«Il trend risulta incoraggiante, nonostante gli alti numeri»

I contagi sono tanti, a differenza dei ricoveri, in leggero calo. Vladimir Mićović commenta il bilancio complessivo della pandemia in Regione, al quale si sono aggiunte altre 6 vittime

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«Il trend risulta incoraggiante, nonostante gli alti numeri»

Continua a salire nella nostra Regione, come avviene nel resto del mondo, il numero di casi attivi di Covid. Vladimir Mićović, direttore dell’Istituto regionale di salute pubblica, ieri ha tirato le somme e analizzato l’andamento della pandemia, con particolare riferimento alla realtà locale che, conti alla mano, può renderci un po’ più fiduciosi rispetto a quanto possano esserlo nel resto del Paese. I contagiati in Regione nelle ultime 24 ore erano complessivamente 8.457: “Non abbiamo ancora raggiunto il picco di questa quinta ondata causata dalla variante Omicron, che si rivela particolarmente contagiosa – ha detto –. Ciò che desidero sottolineare è che, comunque, queste cifre non si riflettono sul numero dei ricoveri. In questo momento, rispetto al giorno precedente, nelle strutture ospedaliere abbiamo dieci pazienti Covid in meno, quattro in terapia intensiva attaccati al respiratore. Ci sono stati sei decessi (cinque residenti nella Regione litoraneo-montana e una proveniente da quella della Lika e di Segna, nda), ma si tratta di persone in età avanzata con comorbilità. È ancora presente la variante Delta che ha mietuto molte vittime, mentre c’è il sopravvento di quella Omicron che è pericolosa per i non vaccinati. La prudenza è d’obbligo”.

 

Per quanto concerne la percentuale di vaccinati nella popolazione, la più alta in Croazia, che la facilità d’accesso ai test, molecolari e antigenici, la nostra Regione può essere d’esempio agli altri? “La campagna vaccinale sta procedendo e la scorsa settimana, rispetto a quella precedente, vi è stato un aumento del 50 per cento. Giovedì nel Palasport di Zamet sono state inoculate più di 1.000 dosi. Abbiamo aumentato le nostre capacità anche nella sede dell’istituto di via Krešimir. Pertanto, invito tutti, soprattutto gli over 50, a venire a vaccinarsi o a sottoporsi alla dose di richiamo. Le strutture sono sicure e accessibili a tutti, ma chi non è in grado di venire da solo, potrà essere vaccinato anche a domicilio. Basta rivolgersi al nostro call center”. Dai circa 5.000 vaccinati della prima settimana dell’anno, si è giunti agli 8.800 di quella successiva, un trend incoraggiante: “Stiamo parlando soltanto dei vaccinati a Zamet. Siamo convinti che se il trend dovesse proseguire, avremo una situazione migliore affrontando l’inevitabile diffondersi del virus nella nuova variante”, ha aggiunto Mićović.

Continuano le lunghe code per il drive-in

Gli esiti dei test pronti in giornata

Il virus, anche se più debole in questa variante, si sta diffondendo rapidamente. Si sta prendendo in considerazione l’ipotesi di ritornare alla didattica a distanza nelle scuole? Mićović ha precisato: “Non è questo il nostro obiettivo. Si tratta sì di una parte vulnerabile della popolazione, meno vaccinata rispetto ad altre. Gli adolescenti, in una certa misura, si sono vaccinati, ma ci sono ancora i più piccoli che non hanno assunto il siero. Anche se infetti, i tempi della quarantena si sono ridotti a sette giorni, dopo di che possono tornare a scuola. Crediamo di non dovere procedere con le lezioni online. Ci saranno dei focolai, è scontato, anche tra gli insegnanti e tutti coloro che non sono vaccinati”.

In via Krešimir ieri mattina c’era la solita lunga fila di automobili che, abbiamo constatato, si è esaurita in tempi brevi. “Non si aspetta a lungo e i punti che abbiamo messo a disposizione per i test sono sufficienti. I risultati sono pronti in giornata. Attraverso il drive in – ha spiegato il direttore dell’Istituto –, passano anche mille persone al giorno e, se c’è bisogno, viene prolungato l’orario di prelievo dei tamponi”.

I nuovi infetti ieri erano 680 su 2.600 test con un’incidenza pari al 26 p.c., complessivamente 107 i ricoverati, 5 al respiratore. I contagi aumentano, ma meno rispetto alle settimane precedenti. Sono assicurati 25 punti per i test come indicato dalla Task force nazionale per i dipendenti pubblici che vi accedono in orari precisi. A Fiume ci sono cinque strutture in cui vengono effettuati i tamponi per i test rapidi. Siccome la percentuale dei vaccinati è superiore alla media nazionale, è inversamente proporzionale la pressione nei centri dove si effettuano i test. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito dell’Istituto regionale di salute pubblica. A disposizione ci sono al momento 90mila set per i test e in caso di necessità ne giungeranno altri. Rimane operativo pure il Centro informazioni telefonico in seno al CCO di Fiume, a disposizione dalle ore 8 alle 16 (tra lunedì e venerdì) e dalle 10 alle 14 il sabato, la domenica e nei giorni festivi. I numeri di riferimento sono: 091/1658-197 e 091/1658-293.

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