Il «blocco regionalista» propone Ana Trošelj

Al secondo tentativo di insediamento fissato per il 21 luglio, l’esponente del PGS sarà la controcandidata alla presidenza del Consiglio cittadino, ruolo che ha già ricoperto

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Il «blocco regionalista» propone Ana Trošelj
Srđan Srdoč, Tea Mičić Badurina, Ana Trošelj, Zdravko Ivanković. Foto: Goran Zikovic

Il 21 luglio ci saranno almeno due candidati per la carica di presidente del Consiglio cittadino di Fiume. Se l’organo si dovesse insediare, dopo il primo tentativo fallito, si costituirà un gruppo consiliare composto da tre partiti regionalisti. Ana Trošelj, del PGS, verrà proposta come candidata. Ha ricoperto l’incarico anche nello scorso mandato, ma in un altro contesto.

Zdravko Ivanković, Lista per Fiume, ha ribadito di voler aderire all’idea di allinearsi con gli altri partiti regionalisti: “Il nostro sarebbe il primo gruppo regionalista in seno al Consiglio. Abbiamo avviato la nostra collaborazione anche alla vigilia della prima sessione che non è andata a buon fine. Assieme abbiamo concluso che non è accettabile che le strutture politiche che detengono il potere esecutivo abbiano anche il presidente del Consiglio, pretendendolo senza compromessi”.
Il candidato della lista della sindaca Rinčić è stato Robert Kurelić che, salvo sorprese, sarà candidato anche al secondo tentativo di costituire l’organo rappresentativo, che verrà messo in atto nel corso della prossima sessione in programma il 21 luglio. Nei giorni scorsi, come è stato detto ieri in conferenza stampa, Iva Rinčić ha incontrato diverse formazioni politiche, ma senza voler scendere a compromessi in merito al candidato.

«Prendere o lasciare»
Ana Trošelj ha aggiunto: “Nei giorni che hanno preceduto la prima sessione abbiamo avuto dei colloqui, formali e no, con altre formazioni politiche, accettando di trattare anche con la sindaca e con chi la sostiene. Purtroppo, abbiamo l’impressione che l’incontro sia stato organizzato solo per poter dire che ci si è incontrati, ma senza alcuna volontà di raggiungere un accordo. La loro proposta ci è stata presentata senza offrire spazio ad alcuna alternativa, con il principio ‘prendere o lasciare’. Non sono state delle trattative, ma una messinscena per l’opinione pubblica alla quale abbiamo deciso di non prendere parte. La coalizione che sostiene la sindaca si è aggiudicata un terzo delle preferenze alle elezioni. Ci chiediamo cosa rappresentino i rimanenti due terzi”. Trošelj ha citato la stessa Rinčić, che assieme ad altri consiglieri aveva posto la stessa questione in riferimento alla necessità, nei casi in cui il potere esecutivo non ha un riscontro analogo nell’organo rappresentativo, di concedere una carica all’opposizione.
Srđan Srdoč, eletto come rappresentante della Dieta democratica istriana, è stato piuttosto chiaro: “Ci sono vari modi per riuscire a insediare il Consiglio cittadino. La prima variante è che Rinčić, con i suoi 11 consiglieri, si assicuri la maggioranza con i voti dei cinque consiglieri HDZ. Come opposizione hanno funzionato bene nello scorso mandato. L’altra variante non è riuscita, proponendo un candidato della sua lista. Le è mancato un voto. Per come stanno le cose, potrebbe ripetersi lo stesso scenario anche alla seconda sessione se dovesse insistere con il candidato Robert Kurelić per la carica di presidente. Noi offriamo una terza soluzione, con la proposta di candidare Ana Trošelj, una variante politicamente, possiamo dire, neutrale, che potrebbe venire accolta da un ampio consenso. In questo senso abbiamo parlato con altri schieramenti politici disposti ad appoggiare la proposta”.
Infine, Tea Mičić Badurina, consigliere anche nello scorso mandato, ha annunciato: “Se Rinčić non dovesse avere i voti necessari per insediare Kurelić, noi offriamo l’alternativa. Ana Trrošelj anche nel suo mandato precedente ha ricoperto la carica in modo responsabile e professionale. Riteniamo che non sia giusto pretendere il potere assoluto senza aver conquistato la maggioranza assoluta dei voti alle elezioni. Nello spirito della democrazia è opportuno che la carica di presidente rappresenti la maggioranza degli elettori”. Trošelj si dice convinta di poter contare sui voti dell’SDP, partito con cui il PGS ha partecipato alle amministrative in coalizione, e quelli di Možemo!.

Ana Trošelj.
Foto: Goran Zikovic

Caccia alle streghe…
Ieri la sindaca ha annunciato la destituzione del direttore di “Rijeka plus”, a distanza di una settimana dal benservito a Robert Mrvčić dell’“Autotrolej”. Srdoč ha commentato: “La sindaca parla di democrazia e trasparenza. Il metodo con cui destituisce i direttori, attraverso i media, non è accettabile. È una caccia alle streghe in cui tutti i venerdì possiamo aspettarci un direttore destituito. Si crea un’atmosfera di paura tra i dipendenti, tra la gente che svolge il proprio lavoro. C’è un clima di incertezza”. Srdoč ipotizza botteghe offrendo, in cambio del sostegno nel Consiglio cittadino, dei posti nei Consigli di amministrazione delle municipalizzate. Ha fatto l’esempio della direttrice ad interim dell’“Autotrolej” che si trovava nella lista di Možemo! alle amministrative, Diana Šubić Trošelj.

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