Hotel Royal, a un passo dal cielo

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Hotel Royal, a un passo dal cielo
Il palazzo ospita oggi gli uffici della Regione e un negozio (al momento chiuso). Foto: RONI BRMALJ

La secessione nell’architettura, come già accennato in precedenza, apparse a Fiume all’inizio del Novecento grazie al cosmopolitismo degli architetti e dei committent, e gli esempi più importanti della sua prima fase floreale vennero costruiti tra il 1902 e il 1906. Ricorderemo che il nuovo stile entrò a Fiume ad hoc, nello stesso centro della città, sul Corso, prima del formarsi di un’opinione pubblica. Dopo una serie di critiche, seguì quindi un periodo in cui la sua espressione venne sempre più temperata. Tra le opere che risalgono alla prima fase spicca il palazzo residenziale e d’affari Rauchel, del triestino Emilio Ambrosini, che frequentò gli studi a Graz e le cui soluzioni per gli edifici polifunzionali furono influenzate in modo dominante dalla scuola viennes di Otto Wagner.

L’albergo Royal è stato edificato dall’unione e il rinnovo di due vecchie case del 1906. Nonostante il progetto non sia più reperibile è consaputo trattasi di un’opera di Emilio Ambrosini. In corrispondenza alle disposizioni del periodo inerenti all’area del Corso, ovviamente non rispettate nel caso delle altre palazzine, la struttura è stata innalzata all’altezza di 25 metri, ragion per cui ancora oggi risulta più alta delle altre. All’epoca il proprietario, il negoziante in manifatture e ricco industriale Francesco Rauschel, aveva dato in affitto il pianterreno e il primo piano, rivolti verso il Corso, al negozio di moda Papetti, mentre il suo era sito nell’edificio adiacente. Nel corso del 1907 era stato installato anche un ascensore della ditta “F. Werheim Comp.” di Budapest e la bella plastica architettonica della facciata interna, ricca di ornamentazioni di tipo floreale, secondo lo stile del momento, fu opera di Domenico Rizzo, che aveva seguito le indicazioni dell’architetto di cui sopra. È il palazzo fiumano che richiama maggiormente lo stile liberty: il pianoterra e il mezzanino sono dotati di traverse in ferro che sorreggono grandi vetrate, caratteristiche dell’epoca, le quali permisero agli stessi le notevoli altezze che osserviamo anche oggidì. Come ricorderemo, l’ampiamente citato architetto triestino, fiumano di adozione, è anche l’autore di altre due case situate in Corso, che ritraggono al meglio lo stile secessione con tutta la magnificenza delle ornamentazioni floreali, la Casa Schittar, voluta da Giovanni Schittar e la pittoresca e stretta Casa Milcenich-Cerniak subito affiancata, entrambe costruite nel 1905.

L’Hotel Royal ai suoi tempi d’oro.
Foto: LOKALPATRIOTI.HR

L’articolo della Bilancia

Il 2 ottobre 1907 il quotidiano La Bilancia pubblicava un articolo in cui celebrava tutta la bellezza ed il valore del bel palazzo: “Oggi pomeriggio è stata inaugurata per i cittadini fiumani una bella bottega artigiana di proprietà del Sig. Francesco Rauschel, ubicata nel grande ed elegante palazzo fatto costruire dall’imprenditore Francesco Rauschel, già ospitante l’elegante Hotel Royal, che ha voluto rispettare l’importanza e la bellezza dei nuovi stili architettonici, caratterizzati da linee moderne, ricchezza ed eleganza della decorazione…. Il nuovo grande negozio sul Corso è senza dubbio un gioiello prezioso e sarà sicuramente oggetto di ammirazione sia della gente di Fiume che degli stranieri. Molti maestri hanno collaborato alla costruzione dell’edificio, quali l’ingegner Emilio Ambrosini (autore dell’intero progetto), il falegname Calogjera (lavorazioni in legno), il fabbro Dumicich (lavorazioni in ferro), i decoratori Stainer e Weisz (vetrate e lavorazioni in cristallo), le ditte viennesi Zempliner (lavorazioni in ottone) e Wagner (portali e scale in ferro battuto) e il pittore Crespi (decorazioni e dipinti)…”

Tempi recenti

Dopo Rauschel si sono susseguiti svariati proprietari, tra i quali Federico Heim (1908 – 1910), M. Drašković (1912 – 1915), Josip Mileta (1918 – 1921) nonché Jole Rauschel che, nel periodo interbellico cambiò il nome dell’albergo in Reale. Dopo la Seconda guerra mondiale, quando veniva utilizzato quale depandance del Bonavia, l’hotel è stato denominato Zagreb. Nel 1993 la palazzina è stata completamente ristrutturata, assumendo la funzione politica di sede della RLM e delle catene commerciali Magma e, successivamente, H&M (chiusa alcuni mesi fa).

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