Una protesta pacifica, ma certamente non definitiva, quella di ieri da parte di circa 250 cittadini di Kostrena e delle località circostanti, riunitisi davanti all’ingresso principale della raffineria INA di Urinj per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alle molte domande e richieste già avanzate in passato, dovute al malcontento per l’operato della ditta petrolifera, accusata di non aver adottato misure efficaci per prevenire la continua fuoriuscita di idrocarburi in mare. Nonostante la recente presentazione di un progetto di bonifica e la creazione di un pozzo per il drenaggio dei liquidi, i cittadini ribadiscono le loro istanze, sottolineando la mancanza di fiducia nell’azienda che da anni ignora le problematiche ormai visibili a tutti. I volti dei cittadini, apparentemente sereni, ma carichi di rabbia per una situazione che li colpisce direttamente e che continua a verificarsi davanti alle loro case, tra presunte violazioni delle normative ambientali e rischi per la salute pubblica. Numerosi gli striscioni con messaggi chiari e diretti: “Il profitto uccide il mare e le persone”, “Salviamo il mare per le future generazioni”, “Mare pulito, coscienza pulita”, sono solo alcune delle scritte viste ieri.
L’iniziativa è stata organizzata dal comitato cittadino ‘I protettori della baia quarnerina’ (Čuvari Kvarnerskog zaljeva), rappresentato da Boris Bradarić, che ha ribadito la richiesta di trasparenza da parte dell’INA sulle condizioni del suo impianto. Il comitato chiede risposte precise su quali serbatoi presentano perdite, quali interventi di bonifica sono previsti e qual è lo stato delle condutture e della rete fognaria industriale. Dal 2011, quando l’Ispettorato statale ha imposto misure di manutenzione, le perdite non solo non sono diminuite, ma sono aumentate. “Se non arriveranno soluzioni concrete, la protesta sarà solo la prima di una lunga serie. È stato inviato all’INA ma anche al Ministero dell’Ambiente un documento con una trentina di domande tecniche, chiedendo prove sulle operazioni di bonifica e sullo stato degli impianti. In assenza di risposte adeguate, i cittadini continueranno a informare l’opinione pubblica e a organizzare nuove manifestazioni, denunciando la mancanza di controlli da parte del Ministero”, ha detto Bradarić.
Anche Orjen Petković, presidente della commissione dell’Assemblea regionale per l’edilizia, la pianificazione territoriale e la protezione dell’ambiente, ha commentato: “è positivo che la raffineria abbia proposto una soluzione tecnicamente valida. Sarebbe auspicabile che venisse attuata immediatamente e nei tempi più brevi possibili. Resta però da vedere se verrà realmente implementata o se si tratta solo di una mossa di pubbliche relazioni”.
L’INA ha dichiarato di essere impegnata da anni nella ricerca di una soluzione definitiva per l’accumulo di idrocarburi nel sottosuolo della raffineria di Fiume. L’azienda è prossima a firmare un contratto con una società specializzata per implementare una barriera idraulica, che consentirà di raccogliere ed estrarre gli idrocarburi, prevenendone la dispersione in mare. Il progetto richiederà circa due anni. Nel frattempo, l’INA ha adottato misure a breve termine, tra cui l’installazione di barriere oceaniche più grandi, già acquistate ma in attesa di autorizzazioni governative, e la realizzazione di nuove perforazioni per intercettare gli idrocarburi nel sottosuolo. L’azienda ha dichiarato di essere aperta al dialogo e parteciperà alla prossima sessione del Consiglio Comunale di Kostrena per illustrare i propri piani.

Foto: Ivor Hreljanović
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.











































