Le voci di corridoio su un accordo raggiunto tra lo Stato e il curatore fallimentare del “vecchio” cantiere navale “3. Maj” di Fiume trovano ora conferma nei fatti. Tutto lascia intendere che la controversia sull’annullabilità dei contratti con cui, all’inizio di quest’anno, lo Stato ha assunto la proprietà della società “3. Maj Rijeka 1905” attraverso una compensazione di crediti, verrà risolta con una soluzione diversa da quella inizialmente prevista: lo Stato verserà infatti una somma in denaro nella massa fallimentare del “3. Maj d.d.”, anziché limitarsi al solo meccanismo contabile del conguaglio. Lo riporta il quotidiano Novi list.
Trovato un compromesso Secondo le informazioni disponibili, l’importo non sarà pari ai 10,3 milioni di euro corrispondenti al capitale sociale del “3. Maj Rijeka 1905”, valore sul quale era stata effettuata la compensazione, ma risulterà sensibilmente inferiore. Il compromesso sembra essere stato individuato nella valutazione economica del nuovo cantiere navale di Fiume, che coincide anche con il prezzo base di 6,6 milioni di euro fissato nel bando di vendita del “3. Maj Rijeka 1905”, conclusosi circa un mese fa. Come noto, per l’acquisto del cantiere navale fiumano è pervenuta una sola offerta valida e vincolante, presentata dal cantiere navale Iskra di Sebenico.
Il curatore fallimentare del “3. Maj”, Loris Rak, ha confermato di aver presentato la proposta di convocazione dell’Assemblea dei creditori, unitamente alla richiesta di approvare un accordo transattivo con lo Stato relativo alla disputa sui contratti con cui la Repubblica di Croazia è diventata proprietaria del “3. Maj Rijeka 1905”. Rak ha inoltre precisato che la Procura di Stato (DORH) ha già ottenuto l’autorizzazione a concludere tale accordo in nome dello Stato. In termini concreti, ciò significa che i 6,6 milioni di euro derivanti dalla vendita del nuovo cantiere navale di Fiume non confluiranno nel bilancio statale, ma verranno versati sul conto della massa fallimentare del “vecchio” “3. Maj d.d.” in fallimento, per essere poi ripartiti proporzionalmente tra i creditori. L’accordo apre infine la strada alla revoca della misura cautelare che vietava la vendita del “3. Maj Rijeka 1905”. In altre parole, il cantiere navale fiumano è ora più vicino a passare nelle mani dell’Iskra di Sebenico, segnando un ulteriore passaggio decisivo nella complessa vicenda del cantiere.
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