La Commissione per l’autonomia locale, organo che opera nell’ambito del Consiglio cittadino di Fiume, si è riunita ieri in una sessione tematica dedicata a due problematiche, cioè alla situazione in via Matija Gubec in centro e quella a Vežica riguardante i lavori alla rete di teleriscaldamento.
Ci fermiamo sul primo dei due temi, che coinvolge inquilini ed esercenti in via Gubec, fortemente penalizzati dall’apertura del cantiere edile per la costruzione dell’“Heritage hotel Armerun”, struttura alberghiera che prende il posto dell’ex “Primorska banka”. Il lato occidentale della via che arriva al piazzale davanti a Palazzo Modello è stata chiusa al traffico, transennata e difficilmente percorribile anche dai pedoni. Se ne lamentano i residenti e i gestori di esercizi pubblici. La riunione è stata abbastanza tranquilla, nonostante il giustificato malcontento da parte degli inquilini degli stabili vicini al cantiere e degli imprenditori, sotto la guida di Josip Ostrogović, membro del Consiglio cittadino, capo dell’HDZ a Fiume e deputato al Sabor. Alla riunione si è presentato, un po’ a sorpresa, anche il deputato Marin Miletić, eletto nelle file del MOST anche nel Consiglio cittadino di Fiume, posto che ha ceduto per trasferirsi a Zagabria.
C’era aria di campagna elettorale anche ieri. Ostrogović, come Miletić, ha constatato che all’incontro non vi era né il sindaco Filipović né Maja Malnar, capo del dipartimento Affari comunali e traffico. Quindi, non ci sono stati interlocutori “qualificati” per rispondere alle numerose domande degli interessati. Le conclusioni, non vincolanti per il Consiglio cittadino, hanno riguardato in forma blanda la necessità di intraprendere delle attività per venire incontro alle esigenze di chi subisce maggiormente gli effetti del nuovo cantiere.
Come “portavoce” degli imprenditori è intervenuta Maja Prodanović, titolare del bar “La Bussola” che si trova a pochi metri dal cantiere: “I nostri problemi sono iniziati con il progetto dell’Agglomerazione che ostacola le nostre attività da un anno. I ratti circolano indisturbati in pieno giorno, mentre le transenne e i teloni rappresentano un riparo per gli scassinatori che possono agire indisturbati anche loro”. C’è tanta politica anche nelle sue considerazioni che hanno riguardato la città intera, non solo la via in cui gestisce il bar. Comunque, in breve, le sue osservazioni su ciò che avviene in via Gubec sono motivate da promesse non mantenute da parte della Città: “Ci fa piacere il fatto che avremo un albergo a 4 stelle nella nostra via. Alla ‘Stanovi Jadran’, che costruisce l’albergo, la Città ha dato il consenso per allestire il cantiere che occupa l’intera via, una situazione che resterà tale fino all’agosto del 2026. Com’è possibile che ci siano oggi dieci stabili al servizio di un unico edificio in costruzione? L’occupazione della strada per la durata dei lavori costerà all’investitore 6.324 euro, meno di 3 euro per metro quadrato. Io pago per la terrazza del bar 9 euro al mese per metro quadrato. Sono stati soppressi anche 17 posti parcheggio. La Rijeka Plus ci rimette 500 euro al mese per ogni posto, cioè complessivamente 153mila euro. I residenti possono utilizzare il nuovo parcheggio in Delta, ma senza agevolazioni, a 1,30 euro all’ora”.
Si chiede l’esenzione dal pagamento della tassa comunale, di quella sui monumenti e la sovvenzione degli affitti per gli esercenti che operano in locali privati. Per quei cittadini, infatti, gli affitti sono stati dimezzati a causa dei lavori. Ci sarebbero state delle promesse in questo senso, ma per ora è tutto fermo, tranne le pendenze degli esercenti nei confronti dei proprietari dei locali in affitto.

Foto: IVOR HRELJANOVIĆ
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