Il Consiglio della minoranza nazionale italiana della Regione litoraneo-montana si è riunito per decidere sui finanziamenti per il 2025 e per discutere una serie di situazioni e problematiche che destano preoccupazione.
La riunione si è svolta nel pomeriggio di mercoledì sera a Palazzo Modello, sede della Comunità degli Italiani di Fiume, dove si è discusso a lungo e in modo approfondito anche su quello che dovrebbe essere il ruolo del Consiglio stesso. Il presidente dell’organismo, Mauro Graziani, ha iniziato la seduta con una relazione sul lavoro svolto nell’ultimo periodo, per passare poi a discutere dei finanziamenti da concedere nel corso di questo esercizio economico.
Fra le richieste pervenute al Consiglio c’era ad esempio quella di portare uno spettacolo del Dramma Italiano a Cherso e Lussino, uscite per le quali dopo una lunga discussione è stato approvato l’importo di 500 euro a testa come contributo per la trasferta. Nonostante in fase di discussione non tutti i consiglieri si siano detti concordi con una delle motivazioni, ossia il fatto che il Dramma Italiano avesse già dei fondi dedicati alle trasferte stanziati direttamente dall’Unione Italiana e dall’Università popolare di Trieste, in fase di voto tutti si sono espressi a favore.
Si è parlato poi delle imminenti elezioni amministrative e di come il Consiglio dovrebbe invitare i connazionali a partecipare numerosi al voto, senza però dare alcuna indicazione su come ci si debba esprimere. Alcuni consiglieri hanno suggerito che si potrebbero dare delle indicazioni qualora, come quattro anni fa, si dovesse arrivare a delle elezioni suppletive specifiche per dei rappresentanti della minoranza nazionale italiana, ma essendo questo scenario per il momento ancora molto lontano e non potendo sapere con anticipo quali saranno i candidati, nel caso ce ne fossero, il Consiglio si limiterà ad un invito al voto.
Appare però evidente che alcuni schieramenti politici non abbiano particolarmente a cuore i diritti degli italiani, o siano comunque pronti a calpestarli per esigenza di una propria agenda politica. Graziani ha inviato ai consiglieri una copia di pagina 11 de La Voce del popolo del 28 marzo, dove c’è il resoconto dell’Assemblea regionale durante la quale è stata proposta una modifica dello Statuto della Regione volta a togliere i seggi garantiti alle minoranze serba e italiana per i rappresentanti in sede di Assemblea regionale.
In quell’occasione la proposta non era stata accolta, anche grazie all’intervento di Ivo Vidotto, nostro caporedattore, ma in quell’occasione in veste di consigliere regionale, che aveva citato il trattato Dini-Granić del 1996, assieme a una mole di altri dati. Questo fatto ha però aperto una discussione profonda, in sede di Consiglio, su quanto i nostri diritti dipendano da leggi e trattati e quanto invece dalla volontà dei politici di turno. Non è stata presa nessuna decisione formale, salvo quella che la situazione vada costantemente monitorata.

Foto: IVOR HRELJANOVIĆ
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