Galeb. Ora la compravendita di voti?

La nave Galeb agli ormeggi // Foto: Željko Jerneić

Il conto alla rovescia è iniziato. Tra una settimana esatta andrà in scena il “secondo atto” del Consiglio cittadino, quando i consiglieri saranno chiamati a votare il tanto discusso prestito di 44 milioni di kune relativo al restauro della Galeb e alla ricostruzione del complesso Benčić. La seduta maratona di 8 giorni fa, interrotta dopo ben 17 ore di inutile confronto, è ancora sulla bocca di tutti. Soprattutto nelle file dei partiti all’opposizione, dove l’attesa si fa di giorno in giorno sempre più rovente. E allora ecco che l’Azione dei giovani (AM) e il consigliere indipendente Hrvoje Burić sono tornati all’attacco, ribadendo per l’ennesima volta la loro contrarietà alla proposta. Nessun accenno, tuttavia, sulla polemica degli ultimi giorni sul caso “tacchi” tra il sindaco Vojko Obersnel e Ivona Milinović, consigliera dell’HDZ.

Quattro alternative

“Benché si sia detta contraria, la Lista per Fiume è palesemente schierata con il gruppo riunito attorno all’SDP – attacca Tihomir Čordašev dell’AM –. E lo hanno dimostrato votando a favore del rinvio della seduta, concedendo così all’SDP ancora un po’ di tempo affinché possa esercitare ulteriori pressioni sul consigliere Marinko Koljanin nel tentativo di accaparrarsi il suo voto. Tornando invece alla Galeb, i cittadini devono sapere che indebitarsi non è l’unica soluzione per la realizzazione del progetto. Secondo noi ce ne sono almeno quattro: la prima attraverso la restituzione dei soldi per l’affitto del terreno di Preluca, visto che Obersnel continua a sostenere che quei mezzi torneranno nelle casse cittadine; la seconda tramite le donazioni dei cittadini: all’estero questo metodo di finanziamento di progetti legati alla cultura è abbastanza diffuso; il terzo modello potrebbe essere la vendita anticipata dei biglietti per la Galeb, dato che il sindaco è sicuro del fatto che la nave abbia un enorme potenziale turistico; l’ultima soluzione è quella di puntare sul Movimento dei Paesi non allineati che, come sostenuto dal primo cittadino, è nato proprio sulla Galeb. Ebbene, visto che di questo gruppo fanno parte 120 Stati, basterebbe che ognuno di essi versasse 350mila kune, ed ecco che il suo finanziamento non sarebbe più un problema”.
Quanto invece al voto di mercoledì prossimo, l’ex presidente del Consiglio teme che alla fine i tre esponenti della Lista per Fiume voteranno a favore del prestito.
“Se il rapporto di forze sarà nuovamente 18-18, state certi che alzeranno la mano per l’indebitamento”, ha concluso Tihomir Čordašev.

I timori di Burić

E dopo l’AM è toccato a Hrvoje Burić incontrare la stampa per esprimere il proprio punto di vista sul caso che sta tenendo sulle spine la scena politica locale e non solo.
“Personalmente vorrei che nessuna società si facesse avanti per il restauro della Galeb – rivela il presidente della lista indipendente Bura –. Ricordo a tutti che a saldare il prestito dei 44 milioni non sarà l’attuale amministrazione, visto che la prima rata bisognerà pagarla appena il 31 gennaio 2022. In altre parole, oggi stanno indebitando l’amministrazione di domani. Nel Consiglio ci sono 36 consiglieri, di cui 18 riuniti attorno alla coalizione guidata dall’SDP, i quali sono favorevoli al prestito, e altri 18 che sono invece contrari. Se tra una settimana la proposta dovesse venire approvata, allora saremo testimoni della compravendita di voti all’interno del Consiglio. Chi dei 18 contrari potrebbe cambiare idea? Non faccio nomi”, ha aggiunto Burić, ma il riferimento era chiaramente alla Lista per Fiume e a Marinko Koljanin.
È dunque chiaro che tra i membri dell’opposizione serpeggi un nemmeno tanto velato pessimismo sull’esito del voto. Tuttavia, sul voto pende minacciosa una spada di Damocle. Infatti, il 23 luglio, ovvero il giorno precedente alla seduta, si apriranno le buste con le offerte pervenute per il restauro della Galeb. Inutile sottolineare come ciò potrebbe ribaltare le carte in tavola.

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