Dal 1938 non ci sono stati lavori di ristrutturazione di una certa portata al Palazzo del Governo. Dal 1896, quando venne costruito, sono cambiate tante cose. Sono cambiati i regimi e le esigenze. Quelle tecniche si fanno sentire anche a distanza di 129 anni. Si volta pagina. Ieri abbiamo avuto modo di prendere parte alla cerimonia della firma del contratto per l’esecuzione dei lavori per il rinnovamento energetico dell’edifico e della messa in sicurezza, antincendio e antisismica. Inoltre, abbiamo potuto visitare gli spazi desolatamente vuoti da cui sono stati provvisoriamente trasferiti oltre 70mila oggetti in esposizione. In poche parole, è stata l’ultima visita al Palazzo del Governo come lo conosciamo oggi, uno dei simboli della città che tornerà accessibile al pubblio dopo il 15 settembre del 2027.
Fino a quella data, uno degli edifici più rappresentativi della città dovrebbe essere dotato di un sistema di riscaldamento e raffreddamento efficiente, assieme a quello di aerazione di tutti i 6.000 metri quadrati, ma anche di certificazioni antincendio e antisismici. Il complesso, inoltre, disporrà di tutti gli elementi per venire incontro alle esigenze delle persone con disabilità, a partire da un ascensore tra il primo e il secondo livello della struttura.
I firmatari
Il contratto è stato firmato da Tamara Mataija, coordinatrice del progetto e direttrice del Museo di Marineria e Storia del Litorale croato, da Robert Matić, vicepresidente della Regione litoraneo-montana, Nejc Hrasnik, direttore dell’impresa slovena “VG5” e Davor Plenković della “Eko-plan”, che ha stilato il progetto e che si occuperà della supervisione della sua realizzazione. Presente, come rappresentante del Ministero della Cultura e dei Media, Lilian Stošić, a capo del Dipartimento fiumano per la conservazione e il restauro dei beni storico-culturali.
Più che il passato del palazzo, con momenti più e meno gloriosi, si guarda al futuro. Ai rappresentanti dei media locali, ieri è stato presentato il progetto originale, con tutti gli elementi che possiamo apprezzare oggi. Tamara Mataija ha raccontato la storia travagliata e i contesti storici in cui l’edificio ha conosciuto i suoi momenti sfarzosi e di decadenza.
Nataša Turina dell’Agenzia regionale per l’energia “Kvarner”, ha salutato i presenti in qualità di membro del team che ha raccolto la documentazione che ha avuto come risultato la firma di un contratto del valore complessivo di 8,2 milioni di euro. Si procederà per fasi. Il contratto firmato ieri si riferisce a 7,3 milioni circa, di cui 3,3 erogati dai fondi dell’Unione europea e i 4 residui dal Bilancio regionale. Le rimanenti attività, escluse dal contratto, riguardano una serie di operazioni preliminari e collaterali. Tra le altre cose, è necessario precisare che ci sono state delle spese non irrilevanti per trasferire in luoghi sicuri gli oltre 70mila oggetti dell’esposizione permanente del Museo. Inoltre, è stato necessario predisporre le modalità per svolgere le attività ordinarie, dislocate in varie sedi.
Gli interventi previsti assicureranno un sistema efficiente per il riscaldamento e per il raffreddamento, un’aerazione continua degli spazi, il tutto sfruttando al massimo le fonti rinnovabili, con i pannelli che assicureranno l’acqua calda per uso interno e quelli fotovoltaici per alimentare l’intero edificio, con l’utilizzo di pompe di calore.

Foto: GORAN ŽIKOVIĆ
Sistema obsoleto
Il risparmio energetico si calcola intorno al 70 per cento, mentre l’emissione di gas serra dovrebbe ridursi dell’80 per cento. Il sistema esistente, obsoleto, verrà interamente sostituito.
Lilian Stošić si è rivolta ai presenti con poche, ma chiare, parole: “L’edificio è uno dei simboli della città e merita grande attenzione. Spero venga trattato come tale durante i lavori di ristrutturazione. Fate molta attenzione e rispettate meticolosamente il progetto”.
Robert Matić ha sottolineato il fatto che gran parte del lavoro di preparazione è stato svolto in precedenza dall’ex presidente della Regione, Zlatko Komadina e dai suoi collaboratori, un’eredità che le nuove strutture al potere accolgono di buon grado: “Siamo felici di poter contribuire con 4 milioni di euro alla realizzazione di questo progetto, il quale è volto a valorizzare un edificio di cui riconosciamo l’importanza”.
L’“ondata” di interesse per i beni culturali e storici di Fiume sta… investendo anche l’Archivio storico e la Biblioteca universitaria, i quali saranno pure sottoposti a interventi di rinnovamento energetico.

Foto: GORAN ŽIKOVIĆ
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