In funzione entrambe le rotatorie a Valscurigne

Sono percorribili da ieri tutte e due le intersezioni in una delle zone più trafficate del capoluogo quarnerino. Dopo diversi mesi di lavori la circolazione è ora molto più fluida

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In funzione entrambe le rotatorie a Valscurigne
Da ieri è fruibile anche la seconda rotatoria, collegata direttamente a via Osijek. Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Dopo mesi di lavori, sono percorribili da ieri entrambe le rotatorie in zona Valscurigne. Qui si collegano all’A7 la statale DC403 e via Osjek, due delle strade più trafficate di Fiume, sul cui percorso sorgono numerosi centri commerciali. La ristrutturazione dell’incrocio esistente, completamente modificato, è costata 2,4 milioni di euro, finanziata da Hrvatske ceste (HC). L’opera comprende la costruzione di due rotatorie a tre bracci, con le relative corsie di accesso e corsie per le svolte dirette a destra, nonché la sistemazione del sistema di drenaggio delle acque meteoriche, muri di sostegno e protezioni. Sono state riposizionate, inoltre, le infrastrutture comunali esistenti, inclusa la ricostruzione dell’illuminazione pubblica.

La conclusione delle operazioni era prevista intorno alla metà di maggio, negli ultimi giorni della campagna per le amministrative, ma all’impresa che esegue i lavori, la CPK di Capodistria, sono stati concessi altri due mesi. Il progetto di ricostruzione dell’incrocio è stato realizzato dalla fiumana Rijekaprojekt. In questi ultimi giorni si è operato all’incrocio verso via Osijek con la posa dell’ultimo strato d’asfalto e la segnaletica orizzontale. Ci sono ancora dei lavori di rifinitura che non condizioneranno, però, la circolazione.
La costruzione delle due rotatorie si è resa necessaria in primo luogo per le esigenze future legate all’apertura del terminal container in Molo Zagabria. A metà settembre è previsto l’inizio delle attività nel nuovo scalo, progettato per manipolare fino a 650mila container all’anno. Quello esistente, in Brajdica, arriva a circa 400mila TEU. Considerando il fatto che la ferrovia esistente, a binario unico e in condizioni tutt’altro che rassicuranti, non potrà smaltire i container in arrivo nel porto fiumano, le alternative sono due. La prima è lo smistamento via mare, con il servizio feeder, verso altri porti dell’Alto Adriatico, l’altra il trasporto su gomma. Quindi, dal terminal molti container raggiungeranno l’entroterra a bordo dei tir che, senza una rete stradale adeguata, creerebbero ulteriore caos lì dove c’è già, anche senza il traffico pesante. Con la costruzione della DC403, tra il terminal e lo svincolo di Valscurigne, i tir potranno raggiungere l’autostrada A7 per proseguire sia verso Zagabria che verso la Slovenia, senza intralciare il traffico cittadino. Prima dell’entrata in funzione del terminal, inoltre, avremo modo di goderci qualche mese di comfort temporaneo, una strada superveloce con cui arrivare da Mlaka a Valscurigne in una manciata di minuti, senza semafori.
Solo dopo l’arrivo delle prime portacontainer avremo modo di capire se e quanto il nuovo scalo condizionerà la qualità di vita in termini di traffico cittadino.
L’azienda delle autostrade croate (HAC) ha provveduto al completamento dello svincolo di Orehovica, con uscite ed entrate da tutte le direzioni, mentre rimane da realizzare un’ultima grande opera sulla tangenziale. Entro la fine dell’anno dovrebbe essere pronto il progetto dello svincolo di Cosala, in attesa della stesura dello studio sull’impatto ambientale.

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