Il mese di novembre è dedicato alla lotta contro il cancro. Se già a ottobre si parla della salute femminile (tumore della mammella), il mese corrente è dedicato in modo particolare alla salute maschile. È ormai noto lo slogan Movember – “novembre baffuto” –, iniziativa nata nei primi anni 2000 in Australia, quando, per solidarietà verso un amico malato di cancro, alcuni uomini decisero di farsi crescere i baffi, raccogliendo così fondi per la ricerca sul carcinoma della prostata e su altre patologie legate alla salute maschile.
Accanto a quest’iniziativa che si tiene ormai a livello globale, anche la Lega croata contro il cancro, fondata a livello nazionale, ha avviato la campagna di salute pubblica “Movember – novembre baffuto”, dedicata a tre importanti questioni: il trattamento del carcinoma della prostata, del testicolo e la salute mentale degli uomini.
A questo proposito abbiamo deciso di raggiungere gli ambienti della Lega contro il cancro di Fiume, situati in via Grivica 4, nei pressi della Cattedrale di San Vito, proprio in occasione dell’azione di misurazione della densitometria ossea, promossa in collaborazione con l’Istituto regionale di salute pubblica, dove siamo stati accolti da Iva Sorta-Bilajac Turina e Nataša Ribić. Presenti in quella circostanza, anche Vlasta Lončar e Danijela Rajak, impegnate nella misurazione.
La densitometria ossea viene effettuata tramite un densitometro portatile a ultrasuoni. A causa delle terapie e delle condizioni che accompagnano le malattie oncologiche, molti pazienti presentano una ridotta massa ossea, ed è quindi fondamentale controllarla regolarmente per correggere la dieta o introdurre eventuali integratori. La vera densitometria si esegue in ospedale, su grandi apparecchi, ma questo strumento portatile è pratico e utilizzabile ovunque. Con l’età le ossa si indeboliscono: l’osteoporosi non è causata direttamente dal tumore, ma il tumore può favorirne lo sviluppo.
Iva Sorta-Bilajac Turina ci ha spiegato che il carcinoma della prostata è la malattia maligna più frequente negli uomini, che colpisce soprattutto le fasce d’età più avanzate (dopo i 50 anni). Ha aggiunto che, come molti altri tumori, si sta gradualmente spostando verso gruppi di età inferiore, e nei prossimi decenni ci si aspetta che si presenti sempre più spesso anche nei giovani.
Ha proseguito affermando che la prevenzione è fondamentale, e che consiste soprattutto nell’autopalpazione regolare, cioè in ciò che possiamo fare da soli. Non a caso anche grandi marchi di birra promuovono campagne del tipo “grattati… con un motivo” o “sii coraggioso”. L’autopalpazione è un gesto semplice che fa la differenza. Conoscere il proprio corpo, esplorarlo, controllarlo con il tatto: come fanno le donne con il seno. Una volta al mese è sufficiente (per il cancro testicolare). Per gli uomini che hanno superato i 50 anni, invece, sono necessari controlli periodici dall’urologo (per il cancro della prostata).
Certo, può esserci un po’ di disagio, ma i dati dimostrano che la sopravvivenza è altissima se il tumore viene scoperto in tempo. Il tasso di guarigione supera il 90%. Il carcinoma del testicolo, che non riguarda una fascia rilevante della popolazione maschile, si manifesta soprattutto tra i 30 e i 34 anni ed è importante diagnosticarlo in modo precoce perché può influire sulla fertilità.
“Oggi i progressi della medicina permettono a molte persone affette da tumore di tornare a una vita pienamente sana. Il principio fondamentale rimane la prevenzione attraverso l’autopalpazione regolare”, ci ha detto ancora la nostra interlocutrice.

“Per quanto riguarda la salute mentale – il terzo pilastro a cui è dedicato ‘Movember’ – gli uomini sono meno inclini delle donne a parlare dei propri problemi interiori. Raramente decidono di andare da uno psicologo o da uno psichiatra e manifestano in modo diverso il loro disagio. Le donne tendono a verbalizzare, mentre gli uomini si chiudono in sé stessi.
Quando si parla delle conseguenze più drammatiche, come ad esempio il suicidio, il numero degli uomini è significativamente più alto. Trattenere tutto dentro non è mai una soluzione. Ecco perché è fondamentale parlare della salute mentale maschile: le statistiche sono allarmanti”, ha concluso Sorta-Bilajac Turina.
L’importanza dell’istituto fiumano
La Lega contro il cancro fiumana è stata fondata nel 1967, pochi mesi dopo quella nazionale. Nataša Ribić ci ha spiegato che la Lega di Fiume si dedica al miglioramento della qualità di vita dei pazienti oncologici. Si tratta di un’associazione di cittadini volontari, molto attiva durante tutto l’anno e impegnata nella celebrazione di diverse ricorrenze: gennaio è il mese della mimosa e della lotta contro il tumore del collo dell’utero; marzo, con la “giornata dei narcisi”, è dedicato alla lotta contro il tumore al seno; maggio è il mese degli iris, dedicato alla lotta contro il carcinoma del colon, e via dicendo.
La Lega è il principale partner dell’Istituto regionale di salute pubblica nella celebrazione delle più importanti giornate dedicate alla salute pubblica: la giornata del cuore, degli anziani, della salute, ecc. Nel corso di questo mese ormai agli sgoccioli, è stato organizzato un ciclo di conferenze nell’Aula consiliare in Corso. Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro dedicato alla deglutizione e alla riabilitazione del processo deglutitorio nei pazienti che, a causa di tumori della testa e del collo, hanno dovuto subire l’asportazione di parti della laringe. La prima conferenza era invece dedicata al concetto di Movember e alla salute mentale. La prossima sarà dedicata ai diritti dei pazienti oncologici e al ruolo del medico di famiglia.
I club che operano in seno alla Lega
Ribić ci ha parlato dei vari club che operano all’interno della Lega: il club dei pazienti trattati per leucemia e linfoma, il club dei laringectomizzati e il club dedicato ai problemi ginecologici, come il tumore dell’utero. Tutti questi club sono composti da volontari: persone che hanno superato la malattia o che hanno da poco ricevuto la diagnosi. Chi è interessato può venire e trovare in un unico luogo tutte le informazioni che gli servono riguardo al trattamento, alla vita dopo le terapie, e tanto altro. Si tratta di patologie oncologiche che oggi si possono curare e che non rappresentano più – come un tempo – una condanna a morte. Oggi vengono considerate malattie croniche: esiste la remissione, cioè un periodo senza malattia in cui si può vivere pienamente.
Ribić è la presidente del club dei linfomi, e sono passati 32 anni dalla sua diagnosi. “Purtroppo quest’anno ho ricevuto anche la diagnosi di tumore al seno, e ora sono in trattamento”, ci ha detto. L’operazione è già stata eseguita e ora sta affrontando la radioterapia.
Tornando al tema, ha spiegato che il sostegno offerto ai pazienti che diventano membri del club va dall’aiuto psicologico alla consulenza nutrizionale, poiché l’alimentazione è fondamentale. Si tratta di situazioni in cui le persone hanno molte domande e spesso, nel breve tempo della visita medica, non è possibile porle tutte. Qui, invece, si crea una vera comunità, un luogo sicuro, protetto e accogliente, dove si possono ottenere risposte con calma.
Secondo Ribić, l’aspetto più importante è la possibilità per i pazienti di scambiarsi esperienze e di parlare della propria malattia, scoprendo che ci sono altre persone che ce l’hanno fatta. “Come me”, ha spiegato, pur consapevole della nuova sfida che sta affrontando ora, che sta accogliendo però con grande filosofia. Tanto di cappello!
Il club dei laringectomizzati si riunisce nei locali del Centro clinico-ospedaliero di Fiume e gli altri due club negli spazi della Lega contro il cancro e sono anch’essi composti da volontari e ricevono il supporto di medici. “Per noi è molto importante poter parlare con un medico specialista – ha rilevato Ribić –. A volte basta sentire una parola incoraggiante per ritrovare la speranza. Non è tutto perduto: bisogna combattere, essere positivi e non arrendersi”. Ci ha spiegato che non tutti desiderano conoscere nel dettaglio la propria malattia e spesso fuggono dall’argomento. Oggi, però, c’è una maggiore consapevolezza e molti tumori sono diventati malattie croniche.
Per quanto riguarda il sostegno finanziario, la Lega dispone di un locale della Città di Fiume; le spese vengono coperte tramite donazioni e attraverso i fondi della Città e della Regione litoraneo-montana. Le entrate vengono utilizzate principalmente per coprire le spese e per il materiale promozionale, oltre che per varie attività e progetti. La collaborazione con l’Istituto regionale di salute pubblica, con il CCO di Fiume e con altri club simili in Croazia, è molto stretta e permette di scambiare esperienze e migliorare le attività.
I tre obiettivi principali
La presidente della Lega, Ira Pavlović-Ružić, oncologa in pensione, è figlia del fondatore della Lega contro il cancro di Fiume nel 1966, il dottor Predrag Pavlović. Di fatto, è legata alla Lega da tutta la vita e, oggi, nonostante sia in pensione da un anno, continua a collaborarvi come volontaria.
Ci ha illustrato gli obiettivi fondamentali della Lega ovvero insegnare alle persone come prendersi cura della propria salute e smantellare lo stigma del cancro, che viene percepito come qualcosa di terribile, mentre col tempo è diventato una patologia cronica facilmente controllabile e, se scoperta in tempo, spesso curabile – come, ad esempio, il carcinoma della prostata.
Certo, non tutti i tumori sono curabili, ma nei pazienti ci sono molti miglioramenti. Tuttavia, se da un lato ci sono progressi medici enormi, dall’altro viviamo in un mondo sempre più inquinato, stressato e con un’alimentazione peggiore che in passato. Esistono oggi tumori primari rari, come quelli dei dotti biliari o del pancreas. Il carcinoma della prostata esisteva anche in passato, ma era tipico degli uomini anziani; oggi è più frequente nei giovani, e quanto più giovane è il paziente, tanto più aggressivo è il tumore.
Ogni anno si registrano 2.800 casi di tumore alla prostata e 3.500 di tumore al colon retto. Numeri importanti, che influenzano fortemente la qualità di vita. Esiste un programma nazionale di prevenzione, ma molte persone non vi aderiscono: vengono invitate allo screening, ad esempio per la ricerca del sangue occulto nelle feci, ma poi non si presentano. Eppure, il programma di prevenzione, messo a punto dallo Stato, è valido dal suo punto di vista.
“Il mese di novembre, nel contesto della Lega contro il cancro della nostra regione – ha precisato Pavlović-Ružić – viene celebrato da una ventina d’anni. All’inizio le attività erano concentrate in città. Durante novembre organizziamo molte conferenze e iniziative per insegnare alle persone cos’è il cancro e per avvicinare, a chi ha superato la malattia, ma anche ai sani, le difficoltà del periodo post-terapeutico, quando si cerca di recuperare la qualità di vita. Ogni anno organizziamo almeno 4-5 conferenze e attività, coinvolgendo la Città, la Regione e l’Istituto di salute pubblica. Ciò che ci rende particolarmente felici è che le scuole stanno tornando a partecipare. Un tempo era così, poi tutto si era fermato, e ora si riprende. È un’ottima notizia”.
La nostra interlocutrice ci ha detto che questo è molto importante: “Oggi pensiamo che i giovani abbiano tutte le informazioni grazie a Internet, ma in realtà non è così: spesso le informazioni non sono corrette o non sono quelle che servono davvero”.
“Di recente si è tenuta una conferenza sulla deglutizione che, per chi non vive questo problema, può sembrare una cosa banale, ma è invece un tema molto serio con cause diverse. Per questo è stata invitata una specialista in otorinolaringoiatria che si occupa di deglutizione, insieme a una logopedista, perché non tutti sanno che anche i logopedisti lavorano sulla riabilitazione della deglutizione. Da quanto abbiamo capito, la Lega non solo promuove iniziative, ma mette anche in relazione professionisti e pazienti, creando una sinergia fondamentale tra la volontà di fare del bene e la necessità di salvare la propria vita”.
Ci ha poi parlato del problema dei medici di base: “Tra qualche giorno terremo una conferenza dedicata ai medici di base, che devono sapere come trattare i pazienti oncologici e quali possibilità hanno. Oggi i medici di base sono sovraccarichi: ce ne sono sempre meno, mentre aumentano le lamentele su mancanza di interesse o empatia. È chiaro che più pazienti si hanno, meno tempo si può dedicare a ognuno. Una giornata ha 24 ore, e in un mondo sano bisognerebbe lavorare 8 ore, dormire 8 ore e dedicare 8 ore a sé stessi. Ma molti medici oggi fanno solo due cose: lavorano e dormono. È impossibile rimanere equilibrati”, ha affermato Pavlović-Ružić.
“Abbiamo quindi voluto discutere di ciò che si può migliorare in questo contesto: cosa può fare un medico di famiglia, quali aggiustamenti sono possibili e come migliorare la situazione. Una specialista dell’Ufficio per la riabilitazione e l’assistenza domiciliare spiegherà anche come funziona l’approvazione e l’erogazione dell’assistenza domiciliare e della riabilitazione dopo l’intervento chirurgico. La Lega non parla solo dei vari tipi di tumore, ma cerca anche di identificare i problemi e unire le persone in gruppi di conversazione informale, guidati da personale esperto affinché non si creino fraintendimenti. Credetemi, può succedere. Ci sono persone che hanno perso un familiare a causa del tumore e che hanno una percezione completamente distorta della malattia, dei rischi e delle conseguenze, e questo può portarle nel panico, spesso senza motivo. È necessario avere molta empatia, saper ascoltare e dare i consigli giusti in modo cortese e attento”.
La Lega contro il cancro è un’organizzazione non-profit che vive delle quote dei membri, delle donazioni e dei progetti europei destinati alla comunità locale. “Quello di cui abbiamo bisogno sono giovani volontari, che ci aiutino in vari modi: dedicando un’ora o due alle nostre attività, gestendo i social, YouTube… siamo già su Facebook, ma perché non essere anche su Instagram o TikTok? È chiaro che Facebook è ormai usato soprattutto dalle generazioni più adulte, mentre i giovani si sono spostati altrove. Alle nostre conferenze partecipano soprattutto persone più grandi; tra i giovani arrivano soprattutto gli studenti di medicina, per i quali queste attività rappresentano un’estensione naturale della loro futura professione. Il cancro è un problema di tutti: non accade ‘agli altri’, accade a tutti noi.
Secondo le statistiche, una persona su due svilupperà una forma di tumore nella propria vita. Niente è più importante della nostra salute. Non dobbiamo aspettare la pensione per iniziare a riflettere sul cancro: da giovani, soprattutto quando si costruisce il proprio futuro, è fondamentale prendersi cura di sé. Esistono pratiche preventive che si possono adottare sin da subito”.
L’operato di Predrag Pavlović
Infine, la dottoressa ci ha raccontato che suo padre, il dottor Predrag Pavlović, nel novembre del 1966, fondò la Lega nazionale contro il cancro insieme all’accademico Ivo Padovan, con cui si trovava negli Stati Uniti, da dove nacque l’idea. Anche se si ricorda sempre Padovan, suo padre era con lui per tutto il tempo, anche a Zagabria, dove la Lega fu fondata il 5 novembre 1966. Fu lui a preparare le basi a Fiume, dove già a gennaio 1967 si tenne la prima iniziativa, e a giugno dello stesso anno la Lega fu ufficialmente fondata: esiste ancora oggi.
Ci ha mostrato anche un dépliant dell’epoca, redatto anche da suo padre, che elenca 7 sintomi o motivi per cui era consigliabile rivolgersi immediatamente al proprio medico di famiglia. Un vero reperto storico che abbiamo avuto l’onore di tenere tra le mani.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































