Il cantiere «3. maj» verso l’autosostenibilità

Incontro tra il premier e il direttore dello stabilimento di Cantrida, Edi Kučan

La visita del premier allo stabilimento di Cantrida. Foto: Goran Žiković

Aria di sollievo e soddisfazione, quella respiratasi oggi, in occasione della visita del primo ministro Andrej Plenković allo stabilimento navalmeccanico fiumano “3. maj”, che ha preceduto la riunione di lavoro all’Ambasador di Abbazia. Affiancato dal ministro dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile, Tomislav Ćorić, dal ministro del Lavoro, del Sistema previdenziale, della Famiglia e delle Politiche sociali, Josip Aladrović e dal ministro del Mare, del Traffico e dell’Infrastruttura, Oleg Butković, il premier ha incontrato il direttore del cantiere, Edi Kučan. Considerato che, nel mentre la struttura produttiva di cui sopra versava in una grave crisi di insolvenza, il governo era intervenuto salvandola dal fallimento (sorte che, invece, non ha potuto evitare la sua consociata Uljanik), tra gli argomenti affrontati vi è stata anche la modalità di compensazione dei rimanenti crediti, la cui somma è pari a 104 milioni di kune. “Mi fa piacere essere in compagnia dei miei collaboratori in quanto sono coloro che erediteranno e gestiranno lo stabilimento. Ringrazio il premier e i ministri che ci hanno fatto visita che, in seguito ai momenti difficili che abbiamo vissuto, ci hanno dato la possibilità di andare avanti e costruire insieme altre navi. A tal proposito sono in atto delle trattative di costruzione di possibili impianti navali, il che significa che il “3. maj” è nuovamente riconoscibile sul mercato mondiale e ha una prospettiva”, ha dichiarato Edi Kučan, visibilmente compiaciuto, rilevando anche che “la costruzione della car carrier 514 sta procedendo bene. In relazione alla sua vendita lo Stato ha emanato un bando di concorso, al quale sono pervenute più di 13 offerte, per cui attendiamo una grande battaglia tra gli armatori e l’ottenimento di un prezzo favorevole, che ci permetterà di saldare regolarmente il credito inerente l’avvio della produzione e la conclusione della costruzione”. Kučan ha voluto inoltre sottolineare che, ad oggi, al cantiere sono impiegate 816 persone, di cui 42 in congedo per malattia di lunga durata, vi sono 288 subappaltatori dei quali più della metà lavorano secondo il sistema “chiavi in mano”.
Commesse
“È in fase di conclusione la costruzione dell’unità spagnola 723, quella della 514 e della 734 (polar cruiser). Inoltre, la riunione con i creditori è stata molto proficua. Abbiamo pensato a un sistema in cui essi sono suddivisi in quattro gruppi, in base all’importo da risarcire. Penso sia una buona soluzione, che spero venga sostenuta anche dai nostri subappaltatori”, ha rimarcato in conclusione il direttore del “3. maj”. Sulla scia di Kučan, Tomislav Ćorić ha ribadito che lo stabilimento di Cantrida in seguito alle difficoltà incontrate e un momento di disorientamento sul da farsi, ha dimostrato qual è la giusta direzione da perseguire specificando che “abbiamo deciso di intervenire nel momento in cui ci siamo resi conto che il prezzo offerto dal potenziale investitore dell’epoca non s’avvicinava in minima parte a quello necessario per chiudere il componente di costo e che il valore della struttura era stato oltremodo sottovalutato. Siamo convinti che il periodo a venire sarà orientato a raggiungere la fase in cui lo Stato non dovrà più assistere la struttura, ed è proprio ciò a cui puntiamo”.
Fiume e il cantiere sono indissolubilmente legati. Nel suo bacino galleggiante sono state costrui­te navi importanti e bellissime, per cui è sempre stato il vanto e l’orgoglio dei fiumani. Da ogni finestra e ogni balcone, sia dalle case a occidente che a oriente della città, si possono scorgere le maestose gru, che caratterizzano lo storico stabilimento che aprì i suoi battenti nel lontano 1905.

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