la mia carriera lavorativa non è iniziata con l’ingresso in politica, avvenuto nel 2007. Gran parte dei beni a cui si fa riferimento, almeno l’80 per cento, risale a prima di quella data. Dovrei parlarvi quindi di mio padre defunto e di ciò che mi ha lasciato? Se qualcuno ha voglia d’indagare, faccia pure. Quanto mi appresto a dire potrebbe venire interpretato come un tentativo di indirizzare l’attenzione altrove. Mi riferisco all’ex sindaco (Ivo Dujmić, nda), che mi ha preceduto e che lascia dietro di sé quattro o cinque ville del valore di milioni, in questo caso di euro, distribuiti tra i membri della sua famiglia. Non sostengo che vi sia qualcosa di discutibile. Le case sono sorte in quest’ultimo mandato, in quattro anni durante i quali sono state realizzate due grandi opere, asilo e Centro Gervais. È stato scritto tanto sul fatto che i preventivi sono stati sforati di decine di milioni di kune, con gli stessi appaltatori e subappaltatori. Sono cose che potrebbero interessare ai cittadini? Credo di sì, almeno quanto la mia situazione. Nel 2017 lo era in modo particolare visto che ci sono state anche delle denunce anonime nei miei confronti, che hanno messo in movimento gli organi preposti. Sono state coinvolte e interrogate tante persone. Anche oggi questo è un modo per destabilizzarmi. Sembra che interessino di più queste cose personali che il lavoro che stiamo facendo. Comunque, se si parla di beni in mio possesso, varrà la pena vedere a quanto ammonteranno alla fine del mio mandato. Io non nascondo assolutamente nulla e poi, tra le altre cose, non ho letto nemmeno una riga di quanto è stato scritto su di me. Dichiarare e rendere pubblici i dati è doveroso e da questo punto credo di aver fatto tutto ciò che era necessario. Abbiamo avuto sulla scena politica croata dei personaggi che si sono scordati d’inserire tutti i propri averi nelle loro dichiarazioni. Io spero di non avere aggiunto qualcosa di troppo”.

 

«Stessi diritti per tutti»

Alle amministrative del 2017 l’impresa non gli riuscì di poco, ma lo scorso maggio Fernando Kirigin è riuscito a spodestare, grazie ai voti degli elettori, Ivo Dujmić. Una decina di giorni fa, il nuovo sindaco ha ottenuto anche il consenso del Consiglio cittadino per la proposta del Bilancio di previsione per il 2022 e le proiezioni relative ai due anni successivi. In campagna elettorale e anche dopo, Kirigin ha insistito sulla trasparenza e sulla necessità d’introdurre un modo nuovo per governare. “Per me è fondamentale mantenere ciò che è stato promesso ai cittadini. Intendo realizzare dei progetti o almeno avviarli. Non siamo i primi a sottolineare la trasparenza, ma l’abbiamo messa in atto subito, come promesso. I cittadini possono accedere al Bilancio e vedere in che modo vengono spesi i loro soldi. Ne hanno pieno diritto. La possibilità di sapere esattamente in che modo viene utilizzato il denaro pubblico, un giorno sarà garantita dalla legge. Lo facciamo di nostra volontà e non siamo i primi. Comunque ci siamo anche noi tra i pochi che operano in questa direzione. In passato questo elemento è mancato un po’. Non vado a discutere ora di quanto qualcuno abbia sperperato. Ora i cittadini possono scoprire quanto si spende al ristorante”, spiega Kirigin, illustrando quella che è tra le sue prime promesse mantenute. Un’altra che gli sta particolarmente a cuore, pure mantenuta, è rappresentata dalle 1.042 ore di parcheggio all’anno al prezzo simbolico di 10 kune al mese, un privilegio riservato, ovviamente, ai residenti.

“Un’altra cosa che desidero cambiare è il rapporto con i cittadini, che devono avere tutti gli stessi diritti, qualcosa che in passato non ho riscontrato. Ci sono state delle categorie che hanno potuto fare ciò che hanno voluto”, aggiunge il sindaco, il quale intende procedere anche contro il parere dei servizi amministrativi della Città che non avrebbero definito correttamente delle situazioni in cui vengono utilizzati i terreni pubblici da parte di privati: “Avevo promesso di fare ordine in questo segmento e lo farò, con il supporto dei legali, per non rischiare di sbagliare nel tentativo di venire incontro ai cittadini. Sono sceso in campo contro alcuni e ne sto già subendo le conseguenze”.

Stop alla costruzione abusiva

A qualcuno Kirigin ha già pestato i piedi, di brutto. Nella frazione di Kovačevo il nuovo sindaco ha fatto intervenire le maestranze della municipalizzata “Komunalac” per rimuovere lo strato d’asfalto posato abusivamente da ignoti, nell’ultimo fine settimana di settembre. Il terreno su cui è stata costruita la strada, senza alcuna licenza o permesso, sul suolo pubblico, è di proprietà della Città. Prima c’era un sentiero, poi ampliato e quindi asfaltato per le esigenze dei residenti in alcune ville. Quando sono arrivate le macchine per smantellare lo strato d’asfalto, con la protezione della Polizia, c’è stata una specie di protesta da parte dei residenti scontenti che avrebbero pagato, non si sa a chi, la costruzione della strada abusiva. C’è un effetto concreto nell’azione, ma anche simbolico. Si conoscono i responsabili? Chi ha commissionato i lavori e chi li ha eseguiti? In altre parole, chi coprirà le spese per la rimozione dell’asfalto pagate dalla Città?

“Sono cose che avvengono quotidianamente. La Città di Abbazia non è preposta a svolgere indagini. Ha provveduto a denunciare il fatto agli organi competenti. Nessuno ha visto nulla, ma qualcuno ha pagato intorno alle 150-200mila kune. Quella a Kovačevo è stata un’operazione ordita in collaborazione con dei legali e con delle comparse, persone venute a protestare anche se non sono residenti, anche bambini portati lì con un succo di frutta. Sulla strada esistente veniva sistemata una barriera che precludeva l’accesso all’insediamento in modo da rendere indispensabile l’uso della strada abusiva. La barriera è collegata con i cavi elettrici a una casa, guarda caso, di proprietà del figlio dell’ex sindaco, Ivo Dujmić. Prima o poi, speriamo, conosceremo i responsabili. Nel frattempo occorre trovare una soluzione per un insediamento collegato con una strada esistente discutibile sotto il punto di vista della sicurezza. Sono contento di aver agito tempestivamente”, ribadisce Kirigin, che si è ritrovato un caso simile a poche centinaia di metri di distanza dove il proprietario di una casa si è fatto da solo la via d’accesso su un’area di proprietà della Città. Ora, candidamente, chiede di poter utilizzare la strada. Si verificano altri casi simili, ma li fermiamo sul nascere. Le strutture al potere prima di me, evidentemente, hanno permesso certe cose. Essi stessi, a quanto pare, fanno parte della medesima lobby. Vogliamo fermare la costruzione abusiva”.

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