«Il ponte di Veglia ostaggio della campagna elettorale»

l PGS è convinto che il governo abolirà il pedaggio a ridosso delle elezioni parlamentari in programma il prossimo

I caselli del ponte di Veglia: l’abolizione del pedaggio torna d’attualità. Foto: Željko Jerneić

Prosegue anche nel 2020 la battaglia dell’Alleanza litoraneo-montana (PGS) a favore dell’abolizione del pedaggio per il ponte di Veglia. Una campagna lanciata dal partito regionalista due anni fa, ma che ad oggi dal governo croato ha visto giungere sempre un secco “no”, pertanto quello che collega l’isola di Veglia alla terraferma rimane l’unico ponte soggetto a pagamento del Paese, malgrado i costi di costruzione siano stati ammortizzati nell’ormai lontano 1990, esattamente 30 anni fa.

Nikola Ivaniš, Darijo Vasilić e Franjo Butorac. Foto: Goran Žiković

“È il chiaro segno di un trattamento discriminatorio nei confronti dei cittadini della nostra Regione – avverte il presidente del partito, nonché sindaco di Veglia, Darijo Vasilić –. Nel 2018 avevamo sollevato la questione sulla costituzionalità del pedaggio presso la Corte costituzionale, che però ha respinto la nostra richiesta. Successivamente, nel giugno del 2019 avevamo presentato la domanda sulla legittimità all’Alta Corte amministrativa, ma ad oggi il tribunale non si è ancora espresso in merito, ed è assurdo che ci metta così tanto perché si tratta di una questione molto delicata. Questo è un palese esempio di come il sistema giudiziario croato ignori un’intera Regione e di conseguenza gli interessi dei suoi cittadini. Per tutto questo tempo ci stiamo inoltre confrontando con il ministro Oleg Butković, il quale in un primo momento aveva fatto intendere che l’eliminazione del pedaggio fosse ormai a un passo, ma alla fine ci troviamo nuovamente al punto di partenza”.
Tuttavia, l’abolizione potrebbe essere stata soltanto rimandata di qualche mese.
Questione di tempo?
“Il pedaggio verrà eliminato nel momento in cui tornerà utile all’HDZ in vista delle prossime elezioni – spiega il segretario Franjo Butorac –. A settembre ci saranno quelle parlamentari, mentre il prossimo anno quelle amministrative, perciò è chiaro che è soltanto una questione di tempo. Al di là del pedaggio in sé, questa problematica mette in evidenza un altro aspetto molto importante, quello della fiducia nella giustizia. È compito dello Stato crearla, ma voltando le spalle ai cittadini, come in questo caso, genera l’effetto contrario. E poi ci si chiede come mai le persone non credano nella giustizia…”.
Spazio, infine, al progetto Fiume Capitale europea della Cultura, con i riflettori di tutt’Europa (e non solo) pronti ad accendersi sul Quarnero. Una preziosa opportunità di promozione che la città, come sottolineato dal presidente onorario del PGS Nikola Ivaniš, dovrà avere la lungimiranza di sfruttare al massimo e nel migliore dei modi.
Volano per lo sviluppo
“L’anno scorso ho avuto modo di visitare le Capitali della Cultura 2019 Matera e Plovdiv (Bulgaria), dove ho potuto convincermi di come il progetto CEC rappresenti un forte volano, in quanto offre alla città che porta questo titolo la possibilità di aprire nuove pagine di sviluppo. Basti pensare che l’anno scorso un migliaio di materani che vivevano all’estero si sono trasferiti nella loro città natale proprio grazie ai processi di sviluppo stimolati dall’iniziativa. L’interesse nei nostri confronti è altissimo e i 602 appuntamenti di vario genere in agenda sono la garanzia di un evento che verrà ricordato per i suoi contenuti culturali all’avanguardia, come ad esempio la straordinaria première del musical Evita di ieri sera (mercoledì, nda)”, ha concluso il vicesindaco di Fiume.

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