Il modellismo navale premia Roland Vlahović

Alla «Kuća brodova» inaugurata la 16ª mostra di valutazione «Rijeka 2026»: in esposizione 25 modelli in concorso e due prototipi fuori gara dedicati ai «droni del XIX secolo»

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Il modellismo navale premia Roland Vlahović
Il modellino della “Pegasus” che ha vinto il primo posto

La cerimonia ufficiale di apertura della 16ª Mostra di Valutazione dei Modelli Navali “Rijeka 2026” e la proclamazione dei vincitori del 31° Concorso Nazionale di Modellismo Navale si sono tenute nella mattinata di ieri, lunedì 8 giugno, presso lo spazio educativo ed espositivo “Kuća brodova” situato in via Strossmayer. L’iniziativa è stata organizzata e promossa dalla Federazione Croata dei Modellisti Navali con il preciso obiettivo di esporre, catalogare e valutare le migliori opere della produzione modellistica nazionale. La giornata di domenica 7 giugno è stata interamente dedicata ai lavori interni del comitato di valutazione tecnico, che ha esaminato i manufatti giunti in sede sulla base dei rigorosi regolamenti internazionali NAVIGA. Nella giornata di ieri, invece, nella fascia oraria compresa tra le ore 11.00 e le ore 13.00, ha avuto luogo l’apertura formale della rassegna al pubblico, coincisa con la consegna dei riconoscimenti e delle medaglie ufficiali ai partecipanti.

Luciano Keber con u suoi manufatti

Il titolo di vincitore assoluto del concorso nazionale è stato assegnato a Roland Vlahović per il modello dettagliato dell’imbarcazione denominata “Pegasus”. Vlahović ha partecipato alla competizione corrente presentando un totale di otto modelli navali, ottenendo il riconoscimento della giuria per ciascuna delle opere iscritte e conseguendo così otto medaglie complessive, ripartite specificamente in cinque medaglie d’oro, due d’argento e una di bronzo. Interpellato in merito ai dettagli tecnici e logistici di questa edizione, il segretario della Federazione croata dei modellisti navali, Ognjen Andrić, ha dichiarato che le attività organizzative si sono svolte regolarmente e senza variazioni rispetto al cronoprogramma stabilito. Sotto il profilo prettamente competitivo, Andrić ha evidenziato una forte concorrenza che ha reso particolarmente difficile la selezione e la valutazione dei modelli migliori, sottolineando che l’edizione attuale vede l’inserimento di nuovi partecipanti, inclusi tre concorrenti appartenenti alla categoria juniores. I dati statistici ufficiali indicano la partecipazione complessiva di 12 autori per un totale di 25 modelli inseriti nelle categorie competitive, ai quali si sommano due riproduzioni esposte fuori concorso.
I due modelli non inseriti nelle griglie di valutazione generali sono stati realizzati da Luciano Keber, noto ricercatore storico del patrimonio marittimo e, per questo appuntamento, capo giudice all’interno della commissione che valutava i lavori. I due manufatti in questione sono stati inclusi in una sezione tematica speciale denominata “I droni del XIX secolo”. Riguardo alla scelta del percorso espositivo, lo stesso Luciano Keber ha dichiarato che la sezione è stata definita in questo modo in quanto i due prototipi rappresentano i primi esempi storici di vettori navali pilotati o governati a distanza. Si tratta nello specifico della riproduzione dell’imbarcazione radiocomandata brevettata da Nikola Tesla e del “Salvacoste” ideato da Giovanni Lupis. Per capire come funzionava, il ‘Salvacoste’ di Lupis (1860) era un barchino di legno con una carica esplosiva sulla prua, azionato da un potente meccanismo ad orologeria (motore a molla). Dato che all’epoca non esisteva la tecnologia per comandare le cose a distanza senza fili, l’inventore lo guidava da terra in modo semplice, usando due lunghe corde legate al timone: tirando la corda destra o sinistra decideva la traiettoria per dirigere il natante contro i vascelli nemici. Concepito specificamente per la difesa costiera, questo dispositivo rappresenta a pieno titolo il diretto precursore del moderno siluro.

Il vincitore Roland Vlahović con i rappresentanti dell’Associazione e delle istituzioni locali

Il “Telautomat_on” di Tesla (1898) ha invece eliminato del tutto i collegamenti fisici grazie all’impiego delle onde radio, una tecnologia rivoluzionaria per l’epoca. Tesla utilizzava una trasmittente a terra dotata di leve – considerabile il primo vero radiocomando della storia – per inviare impulsi invisibili attraverso l’aria. Il ricevitore a bordo dello scafo catturava questi segnali e azionava in modo automatico il motore, la direzione o le luci di bordo. Questo prototipo rappresenta a tutti gli effetti l’immediato antenato dei moderni sistemi wireless e dei droni a pilotaggio remoto.
La pianificazione, il finanziamento e la gestione complessiva della mostra sono stati supportati dai patrocini istituzionali della Comunità Croata della Cultura Tecnica, della Regione litoraneo-montana e della Città di Fiume. L’esposizione rimarrà aperta alla cittadinanza, ai gruppi scolastici e ai flussi turistici fino al prossimo 19 giugno 2026. L’orario di apertura è fissato quotidianamente dalle ore 10.00 alle ore 18.00 e l’accesso ai locali è completamente gratuito per tutti i visitatori interessati ad approfondire la storia navale.

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