Il restauro del «Galeb» in ritardo: la sindaca Rinčić punta al 2026

In gioco i fondi europei e il futuro del celebre ex yacht di Tito. La prima cittadina «Fermarsi ora sarebbe un errore, ma servono risorse aggiuntive»

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Il restauro del «Galeb» in ritardo: la sindaca Rinčić punta al 2026
Foto Goran Žiković

La Città di Fiume avrebbe dovuto completare entro il 31 ottobre di quest’anno il progetto di restauro e riqualificazione del “Galeb”, la storica nave destinata a diventare un museo galleggiante e uno spazio espositivo a vocazione turistica. L’obiettivo, però, non è stato raggiunto. La sindaca di Fiume, Iva Rinčić, ha confermato che è stato chiesto un nuovo prolungamento dei termini, dopo che finora sul progetto sono stati investiti oltre 15 milioni di euro.

Il nodo principale riguarda l’approvazione da parte dell’Agenzia centrale per il finanziamento dei programmi europei (Safu). “Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto l’autorizzazione formale al prolungamento”, ha spiegato la sindaca. Tuttavia, durante un incontro tenutosi il 15 ottobre scorso a Zagabria tra rappresentanti della Città, del Ministero dello Sviluppo regionale e della stessa Safu, si è discusso apertamente della possibilità di estendere la scadenza fino al 31 dicembre 2026. La richiesta ufficiale è stata presentata il 21 ottobre.

“Alla luce dei colloqui avuti, ci aspettiamo un esito positivo”, ha dichiarato Rinčić al Novi List. Se il termine verrà prorogato, i prossimi passaggi comprenderanno il completamento degli interni, i collaudi finali con il Registro navale croato e l’ottenimento dei certificati necessari alla messa in funzione. Sarà inoltre bandita una gara per la gestione delle aree destinate alla ristorazione e all’ospitalità, oltre al raggiungimento degli indicatori occupazionali previsti dal progetto.

Un ulteriore punto aperto riguarda i rapporti con il cantiere Dalmont, responsabile degli interventi strutturali sulla nave. “Dobbiamo definire chiaramente i modelli di gestione futura del ‘Galeb’. Se sarà il Museo della Città di Fiume ad occuparsene o se si sceglierà un altro modello, è una decisione da prendere in accordo con il Ministero della Cultura”, ha aggiunto la sindaca.

Rinčić ha ricordato che, contrariamente all’idea diffusa, la parte finanziata con fondi europei rappresenta solo una quota. “Entro la conclusione del progetto, circa l’80% dei costi sarà coperto da risorse pubbliche della Città. I costi sono elevati e non è escluso chiedere un sostegno aggiuntivo allo Stato”.

Sul fronte dei contenuti, è stato confermato che il museo è in fase avanzata di progettazione. Tuttavia, non sarà mantenuta l’idea originaria di un ostello a bordo. “L’esperienza post-pandemia ha ridotto l’attrattiva dei dormitori condivisi. Dovremo individuare una nuova destinazione commerciale per quell’area”, ha spiegato.

La sindaca assicura che l’Amministrazione non intende abbandonare il progetto: “È fondamentale portarlo a termine. Sarebbe inaccettabile dover restituire i fondi e lasciare incompiuto un intervento così importante per Fiume e per il Paese”. Rinčić ha concluso dicendo di voler mantenere un confronto costante con il Consiglio cittadino, dove la discussione sul “Galeb” è tornata centrale nelle ultime settimane.

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