I pompieri di Abbazia in aiuto a Petrinja

I Vigili del fuoco della Perla del Quarnero, guidati dal comandante Gordan Filinić, sono stati tra i primi a partire per la Regione di Sisak e della Moslavina dopo il sisma

Zoran Laslavić, il pastore belga Rain e Gordan Filinić

Il 29 dicembre scorso un sisma di magnitudo 6.2 ha praticamente distrutto Petrinja, Comune della Regione di Sisak e della Moslavina con poco meno di 25.000 abitanti, gran parte dei quali sono rimasti senza casa. Da allora la terra non ha smesso di tremare. Così, oltre all’emergenza sanitaria che ha colpito il mondo intero, i cittadini della Croazia centrale si sono visti costretti a dover combattere contro un altro male devastante. Il 2020 è stato coerente fino alla fine confermandosi come un anno da dimenticare al più presto.

La sede…

In seguito al violento sisma che ha colpito le suddette zone, sono stati allertati tutti i settori della Protezione civile, che prontamente si sono diretti nelle aree interessate. Tra questi anche i Vigili del fuoco di Abbazia, con a capo Gordan Filinić. “La direttiva di partire immediatamente è giunta a tutti i nostri comandi a livello nazionale – ci ha spiegato il comandante –, affinché venisse offerto un primo aiuto agli abitanti del luogo. Da Abbazia abbiamo fatto partire subito alla volta di Petrinja due camion dei pompieri, i nostri cani da ricerca e catastrofe e un’autocisterna con acqua potabile, per un totale di 7 Vigili del fuoco, che in questo primo turno sono rimasti sul campo per tre giorni. Il loro compito è stato aiutare le persone, scavare sotto le macerie per trovare eventuali superstiti e definire lo stato attuale della città. I primi giorni sono stati sicuramente i più difficili in quanto bisognava fare un po’ d’ordine e appurare se ci fossero vittime. Il tutto seguendo le direttive nazionali. Personalmente sono partito per Petrinja il 7 gennaio, quand’è stata proclamata la catastrofe naturale. Ho fatto parte del Comando di crisi il cui compito era coordinare il lavoro di tutti i Vigili del fuoco, facendo da tramite tra il Comando nazionale di protezione civile, il Comando operativo dei Vigili del fuoco e i pompieri in loco. Vi sono rimasto per sei giorni. Al posto mio c’è ora il collega di Sebenico. Il team abbaziano è stato provvisoriamente richiamato in caserma causa il freddo che, ora come ora, non permette di effettuare ulteriori lavori sui tetti delle case. I colleghi che si trovano attualmente sul campo hanno di certo grossi problemi, visto che la terra continua a tremare più volte al giorno e bisogna stare costantemente sull’attenti in modo che non risulti inutile il lavoro effettuato finora”.

Tonči Šorić

L’italiano USAR team in stand by
Gli aiuti sono giunti immediatamente da tutta la Croazia, ma anche dall’estero. “Dopo l’ordine di partenza, ho ricevuto una chiamata dal mio collega di Trieste, il comandante Mauro Longo, il quale mi ha avvisato che il Friuli Venezia Giulia era pronto a intervenire in caso di necessità e che erano in stand-by con il loro USAR (Urban Search And Rescue) team, specializzato in soccorsi in casi di eventi sismici, esplosioni, crolli o dissesti statici e idrogeologici. Una chiamata che ci ha fatto tanto piacere, un gesto dal valore inestimabile per il quale siamo loro molto grati. Per il momento non abbiamo avuto bisogno del loro intervento, ma non si sa mai”, ha detto Filinić.

…e il parco macchine dei Vigili del fuoco di Abbazia

Pompieri e psicologi
Tra i Vigili che per primi sono partiti alla volta di Petrinja, c’è anche Tonči Šorić. “Siamo giunti sul campo dopo circa due ore e mezzo di viaggio, assieme ai colleghi di Fiume, e il nostro primo compito è stato quello di perlustrare il terreno, le case e vedere se ci fossero persone rimaste bloccate. Il modus operandi era chiamare per nome gli inquilini una volta giunti davanti le varie case, parlare con i vicini per capire se si trattasse di case abitate o se le persone fossero già state tratte in salvo. Fortunatamente Petrinja è piccola, per cui si conoscono tutti. Non abbiamo avuto, pertanto, difficoltà nell’ottenere informazioni. La prima notte l’abbiamo trascorsa porgendo aiuto ai bisognosi. Abbiamo perlustrato, inoltre, tutta la zona con i nostri cani da ricerca. La mattina dopo abbiamo provveduto a smontare i camini o altre parti pericolanti delle case colpite dai sismi. Più volte ci è successo di avvertire scosse mentre ci trovavamo sui tetti delle abitazioni. In quei momenti è essenziale mantenere l’autocontrollo, tenersi fermi per non cadere e sperare che finisca al più presto, per poi continuare con il lavoro. A un certo punto, ci eravamo addirittura abituati alla terra che tremava in continuazione. Siamo rientrati a casa illesi sotto tutti i punti vista, ma per gli abitanti del luogo è uno stress tremendo. Se sentono soltanto bussare alle porte, vengono assaliti dal panico. I media trasmettono le rovine e il disastro, ma non sono in grado di trasmettere la sofferenza di questa gente, il terrore nei loro occhi. Oltre ad aiutarli dal punto di vista materiale, in molti casi abbiamo dato loro anche supporto psicologico, ascoltandoli e confortandoli”, ci ha raccontato Šorić, sottolineando che lui e il suo team hanno tentato di esaudire ogni desiderio della popolazione locale. “Ci sono state richieste da parte di persone che volevano salvare dalla casa alcuni oggetti e noi lo abbiamo fatto nei casi in cui ciò era possibile. Sono piccoli gesti, che per loro significano tanto. In molti avevano già perso tutto durante la Guerra patriottica per poi ricostruirsi una vita. Oggi stanno vivendo una nuova tragedia. Si tratta per lo più di persone anziane per le quali Petrinja significa la vita e difficilmente sono propensi a lasciare la propria casa”, ha concluso Šorić.

Il comandante dei Vigili del fuoco di Abbazia

Gli eroi del K9
Come detto poc’anzi, un aiuto fondamentale è stato offerto dai cani di ricerca del team K9. Tra i vari eroi a quattro zampe c’è anche Rain, un pastore belga di 10 anni che ieri ha posato fiero dinanzi al nostro fotoreporter. “Vista la situazione a Petrinja, abbiamo deciso di partire subito assieme ai nostri beniamini. Oltre a Rain c’era anche Ita, con il collega Zoran Ravnić. Ciò che abbiamo visto al nostro arrivo sul campo è paragonabile a un film catastrofico, un vero e proprio Armageddon. Una città distrutta, senz’acqua e corrente elettrica. Motivo per cui abbiamo mandato subito i nostri cani in perlustrazione visto che stava per scendere la sera e non sapevamo se le case fossero abitate o meno. La prima notte è stata molto stressante perché non sapevamo che cosa aspettarci. I cani hanno svolto il loro lavoro in maniera impeccabile. Ci sono state occasioni molto particolari come quella che ha visto crollare l’asilo locale. C’erano anche delle persone ferite. Vi abbiamo mandato subito i nostri cani che fortunatamente non hanno riscontrato vittime. In seguito è risultato che la chiamata era falsa. Ce ne sono state poi anche delle altre, tutte a lieto fine. Sono momenti di forte stress, che vedono ingaggiate tantissime persone. Lavoriamo con i cani da 10 anni e abbiamo sempre sperato di non dover mai fruire del loro aiuto per situazioni come questa. Questo è stato il loro primo ingaggio del genere, ma si sono trovati prontissimi e in grado di eseguire al meglio a loro missione. La loro presenza è risultata molto utile anche dal punto di vista psicologico in quanto al solo vederli, queste povere persone riuscivano in qualche modo a sorridere. In tanti hanno voluto accarezzarli, giusto per trovare un minimo di conforto che spesso soltanto gli animali sanno dare”, ci ha raccontato il pompiere Zoran Laslavić. Oltre a Rain e Ita, da Abbazia sono partiti per Petrinja anche Tsara, guidata da Marin Strižić, Lou con Ivan Štajminger, e da Sappiane Lyn, con Sandi Surina.

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