I pompieri festeggiano San Floriano

Presentato a Sappiane il Centro regionale per l’addestramento, messo in funzione recentemente

La sede del Centro d’addestramento a Sappiane

Negli ultimi sei mesi conosciamo Mladen Šćulac soprattutto come capo dell’Unità di crisi regionale istituita per fronteggiare la pandemia del coronavirus, mentre ieri è tornato a indossare i panni, e l’uniforme, di capo dei Vigili del fuoco di Fiume. Ci ha ospitati a Sappiane al Centro regionale per l’addestramento per i servizi di pronto intervento, in occasione di San Floriano, protettore dei pompieri, facendoci visitare le nuove strutture da pochissimo in funzione. Presenti all’incontro con i media la vicepresidente della Regione, Marina Medarić, il presidente della Comunità regionale dei Vigili del fuoco, Slavko Gauš e Goran Petrc, a capo dell’Ufficio della Regione.

Il centralino del Centro

A Sappiane il Centro si occupa della formazione e dell’addestramento di tutti coloro che in caso di situazioni d’emergenza, dovute a calamità o altro, devono farsi trovare pronti a svolgere le proprie mansioni. Ci sono i pompieri, ma anche gli operatori della Protezione civile, del Soccorso alpino e del personale medico. Si collabora con il Ministero degli Interni e con l’Esercito. Su circa 16 ettari sono stati creati i presupposti e le condizioni simulate, in cui imparare a fronteggiare le situazioni più svariate.
“Oggi presentiamo il nuovo centro operativo – ha spiegato Šćulac –, in cui potranno venire gestite le comunicazioni nel caso in cui il centro principale che si trova a Fiume non potesse venire utilizzato. Alla fine di dicembre, quando la zona di Petrinja, Sisak e Glina era stata colpita dal terremoto, noi siamo stati i primi a intervenire impostando da subito, su un’unità mobile, una centrale per le comunicazioni. Se una catastrofe di quel tipo dovesse interessare Fiume, avremo la possibilità di trasferirci immediatamente qui a Sappiane dove abbiamo istituito un centro da cui gestire l’emergenza. Le esperienze che abbiamo accumulato in Dalmazia nelle operazioni di spegnimento degli incendi ci avevano indotto a procurare un veicolo per predisporre il sistema delle comunicazioni, rivelatosi utilissimo nelle zone terremotate. Tutte le chiamate sono arrivate tramite la nostra centrale. Questi vani che vi mostriamo oggi serviranno alla formazione del personale di comando, comprese le esercitazioni”.

L’unità cinofila con gli allievi a quattro zampe e le autorità regionali

La vicepresidente della Regione, Marina Medarić, ha detto di essere orgogliosa anche per il fatto che per la fondazione del centro di Sappiane c’è stato un impegno notevole da parte delle strutture regionali che hanno partecipato con 3,7 dei complessivi 6 milioni di kune investiti finora: “Siamo fieri anche per il fatto che la nostra Comunità dei Vigili del fuoco è sempre ai vertici in Croazia a livello di organizzazione ed efficienza, con il suo equipaggiamento e con il suo organico”.
L’augurio, comunque, è che il centro per le telecomunicazioni a Sappiane non debba mai venire utilizzato e che continui a rappresentare una soluzione di ripiego in caso di disastri naturali. Ci si rende conto che Fiume si trova in un’area con un’alta attività sismica per cui eventi catastrofici come quelli che hanno interessato nel 2020 prima Zagabria e quindi la Regione di Sisak e della Moslavina sono possibili anche qui da noi. Nel momento in cui dovesse succedere, però, è bene disporre di un servizio di soccorso pronto a intervenire in ogni momento.
Le unità cinofile, contrassegnate a livello internazionale con la sigla K-9, rappresentano oggi un segmento di vitale importanza in caso di catastrofi. Al momento a livello regionale sono disponibili 12 team, cani con guida, in grado di intervenire in poco tempo ovunque ciò sia necessario. Zoran Laslavić, dell’Unità volontaria dei Vigili del fuoco di Abbazia aveva avviato una decina di anni fa l’istituzione di un’unità cinofila che oggi rappresenta un punto di riferimento per l’intera Croazia. Il centro di Sappiane offre le condizioni ottimali per addestrare i cani e formare le loro guide. In un’atmosfera giocosa abbiamo conosciuto ieri diversi quattrozampe addestrati a cercare persone sepolte dalle macerie, come Rain, femmina di pastore belga di 11 anni, una veterana e capostipite di una scuola d’eccellenza. Abbiamo incontrato tre sorelle della stessa cucciolata, nate tre mesi fa e che nei prossimi 18 mesi verranno addestrate per diventare cani da ricerca o da catastrofe. Dopo un anno e mezzo di scuola, una sorta di gioco per i cani, si accede al primo esame. Se superato, ogni giorno della vita del cane è un giorno di scuola e di gioco, anche quelli più drammatici.

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