Il telefonino tra le prime cause di incidenti gravi

Ieri, 21 ottobre, Giornata nazionale della sicurezza nel traffico stradale

L’evento si è tenuto a livello nazionale. Fiume lo ha celebrato con azioni in Corso

“Evidentemente, ci sono tanti automobilisti che continuano a non rendersi conto che usando il cellulare durante la guida non possono avere la concentrazione per reagire tempestivamente. Molti incidenti legati all’uso del telefonino hanno conseguenze gravi”. A ribadirlo costantemente, Boris Skeledžić, responsabile del Settore per la sicurezza nel traffico stradale della Questura litoraneo-montana. Ieri, in tutta la Croazia, e così pure a Fiume e Pola, è stata celebrata la Giornata della sicurezza in strada, un’iniziativa che ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione sulla necessità di cambiare certe abitudini. I cellulari occupano una delle prime posizioni tra le cause di incidenti, anche con cause gravi. Ogni quarto sinistro avvenuto in Regione è stato provocato da conducenti che parlavano al telefonino o che smanettavano sullo schermo del proprio smartphone. Oltre a poter ricevere informazioni allo stand allestito in Corso dalla Polstrada, l’azione si è svolta anche lungo le viabili del centro cittadino, dove pattuglie della Polizia fermavano i conducenti beccati con il cellulare in mano. “Personalmente, uso il viva voce – ci ha rivelato Skeledžić, anch’egli presente in Corso –, ma vi garantisco che anche senza avere le mani occupate, è facile perdere la concentrazione quando si guida chiacchierando”. L’iniziativa, per quanto riguarda la giornata di ieri, non ha avuto come scopo punire, bensì sensibilizzare e ammonire gli automobilisti in violazione del Codice stradale. Tra questi, una signora è stata invitata ad accostarsi mentre parlava tranquillamente al telefono, tenendo l’apparecchio nella mano destra. In quella sinistra, invece, abbiamo notato una sigaretta accesa.

Boris Skeledžić

Il 2020 sulle strade della Regione litoraneo-montana è stato particolare, con le statistiche condizionate dal coronavirus e dal lockdown, che per due mesi ha ridotto drasticamente il numero di veicoli in circolazione. Gli incidenti sono calati del 20 p.c. circa, scesi dai 2.500 di un anno fa ai 2.100 registrati quest’anno. Il numero delle vittime, però, è superiore rispetto allo stesso periodo del 2019. Hanno perso la vita 19 persone in rapporto alle 15 dell’anno scorso. Il mese di agosto è stato uno dei peggiori con otto vittime in sei incidenti. “Nonostante le nostre costanti raccomandazioni, tra le vittime ci sono molti motociclisti, una delle categorie più a rischio. “Purtroppo – ha aggiunto Skeledžić –, il calo del numero di incidenti non ha un riscontro positivo su quello delle vittime e dei feriti gravi, aumentati a loro volta dell’8 p.c.”.

C’è parecchio lavoro per gli agenti della Polstrada

Un altro problema in crescita è rappresentato dai monopattini elettrici, sempre più accessibili e vero e proprio boom in tutto il mondo. Raggiungono e superano i 40 chilometri orari e percorrono le aree pedonali e, spesso, anche le viabili cittadine. Finora non sono stati protagonisti di incidenti più gravi, ma potrebbe essere soltanto questione di tempo quando succederà. Nel Codice stradale la voce monopattino elettrico non esiste e come tale la circolazione di questo veicolo a motore non è in alcun modo regolamentata. Abbiamo chiesto a Skeledžić se si stia facendo qualcosa in questo senso, visto che coloro che viaggiano in monopattino a certe velocità rappresentano un serio pericolo per i pedoni, ma anche per sé stessi: “Il monopattino elettrico non è ancora stato inserito in alcun modo nella nostra legislazione. In seno al Ministero è stato istituito un gruppo di lavoro che dovrebbe trovare il modo per far contemplare anche questa voce nel Codice stradale. Si dovrà stabilire dove potranno circolare questi tipi di veicoli e quali condizioni dovranno soddisfare coloro che li guidano”.

Facebook Commenti